La prima puntata di It: Welcome to Derry ha già iniziato a tessere i fili del grande universo narrativo di Stephen King, e uno dei dettagli più intriganti riguarda Theodore “Teddy” Uris, un nuovo personaggio che nasconde un legame diretto con una delle figure più amate del Club dei Perdenti. Gli spettatori più attenti hanno infatti riconosciuto il cognome: Teddy è chiaramente lo zio di Stanley Uris, il ragazzino ebreo che nei film di Andy Muschietti si unisce al gruppo per combattere Pennywise.
Ambientata nel 1962, la serie introduce Teddy (Mikkal Karim Fidler) come uno studente ebreo di Derry descritto come introverso, intelligente e appassionato di fumetti. La scritta offensiva sul suo armadietto è uno dei primi segnali del bullismo che subisce, e un chiaro richiamo al modo in cui la cittadina di Derry tende a emarginare chi è diverso.
Teddy è un outsider, proprio come suo nipote Stanley lo sarà decenni dopo. Nelle prime scene, la sua curiosità e il suo senso di giustizia sembrano già metterlo sulla strada di chi, in futuro, si ritroverà a sfidare l’orrore che abita la città.

Il cognome non lascia spazio a dubbi: Teddy è membro della stessa famiglia di Stanley Uris, uno dei protagonisti di It. La serie non esplicita ancora il grado di parentela, ma gli indizi e la cronologia fanno pensare che si tratti del fratello del padre di Stanley, rendendolo quindi lo zio paterno del giovane del Club dei Perdenti.
Si tratta di un legame significativo, perché aggiunge profondità alla mitologia di King: le paure e le ossessioni della famiglia Uris sembrano tramandarsi di generazione in generazione, come se Derry non lasciasse mai davvero andare chi vi è cresciuto.
Questo dettaglio va oltre il semplice easter egg: la presenza di Teddy Uris in Welcome to Derry crea un vero e proprio ponte tra la nuova serie e i film di Andy Muschietti. La famiglia Uris diventa così un simbolo del ciclo eterno di paura e dolore che definisce l’universo di It.
È un tocco sottile ma potente: King ha sempre descritto il male di Derry come qualcosa che si rigenera, che si insinua nelle radici della comunità. Con Teddy, Welcome to Derry mostra come anche le genealogie siano vittime di quel male antico. Da qui in poi seguono spoiler su Teddy.
Senza entrare troppo nei dettagli, la serie suggerisce che Teddy non sopravvivrà a lungo. La sua morte prematura, anticipata dagli autori in alcune interviste, rappresenta un momento simbolico: la distruzione di una possibilità, il primo anello spezzato della catena che porterà, anni dopo, Stanley a confrontarsi con le stesse forze oscure.
La tragedia familiare diventa così un eco generazionale, un presagio del destino che attende chiunque cerchi di ribellarsi al potere maligno di Derry.
Con l’introduzione di Theodore Uris, It: Welcome to Derry dimostra fin da subito di voler ampliare e rafforzare la mitologia di It. Non si tratta solo di un prequel, ma di una vera espansione dell’universo Kingiano, in cui anche i personaggi minori diventano portatori di significato. Teddy è la scintilla che collega passato e futuro, un giovane perdente prima dei Perdenti, e la prova che a Derry la storia tende sempre a ripetersi – solo con nomi diversi.
A proposito di It, Stephen King qualche anno fa ha raccontato il suo strano incontro con un clown… su un aereo!
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