Patrizia Mirigliani passa alle vie legali contro Ditonellapiaga. La polemica, esplosa a pochi giorni dall’uscita del nuovo progetto discografico della cantante, si è rapidamente trasformata in un caso formale che coinvolge direttamente il marchio storico di Miss Italia e il suo utilizzo nel titolo di un album e di un brano ancora inedito.
Con una nota ufficiale diffusa in mattinata, l’organizzazione del concorso ha contestato quello che viene definito un uso indebito della denominazione “Miss Italia”, annunciando di aver dato mandato ai propri legali per avviare le opportune azioni giudiziarie. Nel mirino non c’è soltanto il titolo scelto da Ditonellapiaga, ma anche il contenuto del testo, che – secondo quanto riferito – conterrebbe espressioni ritenute lesive dell’immagine e della dignità delle partecipanti al concorso.
La questione si muove su un doppio livello. Da una parte c’è il tema giuridico legato alla tutela del marchio, considerato un asset storico e commerciale consolidato; dall’altra, quello più delicato della rappresentazione, con Patrizia Mirigliani che sottolinea come Miss Italia lavori da anni per superare stereotipi e raccontare un’immagine diversa e più complessa del mondo femminile. Proprio per questo, l’eventuale utilizzo del nome in un contesto percepito come distante da questi valori viene considerato particolarmente problematico.
La replica di Ditonellapiaga non si è fatta attendere ed è arrivata durante una conferenza stampa. La cantante – che è attualmente in gara a Sanremo 2026 con il brano Che fastidio! ha espresso sorpresa per la contestazione, sottolineando come il brano non sia ancora stato pubblicato e mettendo in dubbio che il testo sia stato interpretato correttamente. Ha spiegato che il pezzo ha una dimensione personale e riflessiva, legata al rapporto con se stessa e con l’idea di perfezione, respingendo l’idea che possa trattarsi di un attacco alle partecipanti del concorso.
Alla domanda sul contenuto del testo, l’artista ha chiarito che il riferimento alla “disperazione” non è rivolto alle concorrenti in quanto tali, ma a una condizione emotiva più ampia, che può riguardare chiunque, anche chi appare perfetto dall’esterno. Una chiave di lettura che però, almeno per ora, non ha smorzato le tensioni.
Resta aperta anche la possibilità di un confronto diretto, che in passato era stato ipotizzato ma non concretizzato. Intanto, però, la vicenda ha già preso una direzione chiara: quella di uno scontro tra libertà artistica e tutela di un marchio storico, destinato a proseguire anche sul piano legale.
