A volte nemmeno essere il pontefice basta per aggirare le procedure burocratiche di una banca. Lo ha scoperto Papa Leone XIV che, l’anno scorso, a due mesi dalla sua elezione, si è trovato alle prese con un problema apparentemente banale: aggiornare il numero di telefono e l’indirizzo del conto corrente che possedeva presso una banca di Chicago, negli Stati Uniti.
L’aneddoto, diffuso dal New York Times, è stato raccontato la scorsa settimana dal sacerdote Tom McCarthy durante un incontro con un gruppo di fedeli a Naperville, in Illinois. McCarthy, figura molto conosciuta nell’ambiente cattolico di Chicago e amico stretto del pontefice, appartiene allo stesso ordine agostiniano del papa. Il video del suo racconto è rapidamente diventato virale online per il tono surreale e comico della vicenda.
@cocodee0719 Fr Tom McCarthy, Augustinian and friend of Pope Leo, Fishers of Men Conference, Naperville, IL | 29 April 2026 #popeleo #popeleoxiv #robertprevost #catholic ♬ original sound – ✨NICOLE✨
Secondo quanto riferito dal sacerdote, il papa aveva telefonato alla propria banca di Chicago, presentandosi come Robert Prevost, per aggiornare alcuni dati personali. Dopo aver risposto correttamente a tutte le domande di sicurezza, l’operatrice del servizio clienti gli avrebbe spiegato che non era possibile completare la procedura telefonicamente. Le regole dell’istituto prevedevano infatti che il cliente si presentasse di persona in filiale per confermare la propria identità e modificare le informazioni dell’account.
A quel punto il pontefice avrebbe replicato: “Beh, non credo di poterlo fare”. Nel video si sente il pubblico che ride, comprendendo l’assurdità della situazione e l’impossibilità pratica per il papa di lasciare il Vaticano per una semplice pratica bancaria a Chicago.
Come riporta il New York Times, il tentativo di convincere l’operatrice a fare un’eccezione non avrebbe però avuto successo. Come ultima carta, Leone XIV avrebbe quindi chiesto: “Cambierebbe qualcosa se le dicessi che sono il Papa?”. La risposta, secondo il racconto di McCarthy, è stata piuttosto brusca: la dipendente avrebbe riattaccato il telefono.
La situazione si sarebbe risolta solo grazie all’intervento di un altro sacerdote di Chicago, che avrebbe messo il pontefice in contatto diretto con il presidente della banca. Inizialmente anche il dirigente avrebbe insistito sul rispetto delle procedure interne e sulla necessità della presenza fisica del cliente. Alla fine, però, avrebbe accettato di fare un’eccezione quando gli è stato fatto notare che, in caso contrario, il Papa avrebbe semplicemente cambiato banca.
Qui vi raccontiamo come hanno fatto alcuni ragazzi cattolici americani a far arrivare una pizza a Papa Leone in Vaticano… da Chicago!
