Una proposta di legge che rischia di trasformare autori, registi e attori in potenziali criminali. Marco D’Amore, protagonista e ora regista della saga di Gomorra, ha risposto con fermezza alla denuncia lanciata nei giorni scorsi da Roberto Saviano sul Corriere della Sera riguardo a un disegno di legge che potrebbe stravolgere il panorama culturale italiano.
“Dovranno allargare parecchio le patrie galere perché ci faremo arrestare in parecchi”, ha dichiarato D’Amore durante la presentazione romana di Gomorra – Le Origini, la nuova serie prequel prodotta da Sky Studios e Cattleya che debutterà il 9 gennaio su Sky e Now (qui potete vedere il trailer) L’attore e regista ha aggiunto una provocazione: “Ricordiamoci, i detenuti pesano sulla spesa pubblica: il nostro è un Paese che ha un debito pubblico importante, quindi visto che le pene non sono retroattive non gli conviene”.

La proposta di legge presentata da Maria Carolina Varchi, deputata di Fratelli d’Italia e ora assegnata alla commissione Giustizia dopo essere stata depositata alla Camera in ottobre, prevede l’estensione dell’articolo 416 bis del codice penale introducendo il reato di apologia e istigazione dei comportamenti mafiosi. Secondo quanto riportato da Saviano, la norma punirebbe con pene dai 6 mesi ai 3 anni di carcere e multe fino a 10.000 euro chiunque, anche attraverso opere artistiche, media, musica o social, rappresenti o esalti la criminalità organizzata.
Come riporta ANSA, le pene sarebbero aggravate se il contenuto fosse diffuso tramite stampa o strumenti digitali. Roberto Saviano, autore del libro da cui è stata tratta la serie Gomorra, ha denunciato che “di fatto, la legge esporrebbe fiction, libri, canzoni, post online al rischio di sanzioni penali e il confine tra racconto, analisi e apologia resterebbe vago e discrezionale”.
Marco D’Amore, che in Gomorra interpretava Ciro Di Marzio, l’immortale, ed è ora regista e supervisore artistico di Gomorra – Le Origini, ha offerto una riflessione più ampia sul ruolo della cultura:
“Ho sempre pensato al mio mestiere come un mestiere precario, marginale rispetto alle cose importanti, poi però la vita mi ha fatto imbattere in esperienze molto umane. Allora dico: noi serviamo, perché c’è un’intelligenza anche del cuore che è necessario alimentare”
L’attore ha proseguito con determinazione: “È lì che continueremo a produrre cose interessanti e più resistenti a questa forza che ci viene contro”. Per concludere il suo intervento, D’Amore ha citato una metafora letteraria evocativa: “Come Pinocchio nella guazza degli assassini ripetiamo: voglio andare avanti, voglio andare avanti, voglio andare avanti”.
La nuova serie Gomorra – Le Origini racconta come è cominciata la storia del futuro boss Pietro Savastano, esplorando le radici di uno dei personaggi più iconici della saga che ha rivoluzionato il panorama delle serie televisive italiane. Il progetto rappresenta un ritorno alle origini di un fenomeno culturale che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo, ponendo interrogativi sulla rappresentazione della criminalità organizzata e sui confini della libertà artistica.
A proposito, sapete a chi è ispirato davvero il boss Pietro Savastano?
