La creatrice di Tilly Norwood, l’attrice digitale che nei mesi scorsi ha incendiato il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale nello spettacolo, torna al centro della scena con un progetto che punta ad aprire un nuovo capitolo della divulgazione storica.
Eline van der Velden e la sua società Particle6 hanno realizzato Straten van Toen, una serie documentario in formato breve in cui l’AI non resta più dietro le quinte, ma diventa parte del linguaggio visivo.
Il programma, commissionato da Hearst Networks per The History Channel nei Paesi Bassi, porterà lo storico e divulgatore Corjan Mol a “camminare” dentro il passato delle vie più emblematiche del paese. Dal Settecento all’occupazione nazista, ogni episodio mostrerà come i luoghi contemporanei contengano memorie stratificate che l’AI può riportare in vita.
La produzione di Straten van Toen – ci racconta THR – nasce dall’esperienza maturata da Particle6 nell’uso dell’intelligenza artificiale per ricerca e post-produzione, ma segna il primo caso in cui la tecnologia viene utilizzata su larga scala direttamente in scena. Il format prevede dieci episodi dedicati alle strade, alle piazze e ai canali più celebri dei Paesi Bassi: luoghi oggi familiari ma che, in epoche diverse, hanno ospitato snodi cruciali della storia nazionale. In ogni puntata, il ricercatore, autore e volto televisivo partirà da una location reale e contemporanea; da lì, l’AI lo “trasporta” nelle condizioni storiche originali.
Le ricostruzioni sono generate a partire da materiali d’archivio – dipinti, incisioni, fotografie – per garantire accuratezza e coerenza visiva. Particle6 intreccerà personaggi realmente esistiti e figure immaginate, così da trasmettere fatti documentati attraverso situazioni e storie che rendono comprensibile il contesto.
A chiusura di ogni episodio, il vero Corjan Mol offrirà una riflessione sul significato storico del luogo e sulle tracce che quell’evento ha lasciato nella società olandese contemporanea. Secondo van der Velden, la serie dimostra come l’AI possa diventare un partner creativo in grado di unire riprese dal vivo e immagini generate del passato, producendo sequenze “cinematiche” che anticipano il futuro del documentario
La stessa van der Velden resta una figura centrale nel dibattito sull’etica dell’AI nell’intrattenimento, dopo la creazione di Tilly Norwood. Nonostante le polemiche, la produttrice ha sempre ribadito che il suo lavoro non mira a sostituire gli interpreti umani, ma a esplorare nuove possibilità narrative e produttive.
