Francesco Totti ha fatto sorridere il pubblico del Teatro Brancaccio di Roma raccontando con la sua consueta ironia la prima visita alla prostata. Un aneddoto che, dopo essere diventato virale sui social, ha attirato anche l’attenzione della Società Italiana di Urologia (SIU), intervenuta per chiarire alcuni aspetti di un controllo medico fondamentale per la salute maschile. Il presidente Giuseppe Carrieri ha riconosciuto il merito dell’ex capitano della Roma di aver acceso i riflettori sulla prevenzione, sottolineando però che il suo racconto rischia di trasmettere un’immagine inutilmente allarmante della visita urologica.
L’episodio risale alla presentazione del libro “Oltre”, durante la quale Totti ha intrattenuto gli oltre 1.500 spettatori presenti con il racconto del suo primo incontro con un urologo. L’ex calciatore ha descritto con toni volutamente esagerati la propria reazione di fronte al medico e all’idea di sottoporsi all’esame.
“Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese?’“, ha raccontato Totti, suscitando le risate della platea. “Non ti azzardare che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca“, ha proseguito, prima di rivolgersi direttamente agli spettatori: “Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima“.
Il filmato dell’intervento ha rapidamente cominciato a circolare sui social, arrivando anche all’attenzione della Società Italiana di Urologia. A intervenire è stato il presidente Giuseppe Carrieri, che ha voluto distinguere il valore dell’invito alla prevenzione dal modo in cui viene rappresentata la visita medica.
Carrieri ha innanzitutto riconosciuto che la popolarità di Totti può contribuire a sensibilizzare un pubblico molto ampio su un argomento ancora accompagnato da imbarazzo e timori. L’attenzione suscitata dall’ex calciatore arriva inoltre a ridosso di novembre, mese tradizionalmente dedicato alle iniziative di sensibilizzazione sulla salute maschile e sulla prevenzione del tumore alla prostata.

“Il contesto leggero nel quale Totti ha raccontato l’approccio alla visita alla prostata non rende bene l’idea“, ha osservato Carrieri, spiegando che la SIU ritiene importante rassicurare gli uomini sulla natura del controllo. La visita urologica, ha precisato, non deve essere percepita come un’esperienza traumatica, ma come un appuntamento medico che parte innanzitutto da un colloquio approfondito tra specialista e paziente.
Il presidente ha quindi voluto ridimensionare le paure che spesso accompagnano questo tipo di accertamento. La valutazione urologica non coincide necessariamente con l’esplorazione rettale evocata nel racconto di Totti: lo specialista prende in considerazione l’età, la storia clinica, gli eventuali sintomi e i fattori di rischio del paziente, stabilendo quali esami siano effettivamente indicati.
L’importanza della diagnosi precoce emerge anche dai dati richiamati dalla Società Italiana di Urologia. Il tumore alla prostata è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione maschile italiana, con circa 40mila nuovi casi ogni anno. Secondo le cifre riportate dalla SIU, si registrano inoltre circa 7mila decessi annuali e quasi 600mila uomini convivono con una diagnosi di questa malattia.
Carrieri ha sottolineato anche i possibili benefici di programmi di screening organizzati, auspicando il loro inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza. Secondo le stime citate dal presidente della SIU, un simile intervento potrebbe contribuire a ridurre la mortalità per tumore alla prostata fino al 25%, evitando potenzialmente circa 1.800 decessi ogni anno.
Si tratta di un obiettivo che richiede percorsi di prevenzione appropriati e valutazioni individuali, perché non tutti gli uomini hanno le stesse necessità di controllo. L’eventuale ricorso al test del PSA e ad altri accertamenti deve essere discusso con il medico, tenendo conto dei benefici e dei possibili rischi, compresi quelli legati a diagnosi e trattamenti non necessari.
“La visita urologica non è una barzelletta e non dobbiamo drammatizzare un atto medico che è focalizzato alla prevenzione. Non si deve avere paura del controllo della prostata. Speriamo che Francesco Totti possa aiutarci in futuro per ampliare il messaggio della prevenzione e della diagnosi precoce“, ha concluso Carrieri.
Quello della Società Italiana di Urologia non è dunque un attacco all’ex capitano giallorosso, quanto piuttosto un invito a utilizzare la visibilità ottenuta dal suo racconto per trasmettere un messaggio più rassicurante. L’ironia di Totti ha contribuito a portare l’argomento all’attenzione del pubblico, ma proprio la diffusione del video offre l’occasione per ricordare che l’imbarazzo o la paura di una visita non dovrebbero diventare un ostacolo alla prevenzione. Un messaggio che, come auspicato dagli stessi urologi, potrebbe acquistare ancora più forza se fosse proprio l’ex calciatore a farsene portavoce.
