Neil Gaiman, autore di The Sandman e American Gods, è di nuovo nell’occhio del ciclone: una dettagliata inchiesta del New York Magazine, pubblicata lunedì 13 gennaio, contiene infatti le scioccanti testimonianze di diverse donne sugli abusi subiti dallo scrittore: due di loro, precedentemente identificate come ‘Scarlett’ e ‘K’, avevano già partecipato alla registrazione del podcast, mentre altre testimonianze, finora inedite, gettano nuova luce su una storia di sopraffazioni e miserie umane senza precedenti. Attenzione: nei paragrafi seguenti riporteremo, cercando indulgere in morbosità eccessive, alcuni brani dai racconti delle donne. Il loro contenuto è strettamente consigliato a lettori adulti e consapevoli, per la presenza di tematiche sessuali molto esplicite
Come possiamo leggere dalle pagine di Vulture, l’inchiesta ha il suo fulcro in Scarlett Pavlovich, giovane neozelandese, proveniente da un ambiente familiare disagiato che, nel 2022, dopo aver conosciuto Amanda Palmer, membro dei Dresden Dolls e moglie di Gaiman, ed esserne rimasta attratta, anche sessualmente, in cerca di una sistemazione stabile, accetta il ruolo di babysitter per la famiglia dello scrittore. Ed è proprio in questa veste che, nel febbraio di quell’anno, Pavlovich viene violentata per la prima volta da Gaiman, all’interno di una jacuzzi.
“Gaiman le chiese di sedersi sulle sue ginocchia. Pavlovich, colta alla sprovvista, cercò di rispondere: disse che era lesbica, che non aveva mai avuto rapporti sessuali e che a 15 anni era stata abusata da un uomo di 45 anni. Tuttavia, Gaiman continuò a insistere.
“La parte successiva è molto confusa,” racconta Pavlovich, “ma ricordo che lui mi ha infilato le dita direttamente nell’ano e ha provato a penetrarmi con il pene. Ho detto ‘no, no.’ Poi ha provato a strofinare il pene tra i miei seni, e anche lì ho detto ‘no.’ Alla fine mi ha chiesto se poteva venirmi in faccia. Ho detto ‘no,’ ma lo ha fatto comunque.”
Durante l’episodio, Pavlovich ricorda che Gaiman pronunciava frasi come: “Chiamami padrone e sarò soddisfatto” e “Sii una brava ragazza. Sei una brava bambina.”
L’autore dell’inchiesta, nel riportare i successivi incontri tra Pavlovich e Gaiman, tratteggia molto chiaramente una dinamica di dipendenza da parte della giovane, sia nei confronti dell’autore che della moglie: Palmer, a quanto si apprende dall’inchiesta, era infatti da sempre al corrente delle relazioni extraconiugali del marito: i due, in sostanza, avevano una relazione aperta.

“Dopo tutto questo, Amanda Palmer sembrava una creatura celestiale inviata da un altro mondo. Era come un ‘Alleluia,’” racconta Pavlovich. Palmer era famosa per il suo impegno nel parlare apertamente degli abusi sessuali e per incoraggiare altre persone a fare lo stesso. In canzoni e saggi, aveva condiviso le sue esperienze di aggressioni sessuali e stupri subiti da adolescente e da giovane donna. Per Pavlovich, era difficile immaginare che qualcuno come Palmer potesse essere sposata con un uomo capace di aggredire le donne.
Palmer aveva persino proposto a Pavlovich di viaggiare insieme a Londra e in Scozia, dove Gaiman stava girando la seconda stagione di Good Omens.
Pavlovich, che da sempre desiderava lasciare la Nuova Zelanda — il “suo epicentro del trauma” — iniziò a costruire nella sua mente delle fantasie. “Per la prima volta pensavo di poter avere una base solida nel mondo,” racconta.
Dopo l’offerta di Palmer, Pavlovich inviò un messaggio a Gaiman: “Sono consumata dai pensieri su di te, su quello che mi farai. Ho così fame [di quello che mi puoi dare]. Che creatura terribile mi hai fatto diventare.”
Il weekend successivo, la donna fece i bagagli, lasciò il suo subaffitto e salì sul traghetto per Waiheke.
Nella sua lunga confessione, Pavlovich riporta quindi svariati episodi di violenza sessuale subita da Gaiman nelle settimane successive, in un’escalation di depravazione e oppressione psicologica dai contorni decisamente truci (alcuni degli episodi più controversi riguardano deiezioni corporee).
L”autore, interpellato nel merito da NYMag, ha definito gli incontri ‘consensuali’, bollando come ‘assolutamente falsi‘, i racconti più scabrosi, come quello di un rapporto sessuale forzato alla presenza del figlio di Gaiman, impegnato a giocare con un Ipad.
![Neil Gaiman, Amanda Palmer e il figlio [Boston Magazine]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2025/01/amanda-palmer-neil-gaiman-1024x585.jpg)
Un metodo, quello degli NDA, che ritorna anche in altre testimonianze, come quella di ‘K’, alias Kendra Stout: la donna conobbe Gaiman ad un reading nel 2003, a 18 anni, e fra i due si sviluppò una sorta di relazione occasionale lungo molti anni; nel racconto della donna è messa in particolare risalto la predilezione di Gaiman per pratiche sessuali affini al BSDM. La donna precisa però: “Con lui non c’era mai senso del limite, non esistevano parole d’ordine per fermare il gioco‘. Così, nel 2007, racconta Stout, allora affetta da una dolorosissima infezione urinaria: “Volle comunque entrare dentro di me, nonostante stessi male. Ho cercato di oppormi, ma alla fine ho chiuso gli occhi“.

“Allora Caroline non aveva di che vivere, e si faceva prestare denaro dalla sorella per andare avanti. Temendo che, se non avesse accontentato Gaiman, lui l’avrebbe sfrattata. ‘Se tu ti prendi cura di me, io mi prenderò cura di te’, le disse lui.
Una volta, lei e il figlio di Gaiman, che allora aveva 4 anni, si addormentarono nel letto matrimoniale. Caroline si svegliò al ritorno di Gaiman. Lui si mise nel letto, con il figlio al centro, poi le prese la mano e la mise sul suo pene. “Non aveva limiti,” afferma. “Ricordo di aver pensato che c’era qualcosa di profondamente sbagliato in lui.”
Anche qui, il tutto si conclude, mesi dopo, con una transazione economica
“Una notte di dicembre 2021, il manager di Gaiman, Terry Bird, chiamò Caroline e le offrì 5.000 dollari per andarsene immediatamente, a patto che firmasse un accordo di riservatezza (NDA) di 16 pagine che le proibiva di discutere la sua esperienza con Gaiman o Palmer o di intraprendere azioni legali contro di lui. Caroline ricorda di aver detto a Bird: “Cosa ci faccio con 5.000 dollari? Ho bisogno di andare in terapia. Forse mi servono 300.000 dollari.” Guardando indietro, dice di non sapere come avesse calcolato quella cifra, ma Gaiman accettò, e lei firmò.”
Dal punto di vista meramente legale, è bene dirlo, Gaiman non è al momento indiziato di alcunché: le denunce presentate da Pavlovich e Stout nel 2023 sono entrambe state archiviate dalle autorità senza rinvio a giudizio: diverso il tenore delle ripercussioni sul piano lavorativo: un previsto adattamento cinematografico de Il figlio del cimitero‘, è stato messo in pausa, e Good Omens, la serie Prime Video, non avrà una terza stagione, ma si concluderà con un episodio speciale di 90′.
