Marracash interviene sulle proteste che negli ultimi giorni hanno attraversato l’Italia, dagli scontri nel centro di Milano alle mobilitazioni degli autotrasportatori nel Sud, e le sue parole accendono una discussione sui social. Il rapper ha pubblicato su Instagram un lungo messaggio nel quale rivendica il proprio impegno contro le disuguaglianze sociali e sostiene di aspettarsi da tempo una reazione al crescente malessere economico. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose“, ha scritto, attirando le critiche di chi ha interpretato la sua posizione come una giustificazione delle violenze avvenute durante le manifestazioni.
Marracash, all’anagrafe Fabio Bartolo Rizzo, ha accompagnato il post con due fotografie: una mostra un manifestante con il tricolore sulle spalle tra i fumogeni a Milano, mentre l’altra ritrae un camion con uno striscione dedicato alle proteste dei trasportatori. Immagini attraverso le quali l’artista ha voluto richiamare l’attenzione su mobilitazioni diverse, accomunate dalla protesta contro le difficoltà economiche e sociali.
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“Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita“, ha dichiarato, rivendicando la continuità tra le posizioni espresse oggi e i temi affrontati nel corso della sua carriera musicale.
Il rapper ha spiegato anche perché, nonostante le sue convinzioni, intervenga raramente su questioni sociali e politiche attraverso Instagram. “Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente“, ha scritto, precisando di rispettare chiunque cerchi di far sentire la propria voce, ma di preferire forme di espressione che richiedano un impegno costante.
Secondo Marracash, la credibilità di un artista non dipende dai messaggi pubblicati in occasione degli eventi più discussi, ma dalle scelte compiute nel corso degli anni. Per questo ha indicato nella musica, nei concerti e nelle interviste gli strumenti attraverso i quali ha sempre cercato di comunicare le proprie idee, definendo i social soprattutto un mezzo di promozione.
A sostegno della propria posizione, ha ricordato alcune dichiarazioni fatte durante un concerto dell’anno precedente, quando aveva parlato della necessità che il popolo mostrasse il proprio potere. Ha poi richiamato È finita la pace, l’album pubblicato nel dicembre 2024, il cui titolo rifletteva già una visione pessimistica della situazione sociale.
Il messaggio si conclude con una frase particolarmente netta, ripresa dal brano Power Slap: “Con le buone non cambi le cose“. Un passaggio che, associato alle immagini delle manifestazioni e agli episodi di violenza registrati a Milano, ha provocato reazioni contrastanti tra i follower.
Diversi utenti hanno accusato Marracash di sottovalutare le conseguenze degli scontri, durante i quali sono stati danneggiati negozi e attività commerciali. Il rapper ha deciso di rispondere direttamente alle critiche, chiarendo il proprio punto di vista senza rinnegare quanto scritto nel post. “A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista“, ha replicato nei commenti. Subito dopo ha affrontato il tema della violenza, precisando che la condanna non dovrebbe riguardare soltanto quanto accade durante le proteste. “La violenza va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale“, ha scritto, facendo riferimento a questioni che riguardano l’operato delle forze dell’ordine e le tutele previste per gli agenti.
La sua riflessione si è poi concentrata sulle condizioni delle nuove generazioni, che Marracash descrive come sempre più prive di prospettive e sottoposte alla pressione di modelli di successo economico difficilmente raggiungibili.
“Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente. Esistono molte forme di violenza“, ha aggiunto.
Con queste parole il rapper ha voluto ampliare il discorso alle disuguaglianze economiche e alle condizioni sociali che, secondo la sua interpretazione, alimentano la rabbia di una parte della popolazione. Una posizione che non equivale a una condanna meno esplicita dei danneggiamenti, ma che insiste sulla necessità di considerare anche le cause del malcontento.
Il suo intervento ha trovato sostegno anche tra alcuni colleghi della scena rap italiana. Guè ha manifestato il proprio apprezzamento, mentre altri artisti, tra cui Sayf, Artie 5ive, Nayt e Kid Yugi, sono intervenuti sulle proteste e sulle difficoltà economiche che attraversano il Paese, esprimendo posizioni personali sul rapporto tra disuguaglianze, rabbia sociale e mobilitazione.
Il confronto più acceso resta però quello tra Marracash e gli utenti che hanno contestato il suo messaggio. Da una parte c’è chi riconosce nelle sue parole una continuità con i temi affrontati nei dischi, dall’altra chi ritiene che espressioni come “Con le buone non cambi le cose” possano essere interpretate come un sostegno agli episodi di violenza.
Marracash, da parte sua, ha ribadito di non aver cambiato posizione rispetto al passato. La critica alle disuguaglianze sociali e la rappresentazione della rabbia di chi si sente escluso sono da anni al centro della sua musica, e proprio a questa coerenza ha fatto riferimento rispondendo a chi, dopo il post, ha messo in discussione le sue parole.
