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Home » Personaggi » Selvaggia Lucarelli sulla scimmietta di Rita De Crescenzo: “Guardiamo anche nel nostro piatto”

Selvaggia Lucarelli sulla scimmietta di Rita De Crescenzo: “Guardiamo anche nel nostro piatto”

Selvaggia Lucarelli interviene sulla polemica per la scimmietta di Rita De Crescenzo e critica l’indignazione selettiva sugli animali.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco11 Agosto 2026Aggiornato:11 Agosto 2026
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Selvaggia Lucarelli e Rita De Crescenzo con la scimmietta
Selvaggia Lucarelli e Rita De Crescenzo con la scimmietta
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La polemica sulla scimmietta acquistata da Rita De Crescenzo continua a far discutere sui social. La tiktoker è finita al centro dell’indignazione per le modalità, giudicate poco chiare, con cui avrebbe acquistato l’animale durante un soggiorno in Egitto. Sul caso è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, che ha scelto di spostare il dibattito su un tema più ampio: il rapporto che abbiamo con gli animali e le diverse forme di sfruttamento che spesso vengono accettate senza la stessa indignazione riservata ai casi diventati virali. Ad esempio gli allevamenti intensivi.

Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle 2025
Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle 2025 – da Instagram @selvaggialucarelli

La giornalista ne ha parlato attraverso alcune stories pubblicate su Instagram, condividendo anche i messaggi ricevuti da alcune follower che hanno raccontato episodi simili vissuti durante vacanze in località turistiche egiziane.

Tra le testimonianze condivise da Lucarelli c’è quella di una donna che ha spiegato come, in località come Sharm El Sheikh, ai turisti vengano proposte foto con animali utilizzati come attrazione. Non soltanto scimmiette, ma anche cuccioli di animali selvatici. “Non è un fenomeno isolato, ci sono uomini e donne che hanno scimmiette piccolissime in braccio, che vanno incontro ai turisti per chiedere soldi per le foto. E non hai idea di quante persone le fanno”.

Un’altra donna ha raccontato invece di aver assistito alla stessa pratica durante un’escursione organizzata a Sharm. In quell’occasione, secondo il suo racconto, ai turisti sarebbero state proposte fotografie con scimmie, serpenti, un piccolo alligatore e un cucciolo di leone.

Lucarelli ha chiarito di non voler difendere l’utilizzo delle scimmie come fossero oggetti da esibire per una foto. Il suo ragionamento, però, parte dalla necessità di allargare il discorso anche agli animali che finiscono sulle nostre tavole.

“Voglio dire una cosa: la preoccupazione per la scimmietta con isteria di massa mi sta anche bene, ma pur disprezzando chi usa le scimmie come peluche, vi ricordo una cosetta: mettiamo maiali, galline, agnelli, mucche nel piatto per mangiarli, non sulla spalla per una foto. Non è mio benaltrismo, ma vostra dissonanza cognitiva. Gli animali, tutti, hanno pari dignità.”

La giornalista ha poi precisato che, a suo avviso, il problema non può essere affrontato concentrandosi esclusivamente sul comportamento dei singoli turisti. Secondo Lucarelli, bisognerebbe intervenire soprattutto sul sistema che permette di offrire questo tipo di esperienze ai visitatori.

“Il problema non sono le persone in vacanza in luoghi che ritengono esotici e da cui pretendono l’esperienza esotica. Sull’ignoranza si può intervenire fino ad un certo punto e vi posso garantire che molti anni fa la foto con la scimmietta non sarebbe sembrata strana neppure a me. Il tema è intervenire su questo tipo di offerta turistica. Sono i paesi in cui accadono queste cose che vanno sensibilizzati.
Poi certo, spieghiamo alla gente che gli animali non sono cose, ma allora guardiamo anche nel nostro piatto, oltre che nell’album delle vacanze altrui”

Chi è stato bambino tra gli anni ’80 e i primi ’90 ricorda bene che sulle spiagge, così come nei circhi, era facile imbattersi in qualcuno che girava con una scimmia e proponeva foto a pagamento.

Rita De Crescenzo
Rita De Crescenzo (Youtube)

Il ragionamento di Selvaggia Lucarelli arriva infine a una critica nei confronti dell’indignazione selettiva che, secondo lei, si manifesta sui social quando un singolo episodio di maltrattamento diventa virale.

“Questo corto circuito mentale è il motivo per cui non mi spendo praticamente mai per il singolo caso di maltrattamento animale diventato virale. Non partecipo a questa ipocrisia di massa di chi dice “povero cagnolino preso a bastonate” e poi “che me ne frega se il mailale che ho nel piatto ha vissuto pochi mesi in un capannone privato di contatto con la natura, gioco, socialità, dignità e poi è stato macellato brutalmente”

Una posizione che si inserisce in un’attenzione verso gli animali che Lucarelli mostra continuamente, nel lavoro e nella vita privata. Chi la segue sui social sa infatti che la giornalista ha realizzato con Lorenzo Biagiarelli documentari a tema animalista e si occupa personalmente di gatti abbandonati o in difficoltà, cercando di aiutarli a trovare un riparo e fornendo loro cibo e cure.

Durante la sua permanenza nelle Filippine per L’Isola dei Famosi, inoltre, Lucarelli e il suo compagno, si sono dedicati ad alcuni animali randagi incontrati sul posto, occupandosi anche di somministrare loro farmaci e cibo e cercando di sensibilizzare le persone del luogo sulla loro situazione.

In un post di due anni fa Selvaggia Lucarelli due anni fa ha chiarito di non essere vegana:

“Io non sono vegana, sebbene stia provando sempre di più ad esserlo almeno in casa, e sto lavorando su me stessa, i miei limiti, le mie abitudini. Non mangio più carne, quello mai più. Approfitto di questa giornata per chiedere scusa a vegani e vegetariani per aver associato la parola “estremismo” alle loro scelte alimentari in passato. Sono stata superficiale e in maniera imperdonabile perché era superficialità che nasceva dalla disinformazione. Oggi ritengo che l’alimentazione vegana sia la più giusta e la più razionale. Lo ammetto, il tofu continua a piacermi poco, ma io mi piaccio un po’ di più”

Il caso della scimmietta di Rita De Crescenzo, dunque, diventa per Lucarelli l’occasione per riportare l’attenzione su una questione più ampia: se la tutela degli animali deve essere davvero il punto di partenza, sostiene la giornalista, non dovrebbe fermarsi agli episodi che riescono a conquistare l’attenzione dei social.

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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