Raffaella Carrà è morta il il 5 luglio 2021 a causa di un tumore ai polmoni che le era stato diagnosticato tra aprile e maggio 2020. La showgirl ha affrontato la malattia, una combinazione di fattori genetici e comportamentali, con la massima riservatezza e, nonostante le cure a cui venne sottoposta, si è spenta a Roma presso la Clinica del Rosario, all’età di 78 anni.
Gian Luca Pelloni Bulzoni, ex bodyguard di Raffaella, che fu adottato da adulto, poco prima della scomparsa della showgirl, a giugno 2026 ha rotto il silenzio per prima volta sulla malattia che portò la Carrà alla morte. Bulzoni ha spiegato Raffaella ebbe una prima diagnosi ad aprile 2020, in pieno lockdown, e poi una diagnosi definitiva – e purtroppo nefasta – i primi di maggio, da uno specialista a Roma. “Le dissero che era uno dei più brutti tumori che potesse avere”. Raffaella però non si lasciò fermare dall’impatto della diagnosi e negli stessi giorni decise di organizzare il suo testamento – anche consultandosi con il suo ex compagno, Sergio Japino – e fu in quella fase che decise di adottare Bulzoni, che sulle prime rimase interdetto, poi accettò. L’adozione era finalizzata a proseguire molte delle attività benefiche che Raffa aveva avviato in vita.

Come riporta il Messaggero, nei giorni immediatamente successivi alla morte di Raffaella, il professor Giovanni Mangiaracina dell’Università La Sapienza di Roma, intervistato da Radio Cusano Campus, fornì alcune ipotesi sulle cause della morte dell’artista. Ha evidenziato la situazione clinica di Raffaella Carrà, sottolineando che era un’accanita fumatrice e che questo potrebbe aver gravato su una malattia che poteva essere legata ad una questione genetica, considerando che sua madre morì a 63 anni a causa della stessa patologia:
“La mamma di Raffaella Carrà è morta a 63 anni proprio di tumore al polmone, quindi si tratta di una possibile questione genetica. E poi se una persona fuma è quasi un destino inevitabile. Purtroppo il fumo ci ha portato via Raffaella con 10 anni di anticipo. Se c’è una base genetica, è chiaro che tutti i modelli di vita influiscono su quella base genetica. Il polmone della donna è più piccolo rispetto a quello degli uomini, quindi anche gli effetti negativi sono triplicati”.
Subito dopo la morte di Raffaella Carrà, il suo ex compagno Sergio Japino, spiegò che nonostante durante la malattia avesse sofferto molto, la showgirl e conduttrice aveva deciso di mantenere il più stretto riserbo sulle sue condizioni di salute perché non voleva il pubblico e altre persone care restassero turbate.
L’ ultima apparizione televisiva di Raffaella prima della morte è stata da Fabio Fazio a Che tempo che fa il 17 novembre 2019, quattro mesi prima della diagnosi di tumore.
