A pochi giorni dal suo ottantesimo compleanno, Stefania Sandrelli si racconta in una lunga intervista concessa a Repubblica. Una confessione che sorprende, soprattutto perché arriva da una delle attrici più amate e popolari del cinema italiano: nonostante una carriera straordinaria, Sandrelli rivela di non essere una donna ricca e racconta di aver rinunciato, negli anni ’80, a un’opportunità economica che avrebbe potuto cambiarle la vita.
Il riferimento è a La Chiave, il celebre film di Tinto Brass che fece scandalo e divenne uno dei maggiori successi commerciali del regista. All’epoca, il produttore Giovanni Bertolucci le propose una formula che oggi farebbe gola a qualsiasi attore: una percentuale sugli incassi della pellicola. A ricordare quell’episodio è stata la stessa Sandrelli, rispondendo alla giornalista Arianna Finos che le faceva notare come, nonostante il successo, non sia mai diventata particolarmente benestante.
“No. E voglio che questa cosa si dica. Quando ho fatto La Chiave, Giovanni Bertolucci mi disse: “Ti do una percentuale sugli incassi. Potresti diventare miliardaria”. Invece preferii prendere un compenso subito e restare libera. Non volevo ritrovarmi legata a una situazione che non controllavo. Non me ne lamento”.
La Chiave si rivelò un enorme successo e una partecipazione agli incassi avrebbe probabilmente garantito all’attrice guadagni molto superiori al cachet percepito all’epoca.

Riguardo la decisione di partecipare ad un film così scabroso, Sandrelli oggi non mostra alcun rimpianto: “Non fu una scelta razionale, seguii quell’istinto che mi guida sempre” – spiega a Repubblica – “Ora come allora, quando vedo il film rido da morire. Avevo la stessa eccitazione di quando risolvevo un problema matematico. Quel film non l’ho fatto per provocazione ma per voglia”.
Parole che confermano il rapporto speciale che l’attrice continua ad avere con uno dei titoli più discussi della sua carriera, un’opera che all’epoca suscitò polemiche ma che è rimasta uno dei film simbolo della filmografia di Brass.
Nel corso dell’intervista, l’attrice ha affrontato anche un tema molto più amaro: quello delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo. Sandrelli ha raccontato di essere rimasta profondamente colpita quando si è accorta che dal suo assegno pensionistico erano stati trattenuti 450 euro. Una vicenda che si inserisce nel complesso contenzioso che coinvolge decine di attori, doppiatori, registi e tecnici del settore, chiamati a restituire somme già percepite e tassate dopo anni di battaglie legali.
“Un giorno sono andata a controllare il conto e ho visto che mancavano quattrocentocinquanta euro dalla pensione. Io prendo poco più di duemila euro. Ho sempre pagato tutto. Ho sempre fatto il mio dovere. Quella cosa mi ha ferita come una lancia nel cuore”.
L’attrice ha spiegato che il dolore non era legato soltanto all’aspetto economico, ma soprattutto al timore di perdere la propria indipendenza e la casa in cui vive. “Non era per i soldi. Era per la libertà. L’idea di perdere questa casa per una cosa del genere non la posso sopportare. Non sopporto di perderla, è la mia vita”.
Tornando a La Chiave l’attrice ha raccontato a Belve che Brass le propose anche il ruolo principale in Miranda, il film successivo a La Chiave. Questa volta, però, la sua strategia fu diversa: per evitare di essere scelta, chiese deliberatamente un compenso molto elevato, convinta che la produzione non avrebbe accettato. Una mossa che raggiunse l’obiettivo desiderato.
