22 giorni in Perù, senza elettricità, per ritrovare sé stesso. È l’esperienza che Matthew McConaughey ha raccontato con dovizia di particolari durante un’intervista al podcast No Magic Pill; il premio Oscar ha raccontato a Blake Mycoskie che la pressione della fama iniziale è stata tale da spingerlo a a cercare rifugio lontano dai riflettori, in un luogo sperduto e completamente isolato. L’attore texano, dunque, stava cercando di ritrovare autenticità, di decifrare quale parte della sua vita fosse reale e quale parte fosse una farsa:
“Avevo bisogno di rimettere i piedi per terra. Così mi sono disconnesso. Boom. Sono andato in Perù. Dovevo capire che potevo farlo”
Durante questo periodo di auto-esilio volontario, McConaughey si presentava come Mateo, un modo per discostarsi del tutto dal suo status di celebrità e incontrare solo persone che lo conoscessero come uomo, non come star del cinema. Proprio questo aspetto, secondo McConaughey, è stato il lascito più prezioso dell’esperienza peruviana: la possibilità di costruire relazioni autentiche. L’attore ha raccontato che gli abbracci e le lacrime dell’addio con le persone conosciute in Perù lo hanno fatto riappropriare della sua identità umana, al di là della fama. I primi 12 giorni del suo pellegrinaggio sono stati molto complessi, successivamente hanno lasciato spazio a un’esperienza illuminante:
“Ero rimasto lì abbastanza a lungo da pensare: ‘Potrei vivere così. Questa potrebbe essere la mia esistenza’. Non appena arrivi a quel punto, allora puoi tornare a casa”
Questa fuga in Perù avvenne nei primi anni della sua carriera stellare, ma non fu l’unico momento in cui McConaughey decise di allontanarsi da Hollywood. Anni dopo, quando la sua carriera era ormai consolidata ma limitata alle commedie romantiche di successo come Prima o poi mi sposo e Come farsi lasciare in 10 giorni, l’attore prese una decisione ancora più radicale: trasferire la sua famiglia in Texas.

Già nel 2024, in un’intervista a Interview Magazine, McConaughey ha rivelato quanto fosse stato “spaventoso” compiere quel passo, mentre era all’apice della fama. Arrivò persino a immaginare un futuro completamente diverso: “Pensavo che avrei insegnato in classi di liceo, di studiare per diventare direttore d’orchestra, di diventare una guida naturalistica“.
La mossa che dimostrò definitivamente la sua determinazione fu il rifiuto di un’offerta da 14,5 milioni di dollari per un’altra commedia romantica. “Probabilmente quella è stata vista come la mossa più ribelle a Hollywood da parte mia perché ha davvero mandato il segnale: ‘Non sta bluffando’“, ha affermato l’attore. Quella scelta coraggiosa gli permise poi di reinventarsi, aprendo la strada a ruoli drammatici che culminarono con l’Oscar per Dallas Buyers Club.
