Paolo Virzì torna a parlare della sua storia con Micaela Ramazzotti e lo fa senza astio, scegliendo parole misurate e affettuose. In un’intervista al Corriere della Sera, il regista racconta che lei accettò un ruolo per il quale lui la rincorreva da tempo, a patto che lui la sposasse.
Il cuore del racconto al Corriere sta proprio nel modo, insolito e impulsivo, in cui decise di sposarla. “Era il 2007, due anni dopo ci siamo sposati ma nel mezzo non si può dire che siamo stati proprio fidanzati”, spiega Virzì. E aggiunge: “L’ho sposata forse per un gesto romanticamente guascone: la volevo per il ruolo della Sandrelli da giovane ne La prima cosa bella, lei non voleva più vedermi e allora le ho proposto di diventare mia moglie“.
Il primo incontro risale al provino per Tutta la vita davanti. Virzì ricorda Ramazzotti come “una creatura disegnata da Milo Manara ma cresciuta in un contesto suburbano tostissimo”, sottolineando come lo avessero colpito “dolcezza e tristezza”. “Si sentiva che portava dentro un dolore, che poi ha adoperato nel suo mestiere di attrice per proporre un suo stile unico e anticonvenzionale”.
Non fu però un amore immediato e lineare. Quando Virzì iniziò a scrivere La prima cosa bella, era convinto che quel ruolo dovesse essere suo, ma lei nel frattempo si era allontanata. “Lei sparì dalla mia vita”, ricorda. “Mentre con Francesco Bruni e Francesco Piccolo scrivevamo la sceneggiatura, pensavamo tutti che quel ruolo doveva essere suo. Ma quando la feci cercare non accettò”. Il regista ammette con ironia: “In un certo senso sono stato ghostato“.
Dopo aver fatto provini ad altre attrici senza mai convincersi davvero, arrivò il consiglio decisivo. “Una sua amica mi disse: “Accetterà di lavorare con te solo se la sposi“, racconta Virzì. “E così convolammo”.
Da quel matrimonio nacquero due figli e un sodalizio artistico importante. Oggi, dopo la separazione, il regista riconosce che il momento è stato difficile. L’anno scorso fecero notizia per una clamorosa lite in un ristorante, che coinvolse anche la figlia del regista e il nuovo compagno dell’attrice.. “Dopo la separazione abbiamo passato un momento più complicato, che sono certo presto ci metteremo alle spalle”, dice. “Abbiamo fatto due figli meravigliosi, oltre a film per me memorabili. Non posso che dar valore alle cose belle della nostra storia”.

Alla domanda sul perché sia finita, Virzì risponde senza accusare nessuno. “Probabilmente per quelle stesse diversità che ci avevano avvicinato e poi legato”, riflette. E ammette: “A volte con lei ero il maestrino palloso, il Furio di Carlo Verdone”.
Oggi entrambi hanno ricostruito la propria vita. “Certo, la vita va avanti”, afferma il regista. “Stiamo provando a costruire un rapporto di collaborazione tra genitori per i nostri due figli, a partire dal rispetto affettuoso per la nostra storia”.
Paolo Virzì ha parlato anche anche della sua relazione attuale con Susanna Paratore, autrice televisiva e sceneggiatrice. “Vi confesso che non sono abituato a spifferare tanto della mia vita privata”, premette. Poi aggiunge: “Tra Susi e me c’è tenerezza e allegria. Ci siamo conosciuti in un momento complicato per entrambi”. Di lei dice: “È spiritosissima e battutara, sembra quasi livornese. Invece è una pariolina atipica, sofisticata ma con una sua vena punk”. E conclude con un ricordo recente: “Quest’estate abbiamo passato tutto agosto a Livorno… ed è stato indimenticabile”.
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