La battaglia di Giovanni Allevi contro il mieloma multiplo continua, ma la sua resilienza e la sua incrollabile speranza risuonano più forti che mai. Diagnosticato a giugno del 2022, il celebre compositore e pianista sta affrontando un percorso di cure intenso, che lo vede alla sua ventitreesima infusione. Nonostante le sfide quotidiane e il dolore, Allevi si confessa con una promessa: “Secondo le statistiche io ho davanti due anni ancora, ma prometto che festeggerò i 95 anni, perché non credo alle statistiche”. E parla di nuovi progetti imminenti: un documentario in uscita e due concerti a gennaio.
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Il musicista, come riporta Open, condivide la sua esperienza, rivelando i dettagli del suo trattamento. Non si tratta di chemioterapia, ma di “un’altra cosa”.
“È un farmaco potente ed efficace per la cura delle ossa. Mi fa stare male per 10 giorni, sbarellato direi, come se avessi la febbre. Anche il dolore alle ossa aumenta. Ma l’effetto è quello di rinforzare il tessuto osseo”
Eppure, in questi momenti difficili, Allevi trova la forza anche nei piccoli gesti, come il budino al cioccolato che gli viene offerto alla fine di ogni infusione, un momento per lui quasi di festa.
La sua forza non deriva solo da sé stesso, ma anche dalla condivisione con gli altri pazienti. Descrive la sala d’accettazione dell’Istituto dei tumori come un “luogo sacro”, popolato da tanti “guerrieri” che si aiutano e si abbracciano. Questo senso di comunità e supporto reciproco è un pilastro fondamentale nella sua lotta. La malattia ha trasformato la sua prospettiva sulla vita, portandolo a interrogarsi sul significato del vivere pienamente. Per Allevi, significa ora “vedere e vivere tutto con uno sguardo diverso, focalizzare l’attenzione sul presente senza che sia inquinato da aspettative future e da ricordi del passato”.
Il momento della diagnosi è stato, come per molti, devastante, un’esperienza di profonda e abissale solitudine. Tuttavia, una frase della dottoressa che gli comunicò la notizia è diventata la sua ancora di salvezza: “La diagnosi è il primo passo verso la guarigione”. Questa prospettiva ha infuso in lui una nuova determinazione.
La sua esperienza di vita e artistica sarà presto protagonista di un docufilm intitolato Allevi – Back to Life. Presentato alla Festa del Cinema di Roma a ottobre e in uscita nelle sale il 17 novembre (con annessa colonna sonora), il film nasce dall’idea di raccontare la sua carriera. Inizialmente esitante, Allevi ha poi compreso la “forte valenza sociale” che la sua storia, in questo nuovo contesto, poteva assumere.
“Da tempo c’era l’idea di realizzare un documentario sulla mia esperienza artistica, ma non ero convinto perché negli ultimi anni mi sento come fossi un gatto sotto la credenza. Poi la malattia mi ha catapultato in un’altra dimensione e ho capito che questo film possiede una forte valenza sociale. Allora vale la pena uscire da sotto la credenza”
Nonostante la malattia, Allevi è tornato a suonare dal vivo e ha già in programma due concerti a gennaio 2026, a Zurigo e Stoccarda. Tempo fa Allevi ha fatto un’apparizione a Sanremo, con un discorso che emozionò il pubblico.
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