Willem Dafoe ha sorpreso gli ospiti di una casa di riposo italiana con un videomessaggio interamente dedicato a loro, pronunciato in un italiano che lui stesso ha definito ancora piuttosto incerto. L’attore statunitense, quattro volte candidato agli Oscar e celebre per film come Platoon, Spider-Man e Povere creature!, ha risposto personalmente all’invito della Fondazione Bianchi di Toscolano Maderno, in provincia di Brescia, regalando agli anziani della struttura un saluto e una riflessione sull’importanza della loro esperienza per le nuove generazioni.
L’iniziativa è nata grazie a Michela Belloni, animatrice della residenza sanitaria assistenziale, e al gruppo che organizza le attività ricreative degli ospiti. La struttura porta avanti da tempo un progetto che coinvolge personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della televisione, invitandoli a inviare brevi messaggi destinati agli anziani. Questa volta, però, a rispondere è stato uno dei volti più riconoscibili del cinema internazionale, che ha fatto arrivare il proprio video nel giro di una decina di giorni dalla richiesta.
Dafoe ha scelto di parlare direttamente in italiano, cominciando con una spiegazione personale: “Grazie a mia moglie italiana abito in Italia ora, ma il mio italiano è ancora basico. Quindi voglio leggere una cosa che ho scritto per voi“. Un’introduzione spontanea, nella quale l’attore fa riferimento a Giada Colagrande, regista italiana che ha sposato nel 2005 e con la quale condivide da anni uno stretto legame con il nostro Paese.
Dopo essersi presentato, Dafoe ha letto un pensiero dedicato al contributo che gli anziani possono offrire alle generazioni più giovani, attraverso la propria esperienza, la solidarietà e l’affetto. “Non c’è storia per i giovani di oggi senza la storia dei giovani di ieri“, ha dichiarato, prima di concludere il messaggio con un saluto affettuoso: “Vi abbraccio tutti con grande gioia“.
Il filmato è stato condiviso sui canali social della Fondazione Bianchi ed è entrato a far parte del TG Home, il telegiornale mensile realizzato dagli stessi ospiti della residenza. Si tratta di un progetto che permette agli anziani di partecipare attivamente alla produzione di contenuti, raccontare le attività della struttura e mantenere un contatto con ciò che accade al di fuori della casa di riposo.
Michela Belloni ha spiegato quanto questi piccoli gesti possano essere significativi per le persone coinvolte. “È difficile spiegare quanto possa rendere felici un messaggio ricevuto nel momento giusto“, ha raccontato l’animatrice, sottolineando come anche poche parole possano contribuire a rendere speciale una giornata.
Quello di Willem Dafoe, del resto, non è un caso isolato. Negli anni la Fondazione Bianchi ha ricevuto videomessaggi da numerosi personaggi conosciuti, tra cui i cantanti Enrico Ruggeri, Orietta Berti, Gigliola Cinquetti e Alberto Fortis, gli attori Giorgio Tirabassi e Tullio Solenghi, il ciclista Francesco Moser, il vignettista Vauro e il meteorologo Mario Giuliacci. Tutti hanno aderito all’iniziativa inviando un saluto agli ospiti della struttura, contribuendo a un progetto che mette in relazione persone appartenenti a generazioni e realtà differenti.
Il gesto di Dafoe racconta anche il rapporto sempre più stretto dell’attore con l’Italia. Oltre alla vita privata condivisa con Giada Colagrande, negli ultimi anni l’interprete ha assunto un ruolo importante nel panorama culturale italiano, diventando direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia per il biennio 2025-2026. L’incarico è stato rinnovato anche per il 2027 e il 2028, dopo un’edizione che ha registrato circa diecimila presenze e sale occupate al 90%.
Per un attore abituato ai grandi set internazionali e ai festival cinematografici, questa volta il pubblico era decisamente diverso. Nessuna première o cerimonia di premiazione, ma gli ospiti di una casa di riposo sul lago di Garda, ai quali Dafoe ha voluto dedicare qualche minuto del proprio tempo. Un’iniziativa che ha permesso alla Fondazione Bianchi di portare una star di Hollywood all’interno del suo telegiornale e, soprattutto, di ricordare quanto le storie e le esperienze degli anziani meritino di essere ascoltate.
