Francesco Chiantese, attore toscano, sta vivendo un’odissea sanitaria che ha deciso di rendere pubblica attraverso i social. Colpito da una paralisi facciale, probabilmente dovuta ad una paralisi di Bell, dopo un mese e mezzo di mancati miglioramenti è riuscito a ottenere la prescrizione per una risonanza magnetica. Ma l’esame, necessario per la diagnosi e quindi per impostare una terapia adeguata, si è rivelato impossibile da effettuare.
“Mi sento sballottato. Questa è una malattia che non si cura davvero, ma regredisce solo col tempo. Però siccome nei primi due mesi di solito iniziano i miglioramenti e nel mio caso non è successo, i medici vogliono indagare più a fondo”
Il problema non è di natura medica, ma tecnica: Chiantese pesa 183 chili e ha spalle molto larghe. Queste caratteristiche fisiche rendono incompatibile il suo corpo con la maggior parte dei macchinari per risonanza magnetica disponibili negli ospedali pubblici. L’unico ospedale della provincia di Siena dotato di un dispositivo teoricamente adatto al suo peso si trova a Campo Staggia, nel comune di Poggibonsi. Per scoprirlo, l’attore ha dovuto telefonare personalmente a ogni reparto di radiologia della provincia.
Quando si è presentato presso la struttura indicata, sembrava che tutto potesse finalmente procedere. Gli è stata inserita la cannula, si è spogliato ed è entrato nella sala dell’esame. Ma una volta davanti al macchinario, è emerso il problema definitivo: le sue spalle erano troppo larghe per entrare nel tunnel della risonanza. L’esame è stato interrotto prima ancora di iniziare, anche se inizialmente gli era stato comunicato che avrebbe comunque dovuto pagare il ticket per la prestazione non erogata.
La vicenda personale di Chiantese solleva questioni più ampie sul funzionamento del sistema sanitario pubblico. Come ha spiegato lui stesso nel suo racconto sui social, non ha condiviso la sua esperienza per cercare compassione personale, ma perché ritiene politicamente necessario portare all’attenzione un problema strutturale. Lo stigma sociale che spesso colpevolizza le persone obese si somma a disservizi che capitano con frequenza nel sistema sanitario.

Il nodo centrale della questione riguarda l’assenza di un servizio di orientamento efficace. I CUP, secondo quanto riferito dall’attore, non dispongono di informazioni precise sulle caratteristiche tecniche dei macchinari disponibili nelle diverse strutture. Questo significa che un paziente con esigenze particolari deve arrangiarsi autonomamente, telefonando reparto per reparto agli ospedali, non ai centralini generali ma direttamente ai reparti di radiologia, per scoprire dove potrebbe essere possibile effettuare l’esame.
Chiantese ha confermato che in Italia esistono macchinari compatibili con la sua corporatura, ma nessuno gli ha saputo indicare con precisione dove si trovano. Gli hanno suggerito che probabilmente nelle grandi città come Bologna o Milano potrebbe avere più possibilità, ma anche in questo caso tocca a lui procurarsi i numeri di telefono diretti dei reparti e fare personalmente tutte le verifiche. Il viaggio verso queste strutture sarebbe ovviamente a sue spese, così come l’alternativa di rivolgersi a una struttura privata, dove con una spesa stimata tra 400 e 500 euro probabilmente troverebbe più facilmente una soluzione.
Nel frattempo, la sua vita professionale è completamente ferma. La paralisi facciale gli impedisce di lavorare come attore, e senza una diagnosi precisa non può nemmeno impostare una cura adeguata. Anche se la paralisi di Bell tende a regredire spontaneamente col tempo, l’assenza di miglioramenti nei primi due mesi ha spinto i medici a voler approfondire con esami strumentali per escludere altre cause.
“Non posso curarmi, quindi non posso guarire, quindi non posso lavorare”
Tra gli sviluppi positivi della vicenda, l’ospedale di Campo Staggia ha annullato la prestazione e Chiantese non dovrà pagare il ticket per l’esame non effettuato. La ricerca di una struttura idonea è proseguita nei giorni successivi: il 19 giugno l’attore riferiva di star contattando ospedali in zona Bologna-Modena, senza però trovare ancora una soluzione. Era in attesa di poter provare un macchinario a Pistoia, presso una struttura privata, che teoricamente non sarebbe adatto per appena due centimetri di larghezza delle spalle, ma dove sperava di riuscire a trovare una posizione del corpo che permettesse di superare il problema.
Nel suo racconto, Chiantese ha anche scritto alla Regione Toscana, proponendo una soluzione apparentemente semplice: creare un registro delle caratteristiche tecniche dei macchinari disponibili nelle varie strutture sanitarie regionali. Secondo l’attore, basterebbe incaricare una persona del Cup di dedicare una decina di giorni a raccogliere queste informazioni presso tutti i reparti di radiologia, per poi costruire un archivio consultabile. In questo modo i pazienti con esigenze particolari non dovrebbero sobbarcarsi personalmente questa ricerca assurda.
Alcuni operatori sanitari gli hanno riferito che le specifiche tecniche dei macchinari sarebbero già state inviate al Cup, ma dipende dalla buona volontà di chi risponde al telefono andare effettivamente a cercare queste informazioni. Una situazione che, nelle parole dell’attore, fa rabbia proprio perché basterebbe poco per sistematizzare dati che probabilmente già esistono.
L’attore ha trovato grande disponibilità e gentilezza da parte di medici, infermieri e tecnici che ha contattato durante la sua ricerca, molti dei quali hanno espresso sostegno alla sua battaglia per cambiare, anche solo di poco, questa situazione. La sua storia, diffusa sui social, ha ricevuto centinaia di segnalazioni e suggerimenti anche da altre regioni italiane, dimostrando quanto il problema sia sentito e quanto casi simili possano verificarsi in tutta Italia.
Nel condividere pubblicamente il proprio peso e la propria condizione fisica, Chiantese ha riflettuto sul significato politico del corpo: “Confesso che mi fa un certo effetto vedere il mio peso messo per iscritto in un articolo e reso pubblico, ma il nostro corpo è il primo strumento di azione politica che abbiamo”. L’attore ha spiegato di avere fortunatamente un rapporto pacifico con la propria fisicità, anche perché il suo lavoro nel mondo dello spettacolo lo ha abituato ad accettare il proprio fisico. Tuttavia, ha sottolineato come un’altra persona nella sua situazione, senza lo stesso equilibrio psicologico, potrebbe andare molto più giù emotivamente.
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