Poco dopo la morte di Silvio Berlusconi, Pippo Baudo raccontò in un’intervista al Corriere della Sera la storia del palazzo sul Viale Aventino, a Roma, che nel 1988 cedette all’allora presidente di Fininvest (che poi sarebbe diventata Mediaset) come penale per la scissione del contratto da 50 miliardi di lire per 5 anni. Baudo ha raccontato che quando andò da Berlusconi per comunicargli la scissione del contratto, lui si era già organizzato con un notaio e un contratto già compilato con il quale “lo fregò” a suo dire. Le dichiarazioni di Baudo però furono smentite da un suo ex manager intervistato da Striscia la Notizia – una mossa che appare prevedibile, visto che Baudo nell’intervista aveva parlato dell’antipatia di Antonio Ricci nei suoi confronti.

Al Corriere della Sera, Pippo Baudo raccontò come entrò in Fininvest dopo anni alla Rai. Una scelta azzardata, perché Baudo era e resta un volto associato da sempre alla tv di Stato. Berlusconi iniziò a corteggiarlo professionalmente, in modo serrato. Nello stesso periodo Berlusconi firmò un contratto anche con Raffaella Carrà, della durata di due anni.
“Lui si era innamorato di me. Si innamorava spesso delle persone e quando si innamorava le corteggiava in modo incessante. Mi volle conoscere, andai a incontrarlo ad Arcore e mi disse che mi voleva come direttore artistico delle sue reti. Io tentennavo perché lui aveva Mike Bongiorno, ma mi tranquillizzò dicendomi che lo aveva fatto presidente. A quel punto accettai”
Nei pochi mesi in cui lavorò alla Fininvest Baudo firmò programmi come Festival, con Lorella Cuccarini – che a suo dire fu “un successo enorme” ma evidentemente non soddisfò le aspettative (arrivò a registrare circa 8 milioni di spettatori, ma con Fantastico 7 aveva fatto il doppio). Oltre a questo, spiega Baudo, Antonio Ricci non perse l’occasione di attaccarlo. “Lui ce l’aveva da sempre con me”
A gennaio 1988 Pippo andò da Berlusconi per rescindere l’esclusiva e accettò di pagare una penale miliardaria e di restare fermo per un anno, come previsto da contratto.
“Andai da Berlusconi a dirgli che volevo andarmene e lui mi rispose che non poteva fare brutta figura nei confronti dei suoi, che dovevo pagargli una penale come risarcimento. Lui sapeva tutto di me, sapeva che non avevo tutti quei soldi e allora mi chiese di cedergli un palazzo di mia proprietà che gli stava molto a cuore. Io ormai mi ero fissato, volevo andarmene e gli dissi che andava bene, che ci saremo rivisti più avanti per firmare. Lui mi stoppò: firmiamo subito. Aprì una porta ed entrò un notaio. Aveva previsto tutto”

Baudo ammise testualmente che Berlusconi l’aveva “fregato”
“Io volevo trattare, ma sull’atto c’era già scritto tutto, anche le particelle catastali. In quella palazzina di fronte alla Fao ci mandarono il Tg5. Enrico Mentana la chiamava Palazzo Baudo”
Poco dopo l’uscita dell’intervista, a Striscia la Notizia fu mandata in onda una vecchia intervista di Staffelli ad Armando Gentile, presentato come l’ex manager di Baudo il quale smontò pezzo per pezzo la narrazione di Pippo. Come riporta il Tempo, Gentile disse:
“Non c’era nessuna penale, ma che penale ha pagato, ma de che? Sono anni che voglio dire questa cosa, ma non ne ho mai l’occasione, tutte le volte che lo sento mi ribolle il sangue. (…) Facciamo un passo indietro: io ero il manager a 360° gradi, curavo tutto di Baudo, anche i conti correnti bancari, avevo il libretto d’assegni, avevo 4-5 società intestate a lui che avevo fatto io ed ero l’amministratore unico. (…) L’acquisto del palazzetto l’ho fatto io e l’ho comprato dalla CISL. Fu un grande affare per Pippo. I due ragazzi che facevano da intermediari per la CISL volevano sbolognarlo e la stessa CISL aveva bisogno di vendere. Quando Berlusconi mi disse con bonomia “Adesso mi devi dare indietro i soldi (dell’acconto)” io proposi la palazzina e Berlusconi la accettò, ma gliel’ho venduta a più di quello che Pippo l’ha pagata”.
“Però su tutti i giornali e interviste, Pippo dice “Mi ha rovinato, avevo tutti i soldi lì”, ma quale tutti i soldi lì! Abbiamo restituito la palazzina a conguaglio di quello che dovevamo, abbiamo anche tolto i sei mesi che aveva lavorato perché mi ero fatto dare un anno di pagamento anticipato”.

Quando Staffelli gli chiese se è vero che Berlusconi, oltre al palazzo sull’Aventino aveva chiesto anche il bar accanto, Gentile smentì categoricamente:
“Ma figurati se Berlusconi voleva il bar! Ma stiamo scherzando?! Ma che davero? L’ho fatta io la trattativa a casa di Berlusconi ad Arcore. Allora, devo dire una cosa perché è vera, siamo di fronte a una persona che è bugiarda. Non dobbiamo assolutamente credere a quello che dice. Bisogna fare una tara, se lui dice cento, novanta sono invenzioni. Lui ha questa grande forza, come se facesse il training autogeno, si guarda allo specchio e si convince. Se dice Staffelli è ladro, a forza di ripeterlo si convince. Si autoconvince talmente tanto che poi lo ripete ai giornali, a chi lo intervista… ma che stai a dì?”
Ricordiamo Baudo ha avuto due figli, Tiziana e Alessandro, ed è stato sposato due volte. Berlusconi in vita ha posseduto numerose ville e proprietà immobiliari di lusso.
