Su Netflix è arrivata da poco La ragazza di neve, la serie tv thriller tratta dal romanzo bestseller dell’autore spagnolo Javier Castillo e diretta da David Ulloa e Laura Alvea. Come vi abbiamo spiegato nella nostra recensione de La ragazza di neve, questo show racchiude tutte le caratteristiche che più ricercate in questo genere di storie, soprattutto un complesso mistero (che in questo caso si svela nell’intrecciarsi di diversi piani temporali) e una protagonista carismatica dal passo tormentato.
Ma di che cosa parla La ragazza di neve? Una bambina, Amaya, si reca, insieme ai suoi genitori, all’annuale sfilata coi carri per l’epifania, che si tiene a Malaga.
La piccola improvvisamente si allontana mentre il padre le sta comprando un palloncino, e qualcuno nella confusione la porta via. I genitori disperati contattano subito la polizia, ma Amaya e il suo rapitore non hanno lasciato tracce e le autorità brancolano nel buio.
Non solo la polizia, ma anche la stampa è particolarmente interessata al caso: tra i giovani reporter del giornale locale c’è Miren Rojo (Milena Smit), studentessa che sta svolgendo uno stage e che vorrebbe dedicare la sua vita a questa professione. Miren, che si porta addosso le cicatrici di un evento traumatico del suo passato, si ritrova sempre più coinvolta nella sparizione di Amaya e si vota completamente al suo ritrovamento. Le piste sono tante, in particolare la giornalista arriva a pensare che la scomparsa della bambina possa essere legata a una rete illegale di sfruttamento dei minori (organizzazione criminale che potrebbe anche essere coinvolta nel caso che l’ha vista protagonista tanti anni prima). Anni dopo il rapimento arriva poi una prova schiacciante del fatto che Amaya sia ancora viva: su una VHS spedita da un mittente anonimo le immagini di una bambina in una stanza, che viene subito riconosciuta come la piccola scomparsa da tempo.
La narrazione della serie procede su più piani temporali: il momento della scomparsa, sei anni dopo i fatti e, infine, nove anni dopo.
Questa particolare struttura rende la visione molto coinvolgente, perché permette uno svelamento dei dettagli centellinato e graduale, capace di catturare sempre di più l’attenzione dello spettatore. In questa spiegazione del finale de La ragazza di neve ripercorriamo che cosa accade negli ultimi episodi della serie, analizzando l’emozionante conclusione e cercando di ipotizzare che cosa accadrà nella seconda stagione.
Che cosa succede nel finale La ragazza di neve?

Nel penultimo episodio della serie scopriamo che ad aver rapito Amaya sono stati Iris (Cecilia Freire) e suo marito Santiago, pazienti della madre della bambina, Ana (Loreto Mauleòn), nella clinica della fertilità in cui lavora. Dopo aver notato la bambina nella folla, Iris decide di rapirla e portarla via con sé per crescerla come se fosse sua. Nel momento del rapimento è sufficiente toglierle l’impermeabile giallo e metterle un cappello a coprirle il volto perché la coppia possa allontanarsi con lei indisturbata. Per i dieci anni successivi Amaya vive con la sua “nuova famiglia”, prima disperata per l’allontanamento dai suoi veri genitori, poi sempre più confusa su quello che le è accaduto, al punto che con il tempo inizia a considerare Iris e Santiago come una madre e un padre. Per non far scoprire dove si trova, i due rapitori la tengono isolata e nascosta dal mondo, terrorizzandola con discorsi sugli svariati pericoli che l’attenderebbero lontana dalla mura domestiche. Mantenere la sua esistenza un segreto così a lungo non è facile, Iris arriva addirittura ad uccidere un impiegato di banca che si era recato per alcune pratiche nella loro proprietà e aveva intravisto la bambina.
Quello che avevano fatto ai genitori naturali di Amaya pesa però sulle coscienze della coppia, e decidono quindi di mandare una VHS anonima della bambina, nella speranza che Ana e il suo ormai ex marito Alvaro possano trovare un po’ di pace. Vengono mandate due VHS nel corso degli anni, ed entrambe vengono recapitate a Miren Rojo, che è l’unica a interessarsi ancora attivamente al caso. Saranno proprio le videocassetta a portarla sulla strada giusta per ritrovare Amaya: notando una differenza tra i due filmati, la giornalista si rende conto che il vecchio registratore con cui sono stati realizzati deve essere stato aggiustato, e cercando chi nella zona si occupa di riparazioni di vecchi elettrodomestici riesce a trovare il nome di Iris.
Arrivata a casa di Iris, la donna cerca di tenere Amaya nascosta, ma Miren nutre diversi sospetti, anche perchè una volta uscita dalla proprietà vede la bandana che indossava la bambina nel video appesa ad asciugare. Anche Iris capisce che ormai il loro nascondiglio è compromesso e cerca di portare via la figlia in una fuga disperata: convinta che non ci sia più nulla da fare decide però di porre fine alla sua vita e a quella di Amaya, gettandosi con la macchina in una scarpata. L’impatto le è fatale, ma la bambina riesce a salvarsi e ad essere trovata da Miren. Amaya è inizialmente molto confusa, al punto da colpire Miren con l’arma di Iris, successivamente la donna riesce però ad avvicinarsi e a tranquillizzarla.
Che cosa succede ad Amaya alla fine?

Amaya viene portata prima in ospedale poi in una struttura specializzata a trattare il tipo di trauma che ha subito. Non può infatti ricongiungersi subito con Ana e Alvaro perché la sua psiche è così compromessa da non ricordare assolutamente chi siano. Durante il primo incontro tra la bambina e i suoi ritrovati genitori, i due si rendono conto di quanto sia cambiata, non reagisce infatti ad essere chiamata Amaya. Sarà solo quando Ana si rivolgerà a lei come Julia, il nome datogli da Iris, che la ragazzina sembra svegliarsi dallo stato di apatia in cui è caduta. Ana e Alvaro dovranno, per poter ricostruire un rapporto con lei, accettare anche questa sua nuova identità, lavorando insieme per riconquistare la sua fiducia.
Quali altri crimini vengono alla luce durante La ragazza di neve?

Durante la serie ci vengono rivelati i traumatici fatti che hanno segnato la vita di Miren. Quando era ancora molto giovane, durante una festa in spiaggia, la donna è stata drogata e violentata da un gruppo di assalitori sconosciuti, che poi l’hanno lasciata in fin di vita. Miren non ricorda quasi nulla di quanto le è accaduto, ma si porta dietro delle profonde cicatrici. Quello che le è accaduto è la ragione per cui si è sentita fin da subito così legata alla piccola Amaya e al suo caso, che lei ha sempre considerato un crimine contro le donne, a prescindere dalla differenza d’età tra lei e la bambina.
I due casi, con il tempo, sembrano intrecciarsi di più di quel che inizialmente si sarebbe potuto immaginare. Durante le prime indagini dopo il rapimento, infatti, uno dei maggiori sospettati è David Luque, amico dei genitori di Amaya. L’uomo in passato era stato accusato di violenza sessuale nei confronti di un minore, cosa che attira subito l’attenzione delle autorità su di lui. Anche se inizialmente sembra che non ci sia alcun collegamento tra lui e la scomparsa di Amaya, la polizia scopre che l’uomo – con la collaborazione del figlio adolescente Samuel – drogava e stuprava giovani donne per poterle filmare. I video venivano poi caricati su siti online specializzati in contenuti illegali. L’uomo viene arrestato e Samuel si suicida, disperato all’idea che il loro segreto sia stato scoperto.

Luque viene condannato per i suoi crimini, ma non viene trovata alcuna connessione con il caso di Amaya. Successivamente la polizia inizia a sospettare anche di James Foster, un uomo che aveva fatto domande, online, sul tipo di strumentazione con cui era stato realizzato il video di Amaya visto sulla VHS. Miren e le autorità scoprono presto che anche Foster ha un passato da pedofilo. Pur non trovando, anche questa volta, alcun collegamento con il caso di Amaya, Miren scopre come Foster fosse legato a Luque: il sito internet per cui l’uomo realizzava i video, Slide, era spesso frequentato da Foster, che si occupava anche di consegnare materiale scottante a facoltosi clienti per loro conto. Foster confessa a Miren che su Slide c’è anche il video in cui lei veniva violentata sulla spiaggia e che lui stesso lo aveva visto. L’uomo – dopo averle scattato alcune foto – consegna a Miren una lista di nomi di utenti del sito, di cui la donna prova a scoprire qualcosa di più interrogando Luque in prigione, ma da cui non riesce a ottenere alcuna informazione.
Anni dopo, subito successivamente al ritrovamento della seconda VHS, la roulotte in cui Foster viveva viene incendiata, e al suo interno vengono ritrovati i cadaveri carbonizzati dell’uomo e di Luque, nel frattempo uscito di galere. La polizia trova le foto che Foster aveva scattato a Miren e per questo la donna diventa uno dei principali sospettati del crimine, anche se non ci sono prove che possano incastrarla. Solo tempo dopo, il suo professore e amico Eduardo, troverà nella sua auto una macchina fotografica con degli scatti di Luque e Foster, cosa che ci fa subito capire che Miren è la responsabile del loro omicidio, una vendetta dopo i terribili reati di cui i due si sono segnati. Eduardo, per proteggerla, toglierà dalla macchina fotografica la memory card con le foto, consegnandola poi all’amica che se ne libera e cancella così ogni prova della sua colpevolezza.
Che cosa dobbiamo aspettarci dalla seconda stagione?

Due anni dopo il ritrovamento di Amaya, Miren ha scritto un libro sulla sua vita – e sul trauma che l’ha segnata – e sul caso che ha aiutato a risolvere. Durante la presentazione la donna riceve un misterioso pacchetto, mandato da un mittente anonimo. Sulla busta un messaggio che la incita a “giocare” con lui. Il contenuto è una foto, in cui è ritratta una donna imbavagliata e legata e di cui le uniche informazioni disponibili sono il nome della giovane, Laura Valdivia, e l’anno in cui è stata scattata la foto, il 2012 (ora ci troviamo nel 2018). Il sospetto è quindi che l’organizzazione criminale che gestiva Slide e che, per quanto ne sappiamo, potrebbe essere a capo di un racket di rapimenti e violenze su donne e bambini, stia stuzzicando Miren per spingerla a indagare ancora. Questa volta potrebbero esserci donne tenute in ostaggio da salvare smascherandone gli abusatori.
Il caso di Laura Valdivia potrebbe essere quindi al centro della seconda stagione de La ragazza di Neve. L’autore del romanzo originale, Javier Castillo, ha infatti scritto un sequel dal titolo Il gioco dell’anima: in questo secondo romanzo ritroviamo Miren (che nell’opera letteraria è una giornalista di New York) e il suo amico e professore. Questa volta i due dovranno indagare sia sulla scomparsa della ragazza della foto che sul caso di una donna trovata crocifissa in città, omicidio che potrebbe avere delle connotazioni riturali e che potrebbe essere legato a una potente istituzione religiosa che nasconde molti segreti.
