Non sono soltanto i posti di lavoro a preoccupare George Clooney quando si parla di intelligenza artificiale. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, l’attore ha affrontato anche il problema dei deepfake e dell’utilizzo dell’immagine di attori e personaggi pubblici senza il loro consenso. Dietro una battuta che ha fatto sorridere la sala, Clooney ha descritto uno scenario decisamente più inquietante: un futuro nel quale potrebbe diventare sempre più difficile capire se ciò che vediamo sia realmente accaduto.
“Vorrei evitare di finire in una pubblicità di assorbenti vent’anni dopo la mia morte“, ha scherzato Clooney parlando della possibilità che la sua immagine venga riprodotta artificialmente anche dopo la sua scomparsa.
Il problema, però, va ben oltre il cinema. “Ho visto video di me che non sono me“, ha raccontato, precisando di riferirsi a falsi filmati legati all’informazione nei quali sembra parlare di argomenti che in realtà non ha mai affrontato.
Clooney ha quindi immaginato uno scenario estremo per spiegare le possibili conseguenze: cosa accadrebbe se un governo vedesse un video falso di Vladimir Putin che annuncia di aver lanciato un primo attacco nucleare e decidesse di reagire credendolo autentico?
L’attore ha raccontato di aver parlato del problema anche con esperti di intelligenza artificiale e ha sottolineato come alcuni degli strumenti utilizzati fino a poco tempo fa per riconoscere i contenuti generati artificialmente siano diventati meno efficaci.
“Diventerà sempre più difficile per noi distinguere la verità“, ha spiegato. Il rischio, inoltre, è che l’IA finisca per mettere in dubbio anche le immagini autentiche: davanti a un filmato vero, chiunque potrebbe sostenere che sia falso.
“Abbiamo sempre vissuto in un mondo in cui si diceva: ‘Non credere a tutto quello che leggi’. È molto più difficile convincere le persone a non credere a tutto quello che vedono“, ha concluso Clooney a Venezia 2026, sottolineando come questo renderà sempre più complesso anche il lavoro dei giornalisti.
“We have to find a way to discern this.” George Clooney on issues of Artificial Intelligence. Sources: RAI and Venice Film Festival #Venezia pic.twitter.com/N2O4VoYItd
— filmser (@filmser) September 2, 2026
È proprio questo, secondo Clooney, uno degli aspetti più pericolosi della diffusione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale: non soltanto la possibilità di creare immagini e dichiarazioni false sempre più credibili, ma anche quella di mettere in dubbio le prove autentiche. Una sfida che riguarderà direttamente il mondo dell’informazione, chiamato a verificare contenuti sempre più sofisticati senza perdere la fiducia del pubblico.
