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Home » Personaggi » “Su di me, calunnie” – la compagna di Vittorio Sgarbi rompe il silenzio e accusa la figlia di “esibirsi a gettone”

“Su di me, calunnie” – la compagna di Vittorio Sgarbi rompe il silenzio e accusa la figlia di “esibirsi a gettone”

La compagna di Vittorio Sgarbi, Sabrina Colle, ha scritto una lettera di fuoco per respingere le accuse di essere "un'approfittatrice" che punta al patrimonio del critico.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco14 Ottobre 2025
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Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi
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La compagna di Vittorio Sgarbi, Sabrina Colle, ha rotto il silenzio sulla questione sollevata dalla figlia del critico d’arte, Evelina Sgarbi, in merito alle condizioni di salute psicologica e fisica di suo padre. Evelina, come è noto, si è rivolta ai giudici per chiedere l’amministratore di sostegno per Vittorio sostenendo che non sia in grado di gestire i suoi interessi economici e non. Nel corso di dichiarazioni successive Evelina ha fatto capire – senza mai fare il nome di Colle – che chi sta vicino a Sgarbi si sta approfittando delle sue condizioni di salute precarie. Lo ha ribadito anche nel weekend, durante un’apparizione a Domenica In.  Colle però, ha risposto con una lunga missiva indirizzata alla giornalista Patrizia Groppelli e letta nel programma Dentro la notizia. 

Sabrina Colle e Vittorio Sgarbi
Sabrina Colle e Vittorio Sgarbi… con una capra

Nella sua missiva Colle, 52 anni, respinge il ruolo della sfruttatrice che si muove strategicamente per mettere le mani sul patrimonio di Sgarbi che le è stato attribuito di recente dalla figlia di Sgarbi e, minacciando azioni legali, spiega che ha deciso di dedicare la sua esistenza al recupero del suo compagno, anche a costo di annullarsi, perché per lei questo è l’amore.

Di seguito il testo della lettera, rilanciato anche da Repubblica.

“Cara Patrizia, è la megera che scrive. La perfida sfruttatrice di chissà cosa e chissà chi, la stratega diabolica che vuole fare terra bruciata intorno perché solo lei possa governare la situazione a suo piacimento, la subdola approfittatrice che vuole negare agli altri la spartizione di un bottino peraltro inesistente, che lo si sappia una volta per tutte invece di fantasticare a sproposito. Questa è l’immagine pubblica che mio malgrado, disdegnando di alimentare in ogni modo il per nulla sacro fuoco del gossip, mi trovo affibbiata da anime piuttosto disperate, non solo quelle che a gettone si esibiscono in favore di platea, anche altre, qualcuna perfino vicina, che tutto sommato non deve pensarla troppo diversamente”

“Non me ne importerebbe nulla, come nulla me ne era importato prima, se di queste calunnie, contro le quali invocherò d’ora in avanti la tutela sacrosanta della legge a partire dal ricorso alla diffida, non si potesse finire vittime. Non voglio però fare da agnello sacrificale più di quanto non abbia già fatto fino adesso. Così come a suo tempo feci con mia madre e mio padre quando giunsero in prossimità dell’ultimo loro percorso, ho deciso spontaneamente, senza che nessuno mi obbligasse e potesse obbligarmi a farlo, di dedicare totalmente la mia esistenza al recupero di Vittorio”

“L’ho deciso perché credo che amare davvero qualcuno voglia dire essere disposti anche a dedizioni totali di questo genere, di quelle che annullano completamente la dimensione sociale della propria esistenza. C’è solo una cosa da fare e quella cosa si fa, tutto il resto viene cancellato con un colpo di spugna. Ma se ho fatto una certa scelta è anche nella piena consapevolezza che nessuna altra persona a questo mondo, nessuna, sarebbe stata in grado di dedicarsi totalmente ad assistere Vittorio in tutte le necessità anche più elementari, dall’alimentazione alla sollecitazione psicologica, dal movimento alla pulizia personale, in un modo anche lontanamente paragonabile a quello che sto facendo io”

“A prova di quanto sono stata disposta a fare per la riabilitazione psicologica di Vittorio, ho perfino cercato di coinvolgere più di una fra le donne che hanno avuto una certa importanza nella sua vita, compresa colei che qualche essere non meglio qualificabile ha tirato in ballo inopinatamente credendo che in tal modo mi si possa ferire, calpestando quindi quello che altre, non io, chiamerebbero “orgoglio femminile”. Nessuno che non sia in cattiva fede potrebbe negare ciò che per chi conosce davvero la situazione, non i cialtroni dalla chiacchiera a vanvera e gli speculatori sulle disgrazie altrui, è sotto la luce del sole, il fatto, cioè, che senza questa mia dedizione totale difficilmente, molto difficilmente Vittorio avrebbe potuto opporre resistenza, oggi ancora debole, ma enormemente rafforzatasi negli ultimi mesi, all’essere in balìa dei suoi spettri. Ma l’ho fatto senza volerlo rinfacciare a nessuno, solo nello spirito di chi voglia guardarsi allo specchio senza provare disprezzo per quanto vede”

“E nulla in cambio pretendo, meno che mai economicamente, visto che la dedizione è stata totale anche da quel punto di vista, sono io che sto sostenendo nel delicato momento, io, altrimenti non so dove si finirebbe. Ma che da qui si debba passare pubblicamente come la “megera” di cui sopra è qualcosa che mi dà l’idea di dove possa arrivare l’infamia del genere umano. Poco male, mi accontenterò della solidarietà di chi umanamente spregevole non è, come nel tuo caso. Ora torno al mio silenzio, ho già sottratto troppo tempo all’unica missione in cui oggi riconosco senso per la mia vita, riportare Vittorio a una normalità di condizione, una normalità a cui tutto questo clamore mediatico fine a sé stesso non potrebbe che fare del male. Perciò dimentichiamoci di me che poco conto e lasciamolo guarire in pace”

Vittorio Sgarbi ha tre figli, nati da relazioni diverse. Evelina è nata dal breve rapporto con Barbara Ari. All’inizio di quest’anno il critico ha affrontato una grave forma di depressione che lo ha portato al ricovero e dalla quale si sta riprendendo lentamente. Di recente Sgarbi ha spiegato le motivazioni che potrebbero averlo spinto alla malattia e ha sottolineato che a breve sposerà Sabrina Colle a Venezia.

 

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