Negli anni ’90, mentre Macaulay Culkin diventava famosissimo e amato grazie a film come Io zio Buck e Mamma, ho perso l’aereo, dietro le quinte si celava un dramma familiare doloroso. In un nuovo documentario su John Candy, John Candy: I Like Me, Culkin rivela come l’attore canadese, fosse una delle poche persone a notare il comportamento tossico di suo padre, Kit Culkin, e a offrirgli supporto e protezione sul set, tanto che per lui diventò una figura paterna, al contrario del genitore che non esita a definire “un mostro”

Nel documentario, presentato al Toronto International Film Festival, Culkin ricorda con affetto la gentilezza e il rispetto dimostrati da Candy, un tratto raro tra gli attori che lavorano con i bambini. “John era sempre davvero gentile e bravo”, racconta Culkin, sottolineando come Candy lo facesse sentire incluso e rispettato, a differenza di molti altri adulti.
“Credo che John avesse un grande istinto. Credo che avesse capito. Anche prima dell’ondata di successo di Mamma, ho perso l’aereo, non era difficile vedere quanto fosse difficile mio padre. Non era un segreto. Era già un mostro. Poi, con l’arrivo della fama e del denaro, è diventato un mostro famoso.”
Candy, preoccupato per il giovane Culkin, si assicurava costantemente del suo benessere, chiedendogli: “Va tutto bene? Tutto a posto a casa? Tutto ok, oggi? Bene”. Questo gesto, apparentemente piccolo, rappresentava per Culkin un’ancora di salvezza in un ambiente familiare turbolento. “È la dimostrazione del tipo di uomo che era”, afferma Culkin. “Si prendeva cura di me.”
L’attore rimpiange di non aver ricevuto più spesso questo tipo di attenzione e supporto nel corso della sua vita.
“Vorrei che fosse successo più spesso. È importante che io lo ricordi. Ricordo che John si preoccupava quando non lo facevano in molti.”

Come riporta People, non è la prima volta che Macaulay e suo fratello Kieran parlano pubblicamente del difficile rapporto con il padre. In precedenti interviste, hanno descritto Kit Culkin come una figura tossica e narcisista, ossessionata dal successo dei figli e dal controllo delle loro finanze. Lo scorso aprile, in un podcast Macaulay aveva detto che non parla con suo padre da trent’anni. “E se lo merita anche. È un uomo che ha sette figli, e ora quattro nipoti, e nessuno di loro vuole avere niente a che fare con lui“. L’attore ha aggiunto che questo dovrebbe far capire al padre che ha sbagliato tutto, ma evidentemente lui non la pensa così.
“Per lui siamo noi quelli sbagliati, e lui quello giusto. È uno di quei narcisisti fuori di testa. Io e lui eravamo sempre in conflitto. Come ho detto, era un uomo cattivo.”
Il documentario John Candy: I Like Me, in uscita su Amazon Prime Video il 10 ottobre (negli USA) offre uno sguardo toccante sulla vita e la carriera del compianto attore canadese, rivelando anche il suo lato umano e la sua generosità d’animo nei confronti del giovane Macaulay Culkin.
Candy è morto nel 1994 a soli 43 a causa di un infarto. Per anni l’attore aveva lottato con i suoi problemi di peso e inoltre era un forte fumatore e bevitore e nella sua famiglia c’erano stati casi di malattie cardiocircolatorie.
Riguardo Culkin, non è un mistero che l’attore abbia attraversato un lungo periodo difficile, ma oggi sta molto meglio, ha una compagna e due figli. Due anni fa, in occasione di un evento speciale, fece un discorso pubblico alla sua compagna in cui la ringraziava per avergli cambiato la vita. Di tanto in tanto l’attore condivide qualche aneddoto sulla sua carriera. Sapete che Joe Pesci sul set di Mamma ho perso l’aereo gli morse un dito?
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