Osgood Perkins, regista di successo noto per film horror come Longlegs e The Monkey, ha preso una posizione netta contro la nuova serie Netflix Monster: la storia di Ed Gein, prodotta da Ryan Murphy. Il motivo della sua indignazione è personale: la serie vede tra i personaggi principali suo padre Anthony Perkins, l’iconico interprete di Norman Bates nel capolavoro di Alfred Hitchcock Psycho del 1960.
In dichiarazioni rilasciate a TMZ, il regista non ha usato mezzi termini: “Non la toccherei nemmeno con un palo di tre metri”, ha affermato con fermezza. Perkins è contrario a progetti che contribuiscono alla spettacolarizzazione di storie di true crime e alla “netflix-izzazione” di fatti di cronaca realmente accaduti.
La terza stagione di Monster si concentra sul serial killer Ed Gein, morto nel 1984, la cui storia criminale ispirò non solo Psycho ma anche pellicole come Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti. Nella serie prodotta da Murphy la storia di Gein si intreccia con quella degli attori che interpretarono i personaggi a lui ispirati – tra cui appunto, Perkins, che ebbe una vita complicata.

Anthony Perkins, scomparso nel 1992 all’età di 60 anni per complicazioni legate all’AIDS, nella serie viene interpretato nella serie da Joey Pollari. Il personaggio è ritratto come un attore in difficoltà, costretto a vivere nell’armadio durante un’epoca in cui l’omosessualità era inaccettabile a Hollywood, tormentato dal sentirsi un “mostro” per la propria identità sessuale e ingabbiato per sempre nel ruolo di un assassino, dopo il successo di Psycho. La sessualità di Perkins non era un segreto a Hollywood: l’attore ebbe dei partner maschili, ma fu anche sposato ad una donna che gli diede due figli.
Osgood è perfettamente consapevole della sessualità di suo padre e in recenti interviste ha raccontato di essere cresciuto in una famiglia con un padre molto famoso che viveva una doppia vita, dovendo nascondere la propria vera natura in un’epoca che non permetteva di essere contemporaneamente una star e una persona apertamente gay o bisessuale.
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Le critiche di Osgood Perkins non sono isolate. Anche Harold Schechter, autore della biografia su Gein intitolata Deviant: The Shocking True Story of Ed Gein, the Original Psycho, ha dichiarato al New York Post che una percentuale molto ampia dello show è semplicemente inventata e che la serie si discosta dalla realtà del caso. Ne abbiamo parlato anche noi, a proposito di cosa c’è di vero in Monster – la storia di Ed Gein.
Non è la prima volta che Ryan Murphy si trova al centro di controversie per le libertà creative prese nelle sue serie true-crime. I precedenti capitoli di Monster, dedicati a Jeffrey Dahmer e ai fratelli Erik e Lyle Menendez, avevano già suscitato le proteste dei soggetti ritratti e delle famiglie coinvolte. La quarta stagione, già in produzione, sarà incentrata su Lizzie Borden, con Ella Beatty nel ruolo principale.
