Dopo la pubblicazione del suo articolo su Sigfrido Ranucci e le polemiche che ne sono seguite, Selvaggia Lucarelli ha risposto a chi l’ha accusata di voler “far fuori” il giornalista e conduttore di Report, a favore della destra. Sui social la giornalista è stata accusata inoltre di aver preso di mira Ranucci e di conseguenza Report e la Rai solo adesso che sta lavorando assiduamente con Mediaset.
Nel suo articolo pubblicato sulla sua newsletter ValeTutto, Lucarelli aveva già premesso di non essere di destra, ma di essere più orientata a sinistra. Nelle sue stories Instagram ha aggiunto inoltre:
“Faccio questo lavoro da 20 anni quindi so perfettamente che smontare la retorica dell’eroe senza macchia, soprattutto a sinistra, sia per molti inaccettabile. Per certi versi lo comprendo anche. Detto ciò, non si può rinunciare a dire la verità perché quella verità giova “al nemico”. L’amicizia fraterna con Lavitola (!) si inserisce in un quadro più ampio di comportamenti discutibili e sconcertanti di Ranucci di cui da anni si discute nelle redazioni. Il rapporto con colleghe di cui parla pure nel libro senza rendersi conto della gravità di ciò che scrive è qualcosa che non si sarebbe mai perdonato a un giornalista di destra. Non si sarebbe archiviato come “gossip”. Perché non lo è”
E poi ha precisato:
“Io non ho alcun interesse a veder cadere Ranucci, detesto questo governo e non ho alcun legame con la Rai. Non ho alcun interesse da tutelare o da aggredire. Solo amore per la verità”
Su X ha spiegato le ragioni alla base del suo articolo. “Ieri nella mia newsletter ho scritto un articolo sul libro di Ranucci “La scelta” in cui sottolineo come l’autore non si renda conto della gravità di alcune cose che scrive circa il suo rapporto con alcune donne che hanno lavorato con lui o che sono state fonti. Come dico oggi al Corriere della sera, l’inquietante amicizia fraterna di Ranucci con Lavitola si inserisce in un quadro più ampio di comportamenti discutibili del conduttore in cui privato e professione si mescolano pericolosamente”
“Il fatto che Ranucci consideri normale avere relazioni con fonti e stagiste è grave” – argomenta Lucarelli – “Perché come dico al Corriere vuol dire non tener conto dell’asimmetria di potere: sei Ranucci, hai un enorme potere sulle carriere altrui, c’è un forte squilibrio di forze tra te e le donne che lavorano con te. Dovresti avere una grande cautela nel tenere distanti il piano professionale e quello sentimental-sessuale. Una cautela che sembra non esserci stata, al di là del famoso metoo poi abortito in RAI.
Alcune precisazioni. Ieri nella mia newsletter ho scritto un articolo sul libro di Ranucci La scelta in cui sottolineo come l’autore non si renda conto della gravità di alcune cose che scrive circa il suo rapporto con alcune donne che hanno lavorato con lui o che sono state… pic.twitter.com/7fa4heXdj1
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) August 15, 2026
“E, dispiace dirlo, un giornalista di destra per comportamenti simili sarebbe stato fatto a pezzettini” – prosegue Selvaggia Lucarelli – “Soprattutto se fosse andato in giro per presentazioni a fare cose come questa del video che allego: qui, tra risate grasse di pubblico e conduttore della serata, Ranucci liquida una relazione con una stagista malata di sclerosi multipla che – racconta nel suo libro – perde un figlio suo e che quando scopre che Ranucci l’ha tradita scappa via, finendo sotto una macchina, per poi morire.
Ripeto, è incredibile che nessuno gliene abbia mai chiesto conto fino ad oggi (io non avevo letto il libro), non il fatto che se ne parli oggi”.
Poi la giornalista fa un paragone con il caso dei fuorionda di Andrea Giambruno, ex compagno di Giorgia Meloni.
“Abbiamo fatto a pezzi Giambruno per molto meno (Io per prima, eh) e non sto difendendo Giambruno, confermo tutto quello che scrissi. E no “Giambruno era il compagno della premier” non è un tema che assolve l’altro. Ranucci è un uomo di grande potere, lavora in Rai che è servizio pubblico e come conduttore ha il dovere di avere una consapevolezza ancora maggiore del proprio potere e delle responsabilità che ne derivano”
“Non basta che un rapporto sia consensuale perché sia automaticamente privo di criticità” – prosegue la giornalista – “Quando una delle due persone può incidere sulla carriera e sulle opportunità professionali dell’altra, l’asimmetria esiste e chi detiene il potere ha il dovere di riconoscerla e governarla. Soprattutto se, attraverso il proprio lavoro, pretende giustamente di sottoporre gli altri a standard molto severi di trasparenza, correttezza e responsabilità. Spero di essere stata chiara. Non ho alcun interesse a veder cadere Ranucci, ma solo per la verità”
