In un’intervista a Variety, il regista e sceneggiatore Mike Flanagan ha anticipato alcuni dettagli interessanti sulla nuova serie tratta da Carrie, il primo romanzo di Stephen King. Flanagan, che ha firmato già altri film tratti dallo scrittore del Maine, oltre a gioielli della serialità come Hill House, ha accennato anche quelli che potrebbero essere i temi della sua versione della storia, sottolineando che sarà ambientata ai giorni nostri e che verrà dato spazio anche al tema del bullismo.

Flanagan ha spiegato a Variety che inizialmente non voleva accettare la proposta di Amazon, perché Carrie è stato portato più volte sullo schermo. Ricordiamo che oltre al film di Brian De Palma del 1976, di Carrie è stato realizzato un sequel nel 1999, poi ben altri tre adattamenti, di cui l’ultimo nel 2013, con Chole Moretz. Poi Flanagan ha cambiato idea, ma ha dovuto convincere Stephen King.
“Quando Amazon ha proposto la serie, inizialmente ho pensato: “Perché? È già stato fatto.” Poi ho trovato una risposta a quella domanda, e mi ha entusiasmato. Ma quando l’ho proposto a Steve, la sua prima risposta è stata: “Perché? Lascia in pace quella ragazza. Ne ha già passate abbastanza.” Però, man mano che condividevo più informazioni, inviandogli il piano per la serie, ha potuto vedere cosa stavamo cercando di fare di nuovo. Allora ha detto: “Ohh, adesso sono interessato, anche solo come fan. Sono curioso di vedere dove andrà a finire.” Una volta che ha detto sì, siamo partiti, perché se Steve avesse detto no, non l’avrei fatto. Quindi il nostro rapporto si è evoluto, ma lui ha sempre mantenuto un enorme rispetto per la separazione tra libro e film”
Quando gli è stato chiesto quale sarà la sua visione per Carrie, Flanagan ha anticipato che sarà ambientato ai giorni nostri – e che i social potrebbero avere un ruolo determinante, in alcune sequenze, anche perché uno dei temi principali della storia è il bullismo. E tristemente, social e bullismo, spesso vanno a braccetto.
Flanagan ha poi sottolineato che i tempi sono cambiati dall’uscita del libro ad oggi.
“Quello che posso dire è che la storia originale ha mezzo secolo ed è meravigliosa. I suoi temi erano legati alla giovinezza, al bullismo e alle sue conseguenze. Credo che nel mondo moderno il significato di essere un bullo, la portata e l’impatto del bullismo, siano cambiati molto. I principi centrali restano, ma la serie non parlerà solo di Carrie White, ma andrà oltre”
Il regista ha poi sottolineato gli aspetti che saranno messi in secondo piano, per questo adattamento.
“Non posso dire cosa stiamo facendo, ma posso dire cosa non stiamo facendo. Non stiamo raccontando di nuovo la storia come è già stata raccontata, e non stiamo realizzando una serie sulla telecinesi. Quella c’è, ma non è il cuore del progetto. C’è una versione in cui la storia di Carrie White è un’origin story da supereroina tragica, che però prende una brutta piega. Anche quella, però, l’hanno già fatta. Quindi ci stiamo concentrando molto di più sulla distruzione di una comunità attraverso strumenti molto moderni. Cosa succede in un mondo in cui Internet ha creato un ambiente di apparente anonimato? La scena di Carrie White nello spogliatoio, in ogni versione, è sempre stata inquietante. Ma Carrie White nello spogliatoio mentre tutti hanno un telefono in mano è tutta un’altra cosa”

Carrie racconta la storia di una adolescente che vive una situazione familiare e scolastica molto difficile. Sua madre è una fanatica religiosa che le impedisce di vivere come le sue coetanee e le infligge continuamente punizioni fisiche e morali, A scuola Carrie viene continuamente vessata dalle sue compagne che la considerano “strana”. Quello che nessuno ha capito però, è che la ragazza possiede dei poteri di telecinesi, attraverso i quali incanala la rabbia che accomula ogni giorno che passa, abuso su abuso. E un giorno, questa rabbia esploderà senza controllo. Il film di Brian De Palma, ad oggi, è considerato uno dei migliori horror degli anni ’70
Nei giorni scorsi è stato svelato il cast di Carrie e la protagonista.
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