La serie: Simone Biles Rising: Verso le Olimpiadi, 2024. Creata da: Katie Walsh. Genere:: Documentario. Durata: 50 minuti circa/4 episodi. Dove l’abbiamo visto: in anteprima su Netflix.
Trama: Il percorso di rinascita di Simone Biles, che abbandonò la competizione Olimpica nel 2021 per i suoi problemi di salute mentale.
A chi è consigliato? A chi ama le storie di rinascita e i documentari che ripercorrono le parabole di successo sportivo.
Sono pochi gli atleti che nella storia dello sport hanno raggiunto gli stessi traguardi di Simone Biles. Nella sua disciplina è la prima indiscussa, la GOAT (“Greatest Of All Times la più Grande di Tutti i Tempi), una ginnasta che ha ottenuto risultati incredibili con il suo mix unico di forza e precisione. Nessuno, nemmeno da questa parte dell’Oceano, può dire di non averla mai vista volteggiare sulla trave o tra le sbarre senza aver trattenuto il fiato ed essersi meravigliato ed emozionato per le sue incredibili capacità.
Non è quindi nulla di strano che alla sua vita e alla sua carriera venga dedicato un documentario, la scelta di Netflix, su cui il nuovo Simone Biles Rising viene distribuito in quattro episodi, è meno scontata di quello che ci si potrebbe aspettare. Più che la sua ascesa ed i traguardi raggiunti con enorme fatica la docuserie diretta da Katie Walsh si concentrata sul momento più difficile della sua carriera, quello in cui durante le Olimpiadi di Tokyo del 2021, Simone Biles decise di ritirarsi a competizione iniziata per salvaguardare la sua salute mentale. L’atleta stava passando un periodo di confusione e questo si rifletteva sulle sue performance, cosa che, in uno sport pericoloso come la ginnastica artistica, avrebbe decisamente potuto avere terribili conseguenze.
Sono le conseguenze di questa scelta, e il faticoso percorso di recupero che la porterà quest’anno a partecipare alle Olimpiadi di Parigi, il cuore di questo documentario emozionante e coinvolgente. La narrazione non segue una cronologia ben precisa, si sposta avanti ed indietro dal passato al presente, dalle fatidiche Olimpiadi del 2021 ad oggi, in cui Simone è nel bel mezzo della preparazione per le prossime. Da spettatori non particolarmente esperti della storia personale della Biles dobbiamo ammettere che, inizialmente. eravamo un po’ confusi, e non ci era chiaro il focus che voleva essere dato al racconto, ma abbiamo trovato presto la giusta chiave di lettura e siamo riusciti a goderci la storia.
I momenti di difficoltà

Come vi anticipavamo, Simone Biles Rising si concentra sul momento di più grande crisi della sua carriera e, nel farlo, manda un messaggio fondamentale sull’importanza di ammettere le proprie difficolta, tanto quelle fisiche come quelle psicologiche. In uno sport come la ginnastica artistica la tendenza è stata da sempre completamente diversa: soffocare qualsiasi tipo di dolore per andare avanti, per vincere. Ed è così che la storia di Simone Biles si trasforma in una denuncia contro gli abusi fisici e mentali che hanno caratterizzato l’ambiente per anni (non a caso su Netflix troviamo un altro documentario dedicato a questo specifico argomento, Atleta A): la stessa Biles si fa portavoce di un movimento contro una mentalità che ha permesso alle cose più orribili di accadere, tra cui la presenza di mostruosi personaggi come Larry Nassar (il medico sportivo che abusò sessualmente di decine e decine di giovanissime atlete).
Il percorso di Simone Biles

Il discorso fatto dal documentario non è però così focalizzato come sarebbe stato necessario: l’inevitabile centralità di Biles, del racconto della sua carriera e della sua “rinascita”, fa sì che di certi argomenti si parli forse un po’ troppo superficialmente, almeno nei primi due episodi della serie che abbiamo potuto vedere in anteprima. Nassar viene solo citato, l’inferno dei campi di preparazione è oggetto di pochi minuti di approfondimento, questo per dare spazio alla vita privata di Biles, al suo matrimonio e al rapporto con i genitori. È una scelta prevedibile, in fin dei conti il documentario è dedicato a lei, ma lascia lo spettatore con la voglia di scavare di più, di concentrarsi meglio su certe tematiche che vengono solo accennate.
Simone Biles Rising, per quanto avremmo voluto in certi si soffermasse di più su certi argomenti (per cui consigliamo la visione di Atleta A) è comunque un ottimo prodotto, capace di coinvolgere tanto gli appassionati di questa disciplina che chi tendenzialmente non si interessa alle narrazioni di parabole di successo sportivo. Simone Biles è davvero una persona affascinante, carismatica, ed il suo percorso di rinascita non può che coinvolgere ed affascinare, rendendo la visione della sua storia un vero piacere.
La recensione in breve
Simone Biles Rising è un documentario emozionante e coinvolgente, che dipinge un ritratto davvero affascinante di un'atleta straordinaria come Simone Biles. Peccato per certi temi che vengono toccati solo superficialmente.
Pro
- Il ritratto fatto di Simone Biles
- La volontà di denuncia contro gli abusi subiti dalle atlete
Contro
- Certi argomenti andavano approfonditi meglio
- Voto CinemaSerieTV.it
