Gary Oldman ha parlato apertamente della sua lunga battaglia contro l’alcol, spiegando come la sobrietà abbia trasformato radicalmente la sua vita. L’attore di Harry Potter e Dracula ha raccontato di essere stato un alcolista funzionale per vent’anni e di essere uscito dal tunnel dopo due ricoveri in rehab.

In un’intervista a The Hollywood Reporter ha detto:
“Sono in un momento molto positivo della mia vita, e molto dipende dalla sobrietà. Sono passati 28 anni. C’è stato un periodo in cui non pensavo di poter stare 28 secondi senza bere”
L’attore ha spiegato che l’inizio della sua dipendenza non è partito dalla fascinazione per figure letterarie o artistiche autodistruttive, nonostante fossero le sue preferite. “I miei eroi — letterari, cinematografici, teatrali, sportivi, musicali — erano tutti tipi di alcolisti e drogati. Erano tutti poeti e artisti tormentati. Li ammiravi e volevi emularli”. Oldman sottolinea invece che il bere era diventato una norma sociale:
“A un certo punto è sfuggito al controllo, e non è colpa di nessun altro se non mia. Ma si glamorizza quel comportamento folle… leggi di Richard Burton, che faceva 136 repliche di Amleto, otto spettacoli a settimana a Broadway. Beveva una bottiglia intera di vodka e interpretava il ruolo completamente ubriaco”.

La consapevolezza che la sua vita sarebbe stata migliore senza alcol lo ha portato a intraprendere un percorso di sobrietà durato decenni.
“È solo una scusa, ti stai solo illudendo. La mia vita personale è immensamente migliorata non vivendo più nella nebbia. Anche il lavoro ne ha beneficiato. Con il ritmo che avevo prima, non sarei qui ora. Sarei morto o rinchiuso da qualche parte”
Negli anni passati Oldman aveva già parlato della sua lotta contro l’alcolismo, ricordando il ruolo nel film Mank in cui interpretava lo sceneggiatore alcolista Herman J. Mankiewicz. Al Los Angeles Times raccontò:
“Sudavo vodka. (L’alcolismo) diventa parte di te. La mia lingua era nera al mattino, lo attribuivo allo shampoo. Non lo augurerei neanche al mio peggior nemico. È l’inferno. E quell’umorismo autoironico serve solo a mascherare l’inadeguatezza”.
Nonostante fosse un alcolista funzionale per i primi vent’anni della sua vita adulta, due periodi di rehab gli hanno permesso di affrontare la dipendenza e vivere una vita piena e produttiva. Oldman conclude riflettendo sul contrasto tra passato e presente:
“Quando bevevo, lavoravo e ricordavo le battute, ti senti furbo, ma nel profondo sai. Io facevo lo stesso, ordinavo un grande vodka tonic dicendo al cameriere: ‘Portamelo subito perché sono alcolista, ne ho bisogno’”.
Gary Oldman ha interpretato un personaggio alcolista anche nel recente Parthenope, di Paolo Sorrentino, in cui veste i panni di uno scrittore, uno dei pochi personaggi del film ispirati alla realtà.
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