Un’accusa di diffamazione che riguarda fatti avvenuti nel 1997 durante una festicciola tra ragazzi, vede contrapposti Roberto Vecchioni, cantautore e Geronimo La Russa, avvocato e figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, in un’aula del Tribunale di Firenze.
Ieri avrebbe dovuto svolgersi l’udienza predibattimentale per decidere se proseguire o archiviare il procedimento a carico del cantautore milanese, accusato di diffamazione aggravata. Invece, l’appuntamento è slittato al 15 settembre 2026 per un motivo tanto banale quanto incredibile: gli atti difensivi depositati dall’avvocatura di Vecchioni non si trovano. “Nonostante li avessimo da tempo depositati”, hanno spiegato gli avvocati Simone Ciro Giordano e Ugo Cerruti, “non si trovano i documenti su cui oggi il giudice avrebbe dovuto valutare il proscioglimento del professore o la prosecuzione del processo”.
Vecchioni, arrivato puntuale nell’aula 12 del Palazzo di Giustizia, ha preferito il silenzio, allontanandosi subito al fianco dei suoi difensori. Dall’altra parte della città, a Palazzo Medici Riccardi, Geronimo La Russa non ha invece trattenuto le parole durante la presentazione della mostra Gli scultori della Velocità.
“Ho deciso di costituirmi parte civile contro Vecchioni, giustamente imputato di diffamazione aggravata”, ha dichiarato l’avvocato. “Pur sapendo di dire una falsità, mi ha accusato, a distanza di 30 anni, di aver rubato oggetti durante una festa della figlia, all’epoca minorenne come me. Già nel 1997 aveva puntato il dito, tra quelli che accusava, sul figlio di un noto politico milanese, lasciando facilmente intendere che la responsabilità dei fatti fosse anche mia”.
Come riporta la Repubblica, la storia inizia nel luglio del 2023, durante il Festival La Gaberiana organizzato a Firenze da Andrea Scanzi in ricordo di Giorgio Gaber. Sul palco, Vecchioni raccontò di una festa organizzata nel 1997 da sua figlia Carolina durante la quale avrebbe subito danni e piccoli furti in casa.
“È passato tanto tempo e la posso raccontare anche perché ormai è andata in prescrizione. Mia figlia aveva 14 anni, è nata nel 1983, era il 1997. Per la prima volta mia figlia volle fare una festicciola da sola in casa con quattro amiche. Voleva che andassimo fuori, siamo andati a casa di mamma che era vicina. Dopo pochissimo che era iniziata la festa è cominciata ad arrivare gente, ragazzi di 17-18–19anni, ma anche molti minorenni. Sono entrati in casa, mi hanno rubato di tutto, tutti i portasigari che avevo, hanno spaccato un bel po’ di roba e sono andati addirittura a rubarmi le t-shirt e le mutande. Non ho capito perché le mie mutande… ”.
A quella festa, aggiunse Vecchioni, c’era anche Geronimo, citando solo il nome di battesimo. Il professore raccontò di aver sporto denuncia, ma di non aver più saputo nulla dell’inchiesta della procura per i minori, nonostante avesse chiesto di essere informato sull’evoluzione del caso.

Quel racconto fece rapidamente il giro del web, trasformandosi da aneddoto personale a questione pubblica. Geronimo La Russa decise quindi di denunciare il cantautore milanese, dando avvio all’inchiesta della procura fiorentina che oggi lo vede imputato.
“È evidente, anche per il momento e la modalità della sua dichiarazione”, ha aggiunto La Russa junior, “che la volontà di Vecchioni, 30 anni dopo e lontano quindi da ogni aspetto emotivo, sia stata quella di diffamare me e la mia famiglia, per un intento in nessun modo giustificabile”. “E siccome di questo nuovo sport, il lancio della menzogna, io e la mia famiglia ne abbiamo le tasche piene, ho deciso di prendere questa posizione perché a tutto c’è un limite“, ha concluso.
Dopo il racconto di Vecchioni, La Russa ammise di essere stato a quella festa: “Sì, arrivai con una ventina di amici. Ci furono dei furti. Anche tre miei amici, è stato accertato. Non li frequentai più”.
E riguardo le parole del cantautore, Geronimo La Russa disse: “A distanza di 26 anni dovrebbe sapere benissimo che nei miei confronti non ci fu alcuna imputazione e che non fui affatto ‘perdonato’ in quanto il perdono giudiziale può essere concesso solo a chi è imputato e colpevole e io non lo sono mai stato”
Ora bisognerà attendere settembre per sapere se il processo andrà avanti o se Vecchioni verrà prosciolto.
Di recente Vecchioni ha parlato di suo figlio Arrigo, scomparso in circostanze tragiche.
