I fratelli Lyle ed Erik Menendez oggi hanno 56 e 54 anni e sono detenuti nello stesso carcere, a San Diego, dove stanno scontando l’ergastolo senza possibilità di rilascio sulla parola per l’omicidio dei loro genitori, nel 1989, e salvo colpi di scena, non usciranno mai più. I due fratelli si sono riuniti nel 2018, dopo essere stati detenuti per 22 anni, in due carceri diverse. Oggi partecipano a numerose attività e programmi all’interno del carcere, e chiedono una revisione della loro condanna, sostenendo che si trattò di omicidio colposo. Sono sposati da anni, Lyle con Rebecca Sneed e Erik con Tammi Saccoman. Non hanno figli, ma Erik considera la figlia di Tammi, nata da una precedente relazione, come sua.

Come scrive People, dopo essere stati condannati nel 1996 all’ergastolo per omicidio di primo grado, Lyle ed Erik Menendez sono stati detenuti in due strutture detentive separate fino al 2018, l’anno in cui si sono riuniti nello stesso carcere, il Richard J. Donovan Correctional Facility di San Diego. Lyle era al Mule Creek State Prison di Ione, in California, e ha raggiunto il fratello a San Diego, mentre Erik a sua volta ha solo cambiato settore, restando nella stessa struttura detentiva che lo ospitava da sempre.
Nel 2023 i loro avvocati hanno presentato una petizione alla Corte Superiore di Los Angeles per chiedere una revisione della loro condanna, sulle basi di due nuove prove a favore dei Menendez. La prima riguarda Roy Rossellò, ex membro della boy band dei Menudo che nella docuserie Menendez + Menudo: Boys Betrayed sostiene di essere stato stuprato da Jose Menendez, che allora era un dirigente della RCA, quando era adolescente, nei primi anni ’80. La seconda prova invece riguarda una lettera scritta nel 1988 da Erik ad Andy Cano, suo cugino, in cui accennava agli abusi continuava a subire dal padre. Per i legali dei Menendez quindi questo dimostra che i fratelli non mentono quando sostengono che il movente che li portò al duplice omicidio furono gli abusi e non l’eredità, come ipotizzato dall’accusa.

Nel 2024 i Menendez hanno commentato la serie Netflix sulla loro vicenda, o almeno lo ha fatto Erik, tramite sua moglie, spiegando che Monsters “è un lavoro disonesto” ma è innegabile che la serie di Ryan Murphy gli abbia dato nuova visibilità, dopo anni. A ottobre 2024 in ogni caso, è atteso anche un documentario su di loro, sempre su Netflix e quello, assicurano i loro familiari, dovrebbe gettare una nuova luce su di loro.
Negli anni in cui sono stati separati, Lyle ed Erik non si sono sentiti, ma si sono scritti assiduamente e sembra che per lettera giocassero anche a scacchi. Quando si sono rivisti di persona è stato un momento emozionante per entrambi. Per quanto riguarda la loro vita in carcere, i Menendez si trovano in un settore speciale del carcere, che prevede programmi educativi e di riabilitazione per i detenuti. Come spiega il New York Post, i due fratelli aderiscono al regime Echo Yard, un regime carcerario meno restrittivo, che consente loro di fare (tanta) attività fisica, recarsi a visite mediche o a funzioni religiose, dalle 7.00 alle 21.00, tutto all’interno del carcere. I detenuti possono partecipare a numerose attività lavorative o culturali, possono ricevere le visite dei loro congiunti – ma ad Erik e Lyle, per il fatto di essere condannati all’ergastolo per un atto violento nei confronti di un familiare, non sono permesse visite coniugali in intimità. Lyle può vedere sua moglie Rebecca Sneed, così come Erik può vedere sua moglie Tammi Ruth, ma non gli è consentito appartarsi per fare sesso. Erik riceve anche le visite della figlia del precedente matrimonio di Tammi, Talia Saccoman, che considera come una figlia sua.

I Menendez quindi si mantengono attivi e partecipano attivamente alla vita sociale del carcere. Prima di essere trasferito a San Diego, Lyle era il rappresentante dei detenuti del Mule State Creek Prison e ha fatto parte di un gruppo di sostegno per prigionieri che hanno subito abusi sessuali. Erik invece si diletta a dipingere perché gli è di grande aiuto. Insieme a suo fratello ha guidato gli altri detenuti alla realizzazione di un grande murale su una parete interna del carcere.

Dall’esterno però, è difficile farsi un’opinione su di loro, perché c’è chi li sostiene e li considera dei punti di riferimento e chi li detesta. Il loro avvocato Mark Geragos ha dichiarato al Post
“Il pubblico giustamente li ricorda come apparvero nei video dei processi, ma entrambi sono in carcere da anni e hanno fatto un lavoro notevole su se stessi”

Anche il rapper X-Raided, al secolo Anerae Brown, che nel ’92 fu condannato a 31 anni per omicidio e poi è stato rilasciato nel 2018, considera Erik e Lyle come due mentori che lo hanno aiutato a trovare la strada giusta nella vita, indirizzandolo a seguire più di dodici corsi in carcere, tra cui uno per la gestione della rabbia.
Di parere diverso Hector Bravo Ferrel, che ha lavorato all’interno del carcere di San Diego. L’uomo definisce i Menendez due persone sempre alla ricerca di attenzione mediatica, dai quali cercava di tenersi a distanza. Ferrel ha anche rivelato che i due fratelli non sono esattamente due detenuti modello, tanto che Erik per due volte è stato beccato in possesso di un cellulare, nel 2018 e nel 2021.
L’autopsia sui corpi di Jose e Kitty Menendez svelò che i due coniugi erano stati massacrati a colpi di fucile mentre si trovavano nel salotto della loro villa, intenti a guardare un film. I figli della coppia non furono arrestati subito, e per mesi condussero uno stile di vita da nababbi, con spese folli, viaggi, investimenti imprenditoriali scriteriati. Furono arrestati nel marzo del 1990 dopo che l’amante del loro psicoterapeuta, il dottor Oziel, svelò agli inquirenti che l’uomo possedeva le confessioni dei Menendez registrate su nastro.
