Morgan torna a parlare del Festival di Sanremo e non risparmia una frecciata a Stefano De Martino, che nel 2027 raccoglierà l’eredità di Carlo Conti alla conduzione e alla direzione artistica della manifestazione. Interpellato sul futuro padrone di casa dell’Ariston, il cantautore ha risposto con una battuta pungente: “È un ottimo ballerino“. Ma le sue critiche non si sono fermate qui. Secondo l’ex leader dei Bluvertigo, il Festival avrebbe progressivamente perso di vista proprio ciò che dovrebbe rappresentarne il cuore: la musica.
Le dichiarazioni sono arrivate il 22 ottobre, durante un incontro con la stampa alla Festa del Cinema di Roma, dove Marco Castoldi, in arte Morgan, ha presentato Non importa dove, il documentario dedicato alla sua vita e diretto da Francesco Fei e Consuelo Moschella. Quando i giornalisti gli hanno chiesto un’opinione sulla scelta di Stefano De Martino come prossimo direttore artistico di Sanremo, Morgan ha ricordato di averlo conosciuto molti anni fa, quando entrambi lavoravano nel mondo dei talent show.
“Stefano De Martino direttore artistico del Festival di Sanremo? Lui è un ottimo ballerino. Io l’ho conosciuto come ballerino”, ha dichiarato. “Quando facevo X Factor ogni tanto avevo dei balletti da fare e mi mandavano De Martino a insegnarmi. Insomma, è bravo come ballerino“.
Una risposta che, pur partendo da un ricordo personale, suona come una provocazione nei confronti della scelta della Rai. De Martino ha infatti iniziato la propria carriera come ballerino professionista ad Amici di Maria De Filippi, prima di affermarsi come conduttore televisivo e diventare uno dei volti più popolari del servizio pubblico, grazie soprattutto al successo di Affari Tuoi e Stasera tutto è possibile. Il suo debutto alla guida del Festival è previsto dal 16 al 20 febbraio 2027, dopo il passaggio di consegne con Carlo Conti, che aveva annunciato il nome del successore durante la finale dell’edizione precedente.
Al di là della battuta su De Martino, Morgan ha espresso un giudizio decisamente più ampio sullo stato della manifestazione. Secondo il musicista, Sanremo è ormai un appuntamento talmente radicato nella cultura italiana da essere paragonabile a una ricorrenza nazionale. “Sanremo è come Natale, perché è uno dei pochi momenti, da tanti anni, in cui l’Italia, la famiglia si unisce. C’è Natale, Sanremo, poi Pasqua… anche se è meno potente“, ha osservato, sottolineando come il Festival riesca ancora a riunire milioni di persone davanti alla televisione.

Proprio questa centralità, secondo Morgan, dovrebbe spingere la Rai a trattare la manifestazione con maggiore attenzione. Il cantautore ritiene infatti che Sanremo rappresenti un’occasione culturale preziosa, che non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla popolarità di chi viene chiamato a condurlo.
“Sanremo esiste da solo. Sanremo è un’istituzione che va al di là di chi temporaneamente transita lì dentro“, ha spiegato, paragonandolo a un’istituzione pubblica che continua a esistere indipendentemente dalle persone che, di volta in volta, la rappresentano.
È a questo punto che Morgan ha formulato la sua critica più dura: “Sanremo merita di più, merita molto di più, merita la musica. È l’unica cosa che gli manca ormai. Per il resto c’è tutto e ci sono tutti, ma manca la musica“.
Il cantautore ha quindi chiamato direttamente in causa la Rai e il ruolo del servizio pubblico, accusando chi organizza il Festival di non valorizzarne abbastanza il significato artistico e culturale. “Mi chiedo quindi: perché la Rai, lo Stato, come servizio pubblico non prende seriamente Sanremo? Perché lo umilia? Perché non hanno la capacità di capire che Sanremo è una cosa bella? Perché lo trattano così male? Io sono stanco di vederlo umiliato“.
Per Morgan, il problema fondamentale è la competenza musicale di chi viene chiamato a prendere decisioni artistiche. Il Festival, a suo giudizio, dovrebbe essere affidato a persone che conoscano profondamente la canzone italiana e sappiano riconoscerne il valore, anziché privilegiare soltanto le esigenze dello spettacolo televisivo.
Le sue parole arrivano mentre cresce l’attenzione intorno alla prossima edizione della manifestazione. Stefano De Martino, annunciato come conduttore e direttore artistico, si prepara infatti a un incarico particolarmente impegnativo, che segnerà una nuova fase nella storia del Festival. Resta da capire quale impostazione sceglierà per il suo debutto e come organizzerà la componente musicale della manifestazione.
Morgan, del resto, conosce bene il palco dell’Ariston, anche per uno degli episodi più discussi della storia recente di Sanremo. Nel 2020 partecipò al Festival insieme a Bugo con il brano Sincero, ma durante la quarta serata modificò il testo della canzone, dando origine a un clamoroso litigio in diretta. Bugo abbandonò il palco e i due artisti furono successivamente squalificati.
Le nuove dichiarazioni del cantautore sono arrivate, come anticipavamo, in occasione della presentazione di Non importa dove, documentario che prova a raccontare una dimensione diversa della sua vita, lontana dalle polemiche televisive. Diretto da Francesco Fei e Consuelo Moschella e presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film segue Morgan nell’arco di due anni, entrando nella sua casa milanese e documentando il rapporto con la musica, la quotidianità, gli affetti e i momenti di maggiore fragilità.
Il progetto nasce dal desiderio dei registi di raccontare l’artista al di là del personaggio pubblico, in una fase della sua carriera segnata da una minore presenza televisiva e da numerose controversie personali e professionali.
Parlando del documentario, Morgan ha descritto il palcoscenico come il luogo in cui si sente maggiormente a proprio agio. “Sul palco io mi metto a nudo, sono nella mia comfort zone, mentre la vita è un po’ scomoda e per quello cerco di trasformarla in arte“, ha raccontato. “Al contrario delle altre persone, io non faccio la sceneggiata sul palco, ma nella vita, e loro l’hanno filmata“. Il documentario affronta anche il dolore che ha segnato la sua storia personale e il modo in cui la creatività continua a rappresentare un punto di riferimento. La musica, per Morgan, rimane infatti una necessità, prima ancora che una professione.
È proprio da questo rapporto con l’arte che nasce anche la sua posizione su Sanremo. Al di là dell’ironia riservata a Stefano De Martino, il cantautore rivendica l’importanza di riportare la competenza musicale al centro della manifestazione, convinto che il Festival rappresenti un patrimonio culturale troppo importante per essere considerato soltanto un grande spettacolo televisivo.
