Nella basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, un recente intervento di restauro ha sollevato interrogativi e stupore. Uno degli angeli che accompagnano il busto marmoreo di Umberto II di Savoia presenta ora un volto sorprendentemente somigliante a quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La scoperta, emersa nei giorni scorsi, sta generando discussioni sulle modalità dell’intervento e sui controlli previsti per un luogo di culto di grande valore storico.
Roma, nella basilica di San Lorenzo in Lucina uno degli angeli scolpiti accanto al busto di Umberto II di Savoia è stato recentemente ritoccato nel volto e ora appare con tratti che ricordano quelli di Giorgia Meloni. L’intervento — firmato da un volontario identificato come… pic.twitter.com/kmI2vqaOYJ
— Ultimora.net (@ultimoranet) January 31, 2026
Il monumento funebre del sovrano, accompagnato dall’iscrizione che ricorda come Umberto II preferì l’esilio alla guerra civile, è vegliato da due angeli. Dove prima si trovava un semplice cherubino dai tratti generici, oggi appare una figura femminile alata che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale, posta di fronte a un altro angelo che porge la corona al re in disgrazia. La somiglianza con la premier è tale da rendere difficile qualsiasi smentita.
Come spiega Repubblica, l’intervento non risulta opera dei restauratori professionisti impegnati in altre parti della chiesa. A firmare il lavoro è Bruno Valentinetti, che si presenta come sacrestano e decoratore. La firma è chiaramente visibile su un cartiglio: “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV”, datata quindi al 2025. In parrocchia viene descritto come “un volontario” presente quotidianamente, tutte le mattine.
In rete emergono riferimenti ad altri lavori decorativi attribuiti a Valentinetti, compresa la decorazione della stessa cappella già nel 2002. Una restauratrice riferisce di aver collaborato con lui alla realizzazione di decorazioni presso una delle ville di Silvio Berlusconi, nello specifico la residenza a Macherio. Risulta anche una sua candidatura politica in passato con La Destra Fiamma Tricolore nel primo municipio di Roma.
Resta aperta la questione dei controlli. Un intervento di questo tipo avrebbe dovuto essere intercettato da più livelli di vigilanza: dal parroco, che non era presente al momento delle verifiche, fino alla Soprintendenza incaricata di sorvegliare i restauri. Appare singolare l’assenza di un intervento correttivo, così come risulta difficile immaginare che la somiglianza non sia stata notata da chi doveva supervisionare i lavori. Qui potete leggere la spiegazione data dal parroco e dal restauratore.

La vicenda assume un peso simbolico particolare anche per il contesto in cui si colloca. San Lorenzo in Lucina è una delle basiliche più antiche della cristianità. Nella stessa piazza al numero 26 aveva lo storico studio Giulio Andreotti, e qui si trovava la sede di Forza Italia. L’avvocata Giulia Bongiorno, che difese Andreotti a processo, sarebbe un’abituale frequentatrice della basilica.
Un’area tradizionalmente legata alla politica del centrodestra romano, che ora si trova al centro di una vicenda che mescola arte sacra, restauro e attualità politica, sollevando domande sulla tutela del patrimonio culturale e sulle procedure di vigilanza che dovrebbero garantirne la conservazione secondo criteri storici e artistici riconosciuti.
A proposito di Meloni, avete letto la profezia del Mago Otelma sulla premier?
