Il mondo del fumetto e del cinema perde una delle sue voci più importanti. Marjane Satrapi, fumettista, illustratrice e regista franco-iraniana conosciuta in tutto il mondo per Persepolis, è morta all’età di 56 anni. La notizia è stata confermata dai familiari attraverso un comunicato rilasciato da Afp.
I familiari hanno spiegato che l’artista “è morta di dolore, poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita”. Ripa, sceneggiatore, attore e produttore, è scomparso ad aprile 2025 all’età di 53 anni. Nel profilo ufficiale di Satrapi su IG, ci sono pochi post, tutti sulla scomparsa del marito.
Autrice capace di trasformare la propria esperienza personale in un racconto universale, Satrapi ha lasciato un segno profondo non solo nella narrativa grafica, ma anche nel cinema e nell’attivismo per i diritti umani.Nata nel 1969 a Rasht, in Iran, Satrapi trascorse l’infanzia durante gli anni della rivoluzione islamica e della guerra tra Iran e Iraq. Negli anni Ottanta si trasferì in Europa per proseguire gli studi e nel 1994 si stabilì definitivamente in Francia. Proprio la sua esperienza tra due culture diverse sarebbe diventata il cuore della sua opera più celebre.

Il successo internazionale arrivò nei primi anni Duemila con Persepolis, la graphic novel autobiografica in cui raccontò la propria crescita durante uno dei periodi più turbolenti della storia iraniana. L’opera conquistò lettori e critica in tutto il mondo, contribuendo a ridefinire il ruolo del fumetto come strumento capace di affrontare temi politici, storici e sociali complessi senza rinunciare all’immediatezza del racconto personale.
Nel 2007 la stessa Satrapi portò Persepolis al cinema insieme a Vincent Paronnaud. Il film d’animazione venne presentato al Festival di Cannes, dove ottenne il Premio della Giuria, e successivamente ricevette una candidatura agli Oscar come miglior film d’animazione. Quel successo consacrò definitivamente Satrapi anche come regista e autrice cinematografica.
Negli anni successivi continuò a lavorare tra fumetto e cinema, dirigendo opere come Pollo alle prugne, tratto da una sua graphic novel, The Voices con Ryan Reynolds e Radioactive, dedicato alla figura di Marie Curie. Parallelamente mantenne sempre un forte impegno civile, intervenendo spesso nel dibattito pubblico sui diritti delle donne, la libertà di espressione e la situazione politica iraniana.
La sua voce è tornata particolarmente centrale negli ultimi anni durante le proteste scoppiate in Iran dopo la morte di Mahsa Amini. Satrapi ha sostenuto apertamente il movimento “Donna, Vita, Libertà”, contribuendo anche alla realizzazione di progetti editoriali dedicati alla causa. Nel 2024 aveva ricevuto il Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Discipline Umanistiche, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della cultura internazionale.
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