James Cameron ha lanciato un nuovo e inquietante monito sull’uso dell’intelligenza artificiale applicata ai sistemi d’arma. In un’intervista concessa a Rolling Stone per promuovere il libro Ghosts of Hiroshima, che intende adattare in un film, il regista di Titanic ha espresso grande preoccupazione per una possibile corsa globale agli armamenti guidata da tecnologie autonome e super-intelligenti. Una deriva che, a suo dire, potrebbe trasformare la distopia immaginata in Terminator in un incubo reale.
A Rolling Stone, Cameron mette in guardia da quello che definisce un potenziale “punto di non ritorno”: un futuro in cui l’intelligenza artificiale viene integrata nei sistemi militari, fino al livello delle armi nucleari e delle contromisure di difesa automatizzate. In questi scenari, afferma, le finestre decisionali sono troppo rapide perché l’essere umano possa intervenire efficacemente.
“Forse saremo intelligenti abbastanza da mantenere l’uomo nel ciclo decisionale, ma gli esseri umani sono fallibili, e nella storia recente ci sono stati numerosi errori che ci hanno già portati sull’orlo di incidenti internazionali che avrebbero potuto innescare una guerra nucleare”.
Secondo il regista, stiamo vivendo un momento storico estremamente delicato, in cui tre minacce esistenziali stanno raggiungendo il proprio apice simultaneamente: il collasso climatico e la distruzione dell’ambiente naturale, le armi nucleari e la nascita della super-intelligenza. E anche se Cameron non esclude che quest’ultima possa rivelarsi, paradossalmente, una possibile soluzione, si dice comunque incerto e preoccupato: “Non lo sto predicendo ma potrebbe esserlo”.

Il riferimento alla saga di Terminator non è casuale: nel film del 1984, un sistema di difesa automatizzato chiamato Skynet diventa autocosciente e si rivolta contro l’umanità. Quello scenario, che all’epoca appariva fantascientifico, secondo Cameron oggi sembra molto più vicino alla realtà.
Nonostante ciò, il regista riconosce che l’IA può offrire anche strumenti utili, soprattutto in ambito produttivo. Da tempo, infatti, è coinvolto nello sviluppo tecnologico per il cinema, tanto da entrare, nel 2024, nel consiglio di amministrazione di Stability AI, azienda nota per il modello text-to-image Stable Diffusion. In un’intervista al podcast Boz to the Future, Cameron ha spiegato che il futuro dei grandi blockbuster dipende dalla possibilità di dimezzare i costi degli effetti visivi:
“Non si tratta di licenziare metà del personale ma di raddoppiare la velocità con cui completano le scene. Così il ciclo produttivo si accelera, e gli artisti possono passare a nuovi progetti stimolanti”.
Tuttavia, il regista rimane fortemente scettico sul potenziale creativo dell’IA, soprattutto per quanto riguarda la scrittura. Già nel 2023, in un’intervista con CTV News, Cameron affermava di non credere che un’intelligenza “disincarnata”, capace solo di rielaborare esperienze umane altrui e rigettarle sotto forma di “insalata di parole”, possa mai commuovere un pubblico. “Serve un essere umano per scrivere qualcosa che davvero tocchi l’animo, non conosco nessuno che stia seriamente pensando di far scrivere un copione a un’IA”.
Mentre lavora alla trasposizione cinematografica di Ghosts of Hiroshima, un libro che ripercorre le tragiche conseguenze del primo bombardamento atomico, James Cameron ribadisce così il suo impegno verso un uso responsabile della tecnologia, pur riconoscendone le potenzialità.
