La vacanza in Egitto di Rita De Crescenzo è finita al centro delle polemiche dopo che la tiktoker napoletana ha pubblicato sui social alcuni video in compagnia di una scimmietta che, secondo quanto raccontato dalla stessa creator, avrebbe acquistato durante il soggiorno. Le immagini hanno rapidamente acceso il dibattito sulla detenzione di animali selvatici, con De Crescenzo che ribadisce che si sta occupando della scimmia come se fosse un figlio e le associazioni sui social che ribadiscono che un animale del genere necessita di cure e tutele specifiche e certamente non può essere “adottata” come un gattino.
Nei filmati condivisi online, De Crescenzo appare con una piccolissima scimmia tra le braccia. L’esemplare dovrebbe essere un Chlorocebus sabaeus, conosciuto come cercopiteco gialloverde, una specie di primate diffusa in alcune zone dell’Africa.
La scimmietta viene mostrata con un vestitino rosa e un pannolino, mentre resta a lungo stretta al petto della tiktoker. In un altro momento viene ripresa mentre beve il latte da un biberon e successivamente mentre mangia un pezzo di toast in braccio al marito di Rita.
Nei primi video, la creator racconta di non sapere se l’animale fosse maschio o femmina.
“Ancora non so se è maschietto o femminuccia. Se è maschio la chiamerò Mimì, se è femmina Sara (poi ha deciso di chiamarla Mimì, avendo appurato il sesso ndr) Non lo so ancora, me l’hanno data così con la maglietta rosa e il pannolino. Sta sotto sotto a me, è dolcissima“.
Le immagini hanno raccolto reazioni molto diverse. Alcuni follower hanno commentato con entusiasmo le immagini del cucciolo, mentre altri hanno espresso forti perplessità sulla scelta di tenere un animale selvatico in questo modo. Per non parlare delle modalità opache con le quali potrebbe essere stato acquistato o prelevato.
In tanti hanno chiesto di sapere in quali circostanze l’animale sarebbe stato acquistato e se la sua detenzione sia consentita dalla normativa. La questione è particolarmente delicata perché la possibilità di detenere primati varia in base alla specie e alle leggi applicabili, con obblighi e autorizzazioni specifiche.
Visualizza questo post su Instagram
Al momento, nei contenuti pubblicati da Rita De Crescenzo non compare documentazione relativa all’acquisto o alle eventuali autorizzazioni. Per questo sui social sono aumentate le richieste di accertamenti sulla provenienza dell’animale.
Di fronte alle numerose critiche, la tiktoker ha scelto di replicare attraverso altri video. In uno dei filmati sottolinea che “La scimmia è mia e resta con me”.
In un successivo contenuto, nel quale la scimmietta viene mostrata mentre mangia in braccio al marito, Rita De Crescenzo sostiene inoltre di aver acquistato due esemplari:
“Ne ho comprate due, una è con me e l’altra a casa di Angelo (Angelo Napolitano, imprenditore di Napolitano Store ndr) Non capisco perché tutto questo accanimento. Ogni cosa che io faccio succede un putiferio. Pensate che l’ho tolta dalla strada: era in uno scatolone. Io me la sono portata a casa, le ho comprato i peluche, il biberon e la tratto come un figlio. Mi piacciono gli animali e me l’aggio vuluta piglià”
In altri contenuti ancora, la scimmietta sta abbracciata ad un peluche, un po’ come faceva la scimmietta Punch, che qualche mese fu al centro di un altro caso mediatico molto discusso, anche se per motivi diversi.
Sulla vicenda sono intervenuti, tra gli altri, anche la Lega Nazionale per la difesa del cane di Ostia, che ha pubblicato un lungo messaggio sui social chiedendo chiarimenti e verifiche.
L’associazione ha sottolineato soprattutto la giovanissima età del primate mostrato nei video e la possibilità, sulla base delle dichiarazioni della stessa tiktoker, che gli animali acquistati siano due. Ha quindi sollecitato le autorità competenti a verificare la provenienza delle scimmiette, le modalità con cui sarebbero state acquistate e la regolarità della vendita e della detenzione.
Nel post viene inoltre evidenziato il tema della separazione dei cuccioli dalle madri e il rischio che dietro la vendita di animali esotici possa esserci un traffico illecito di fauna selvatica. L’associazione critica anche la trasformazione di un animale selvatico in un contenuto da mostrare sui social, sottolineando la responsabilità di chi dispone di una grande platea, soprattutto nei confronti degli utenti più giovani.
Il messaggio si conclude con un appello a considerare gli animali selvatici per quello che sono: esseri viventi con esigenze proprie e non oggetti da acquistare, accessori da esibire o strumenti per ottenere visualizzazioni.
A proposito, qui vi mostriamo le immagini di Rita De Crescenzo prima e dopo i ritocchi estetici.
