Matteo Salvini e la sua compagna, la produttrice cinematografica Francesca Verdini, hanno acquistato una villa di lusso alla Camilluccia, nel cuore della Roma Nord più esclusiva e riservata. Un immobile da 674 metri quadrati, distribuito su quattro livelli, con 28 vani e due box auto, pagato 1,35 milioni di euro. Una cifra che, secondo quanto emerge dai documenti, corrisponderebbe a poco più di 2.000 euro al metro quadrato, ben al di sotto delle stime dell’Agenzia delle Entrate per la zona, che si attestano intorno ai 3.800 euro al metro quadro.
Stando a quanto riporta Il Domani, l’operazione immobiliare segna la definitiva “romanizzazione” del leader leghista, un cambiamento significativo rispetto all’immagine pubblica che Salvini aveva costruito durante il lockdown del 2020. In quella occasione, durante una diretta social per gli auguri di Pasqua, il vicepremier mostrava agli italiani il suo bilocale milanese, sottolineando di vivere “in un condominio come tanti”, con una sala che precisava essere “al massimo venti metri quadrati”.
La storia della villa, però, affonda le radici in tre decenni di intrecci politici, societari e giudiziari che riportano agli anni delle grandi inchieste sul sistema di potere berlusconiano. L’immobile apparteneva alla famiglia dell’avvocato Giovanni Acampora, figura chiave del sistema che ruotava intorno a Cesare Previti, per anni braccio destro di Silvio Berlusconi. Acampora, scomparso nel 2024, era stato coinvolto nei processi Imi-Sir e Lodo Mondadori, due degli snodi centrali della stagione delle grandi corruzioni italiane degli anni Novanta.
La proprietà della villa ha seguito un percorso complesso. Inizialmente intestata alla società lussemburghese Valim, è stata poi trasferita in Italia e messa in liquidazione nel 2016. In quell’anno, lo stesso Giovanni Acampora, in qualità di liquidatore, ha guidato l’assemblea dei soci che ha deciso di trasferire la proprietà alle sue figlie, Giulia e Valeria Acampora, entrambe socie della società. Nel 2018 l’immobile ha subito anche un pignoramento, successivamente cancellato quattro anni dopo, consentendo così la vendita definitiva.
Le due proprietarie hanno delegato la cessione dell’immobile allo studio Previti, fondato da Cesare Previti e ora diretto dal figlio Stefano, attraverso una procura speciale. Lo studio, che ha gestito l’intera operazione, ha curato la vendita della villa per il prezzo di 1,35 milioni di euro. È importante sottolineare che sia Stefano Previti che le figlie di Acampora sono estranei alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i rispettivi padri.
A firmare l’atto di acquisto sono stati Matteo Salvini e Francesca Verdini. Lo staff del ministro ha precisato che i due acquirenti non erano a conoscenza della storia dell’immobile e delle sue precedenti proprietà. La villa era stata individuata attraverso il sito immobiliare.it e l’acquisto è avvenuto contattando l’agenzia che deteneva il mandato di vendita. Secondo quanto fatto presente dallo staff, il prezzo corrisponde esattamente a quello pubblicato nell’annuncio online.
Il ministro delle Infrastrutture ha inoltre fatto sapere che la proprietà necessita di “numerosi interventi, di tipo urbanistico e strutturale”, elemento che giustificherebbe il prezzo inferiore rispetto ai valori medi di mercato della zona. La Camilluccia è infatti considerata uno dei quartieri residenziali più prestigiosi della capitale, frequentato da professionisti, imprenditori e personalità del mondo della politica e dello spettacolo.
La villa non sarà soltanto la residenza privata della coppia. Secondo i documenti catastali, nella dimora è stata spostata anche la sede legale di Casa Rossa, la società di produzione cinematografica di Francesca Verdini. L’azienda, attiva nel settore dell’audiovisivo, ha lavorato in passato anche con affidamenti pubblici, rendendo la scelta della nuova sede non priva di significato sul piano professionale e imprenditoriale.
A proposito di Berlusconi: conoscete la storia del palazzo sull’Aventino che Baudo ha ceduto al Cavaliere?
