La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è resa disponibile a testimoniare il prossimo 28 settembre 2026 nel processo per diffamazione che vede imputati Fabrizio Corona e Luca Arnau, ex direttore della testata online Dillinger. Lo ha annunciato in aula la legale della premier, l’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno, durante l’udienza presso l’ottava sezione penale del Tribunale di Milano presieduta dalla giudice Nicoletta Marchegiani.
L’episodio al centro del procedimento giudiziario risale all’ottobre 2023, quando sul sito Dillingernews.it comparve un articolo che attribuiva alla presidente del Consiglio una presunta relazione sentimentale con Manlio Messina, all’epoca deputato di Fratelli d’Italia. Meloni aveva già dovuto deporre in un’udienza organizzata appositamente per lei a Palazzo Chigi lo scorso 21 maggio, ma la deposizione era saltata per improvvisi impegni istituzionali.

Come riporta l’ANSA, durante l’udienza odierna si è verificato un breve ma acceso confronto tra l’avvocato Ivano Chiesa, storico legale di Corona, e la senatrice Bongiorno. Il difensore dell’ex agente fotografico ha fatto presente che l’esame di Corona nel processo dovrebbe avvenire solo dopo la testimonianza della premier. La replica di Bongiorno non si è fatta attendere: “Non accetto questi toni“. Chiesa ha risposto: “Io devo prendere lezioni da qualcuno?“. La tensione è proseguita con un ulteriore scambio, fino all’intervento della presidente Bongiorno che ha chiesto: “La prego di dirigere l’udienza come sa fare lei, giudice. In questo intervento si è urlato“. Chiesa ha concluso con un sarcastico “Grazie della lezioncina“, mentre Bongiorno ha chiesto che l’episodio venisse messo a verbale.
La giudice Marchegiani ha accolto l’istanza dell’avvocato Chiesa, confermando che Meloni testimonierà come parte civile il 28 settembre e che, qualora Corona decida di sottoporsi all’esame da imputato, potrà farlo immediatamente dopo nello stesso giorno. La discussione finale delle parti, comprendente pubblico ministero, difese e parti civili, è stata invece fissata per l’udienza del 14 dicembre.
Nell’udienza odierna si è svolto l’esame dell’altro imputato, Luca Arnau, che ha risposto alle domande del pubblico ministero Giovanni Tarzia, del suo difensore Alessio Pomponi, dell’avvocato Chiesa, di Giulia Bongiorno e del legale Mattia Serpotta, che rappresenta la parte civile Messina. La deposizione di Arnau ha svelato retroscena inediti sulla pubblicazione dell’articolo incriminato.
“Fabrizio è un recettore di notizie e le portava. Ha raccontato che aveva saputo questa notizia di questa relazione. Era una voce e doveva essere riportata come una voce, così abbiamo fatto“, ha spiegato l’ex direttore della testata online. Arnau ha poi aggiunto: “Al giornale dove collabora Corona si dà il peso che si dà, è gossip, era un pezzo innocuo“.
Le dichiarazioni più significative riguardano però il rapporto con Corona dopo la pubblicazione. “Mi sono arrabbiato molto dopo che ho scoperto che questa cosa era stata smentita, mi sono arrabbiato con Fabrizio, perché mi sono sentito preso in giro. Mi aveva detto ‘ti assicuro che è vera’”, ha affermato Arnau davanti alla giudice. L’ex direttore ha poi precisato: “In un quarto d’ora ho pubblicato la notizia da quando è arrivata. Come facevo a fare controlli? Mi sono sentito tradito, lui me l’aveva data per certa, per lui era sicura“.
Corona e Arnau sono accusati di diffamazione aggravata per l’articolo, riconducibile all’ex re dei paparazzi, che nel 2023 aveva fatto esplodere il caso mediatico. Oltre a Giorgia Meloni, anche Manlio Messina si è costituito parte civile nel procedimento, rappresentato dall’avvocato Serpotta. Tra l’altro, come riporta Open, Dillinger aveva pubblicato delle foto ritoccate di Meloni e Messina per farle sembrare più “intime” – come se stessero insieme da soli, quando in realtà si trattava di scatti con terze persone.
Il processo entra ora nella fase decisiva con la testimonianza attesa della presidente del Consiglio, che per la prima volta si presenterà fisicamente in tribunale a Milano per rendere esame sui fatti contestati. La deposizione del 28 settembre rappresenterà un momento cruciale per l’accusa, mentre la difesa di Corona avrà la possibilità di controinterrogare sia Meloni che di far deporre successivamente il proprio assistito.
