Stephen King, il maestro indiscusso dell’horror e uno degli autori più venduti della storia, è diventato l’autore più censurato nelle scuole americane. Secondo il rapporto Banned in the USA pubblicato da PEN America, le opere di King sono state rimosse 206 volte durante l’anno scolastico 2024-2025, coinvolgendo ben 87 dei suoi lavori. Tra i titoli più colpiti figurano classici come Carrie e L’ombra dello scorpione, opere che hanno definito un genere e influenzato generazioni di lettori.
Le motivazioni addotte per la rimozione dei libri seguono schemi ricorrenti: tematiche LGBTQ+, rappresentazioni legate alla razza e al razzismo, passaggi contenenti violenza o violenza sessuale. Nel caso specifico di King, Kasey Meehan, direttrice del programma Freedom to Read di PEN e coautrice del rapporto, spiega che
“I suoi libri vengono spesso rimossi dagli scaffali quando vengono presi di mira titoli per adulti o libri con contenuti sessuali. Queste proibizioni colpiscono in modo sproporzionato contenuti LGBTQ+ e libri sulla razza, ma finiscono per coinvolgere anche titoli come quelli di Stephen King”.
In Florida, dozzine di opere dell’autore di It e Pet Sematary sono state rimosse l’anno scorso durante una revisione per verificare la conformità con le leggi statali.
Come riporta The Hollywood Reporter, il rapporto, rilasciato mercoledì, documenta oltre 6.800 casi di libri temporaneamente o permanentemente rimossi dalle biblioteche scolastiche americane. Sebbene il numero sia in calo rispetto agli oltre 10.000 casi del 2023-2024, rimane comunque drammaticamente superiore ai livelli di pochi anni fa, quando PEN America non riteneva nemmeno necessario compilare questo tipo di analisi. La situazione evidenzia un fenomeno in rapida evoluzione che sta ridefinendo l’accesso alla letteratura nelle scuole del paese.

L’aspetto più preoccupante emerge dall’analisi geografica: circa l’80% delle censure proviene da soli tre stati che hanno emanato o tentato di emanare leggi per la rimozione di libri considerati inappropriati. Florida, Texas e Tennessee rappresentano l’epicentro di questa ondata censoria, con la Florida che da sola conta oltre 2.000 libri banditi o limitati. In netto contrasto, stati come Illinois, Maryland e New Jersey hanno implementato leggi che limitano l’autorità delle biblioteche scolastiche e pubbliche di rimuovere opere letterarie.
Kasey Meehan descrive la situazione come “sempre più una storia di due paesi”. Ma la divisione non è semplicemente tra stati democratici e repubblicani: anche all’interno della Florida, non tutti i distretti scolastici hanno risposto alle richieste di censura, mostrando differenze significative da contea a contea. Questa frammentazione rende ancora più complesso comprendere la reale portata del fenomeno.

Mentre King domina la classifica degli autori censurati per numero di opere rimosse, il libro più bandito è Arancia Meccanica di Anthony Burgess, il classico distopico degli anni ’60, con 23 rimozioni documentate. Altri autori particolarmente colpiti includono Patricia McCormick con Vittima (Sold), Judy Blume con Per sempre (Forever), Jennifer Niven con Senza fiato (Breathless), oltre a numerose opere di Sarah J. Maas e Jodi Picoult.
King ha risposto alla notizia con un post su Twitter nel quale ha invitato i suoi lettori a prendere in mano almeno uno dei suoi libri e capire cosa ci sia da censurare.
“Adesso sono l’autore più bandito degli Stati Uniti — 87 libri. Posso suggerirti di prenderne in mano uno e vedere di cosa sono tutte queste lamentele e proteste? I censori pieni di presunzione non la spuntano sempre. Questa è ancora l’America, accidenti.”
Di recente King si è scusato per il post su Charlie Kirk che aveva pubblicato sui social, poco dopo l’assassinio dell’attivista di destra.
I am now the most banned author in the United States–87 books. May I suggest you pick up one of them and see what all the pissing & moaning is about? Self-righteous book banners don’t always get to have their way. This is still America, dammit.
— Stephen King (@StephenKing) September 26, 2025
