Stranger Things 5 è stato da poco aggiunto al catalogo di Netflix, e già il titolo del primo episodio, cioè The Crawl, ci dice molto su quello che dobbiamo aspettarci. Un titolo che, a prima vista, sembra quasi innocuo. Ma chiunque mastichi un minimo di cultura nerd sa bene che non è affatto casuale. “Crawl” è infatti un termine profondamente legato al mondo dei dungeon crawler, quei giochi – da tavolo o di ruolo – in cui i personaggi esplorano luoghi oscuri, insidiosi e pieni di mostri. E qui arriva il punto, infatti quando mai Stranger Things ha resistito alla tentazione di farci un enorme riferimento nerd? Mai.
Lo abbiamo visto sin dal 2016 con i Demogorgoni, il Mind Flayer, il Sottosopra, perfino la struttura delle campagne narrative. Tutto è plasmato come se i ragazzi stessero giocando una gigantesca partita a Dungeons & Dragons. La serie dei fratelli Duffer ha costruito la propria identità mescolando horror, anni ’80 e linguaggio da gioco di ruolo, fino a trasformare ogni avventura in un vero e proprio modulo da campagna epica. Quindi sì, The Crawl non è un nome a caso: è un avvertimento mascherato da easter egg.

Nel linguaggio dei dungeon crawler, il “crawl” è il momento in cui un gruppo entra in un territorio sconosciuto, muovendosi lentamente mentre sente addosso il peso del pericolo, delle trappole e dell’ignoto. Non è solo esplorazione, ma è tensione, sopravvivenza, avanzare un metro alla volta mentre qualcosa si muove nel buio. E questo non è forse ciò che ci aspettiamo di vedere in Stranger Things 5, soprattutto ora che la breccia fra il nostro mondo e il Sottosopra è completamente aperta.
Il titolo sembra quindi anticipare un episodio carico di atmosfera, in cui i protagonisti — ormai cresciuti, segnati e consapevoli che questa sarà la loro ultima battaglia — potrebbero ritrovarsi a compiere una discesa vera e propria nel Sottosopra, più profonda e labirintica di quanto visto finora. Non il “solito” Hawkins Dark, ma un territorio nuovo, forse mai mostrato, dove le regole cambiano e Vecna potrebbe controllare ogni angolo come un dungeon master crudele.

Stranger Things ci ha abituato per anni a pescare dalla cultura pop, dai film anni ’80 alle citazioni horror, dalla musica iconica fino ai videogiochi e ai giochi di ruolo. Per questo The Crawl non è solo un titolo suggestivo, ma una dichiarazione d’intenti. Come se i Duffer stessero dicendo ai fan che quella a cui stanno per assistere, è l’avventura più difficile mai vissuta dai protagonisti.
Partendo da questo presupposto quindi, la stagione finale potrebbe essere costruita come il dungeon definitivo, quello in cui ogni corridoio è un ricordo, ogni mostro una conseguenza e ogni decisione un passo verso la resa dei conti. E per chi conosce il linguaggio di D&D, questo significa una cosa sola: quando inizi un dungeon crawl, non tutti escono allo stesso modo da come sono entrati. La serie sembra quindi pronta a farci entrare nella tana del mostro. Letteralmente. E The Crawl potrebbe essere la porta da cui comincia l’ultima discesa. E voi avete già visto la nuova stagione? Ne abbiamo parlato nella recensione dei primi due episodi.
