Il film: All of You (2025)
Regia: William Bridges
Genere: Dramma romantico, Sci-fi emotivo
Cast: Imogen Poots, Brett Goldstein, Steven Cree, Zawe Ashton, Jenna Coleman
Durata: 1 ora e 38 minuti
Dove l’abbiamo visto: In streaming su Apple TV+ (versione originale con sottotitoli)
Trama: In un futuro prossimo, un test chiamato “Soul Connex” promette di trovare la propria anima gemella con precisione scientifica. Laura, convinta dal sistema, si sposa con il partner designato e costruisce una vita perfetta. Ma Simon, il suo migliore amico e innamorato silenzioso, resta nella sua orbita. Tra rimpianti, occasioni mancate e passione irrisolta, i due iniziano una relazione segreta che sfida non solo le regole della società, ma anche quelle del cuore.
A chi è consigliato? All of You è consigliato a chi ama le storie d’amore malinconiche, complesse e struggenti, con protagonisti imperfetti e legami irrisolti. Ideale per chi ha apprezzato film come Like Crazy, Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Before Sunrise. Sconsigliato a chi cerca una love story leggera, risposte semplici o un uso marcato della componente fantascientifica.
All of You, debutto alla regia di William Bridges, è un film che affonda le radici nella fantascienza emotiva, ma fiorisce come una storia d’amore profondamente umana. In un futuro prossimo dove un test scientifico può individuare la tua anima gemella – il Soul Connex – due migliori amici si ritrovano a fare i conti con le conseguenze di una scelta fatta (o non fatta) anni prima. Il film, distribuito da Apple TV+, sembra ricalcare le orme di altre opere “alla Black Mirror”, ma si distingue per il tono sobrio, i sentimenti complessi e l’approccio quasi minimalista al suo concept futuristico.
Il futuro è solo una scusa: un dramma romantico a tutto tondo

Nonostante l’ambientazione hi-tech, All of You non si lascia intrappolare nei cliché della distopia sentimentale. Il test dell’anima gemella, elemento portante nei minuti iniziali, diventa rapidamente un contesto, un’ombra che incombe sulle scelte dei personaggi più che un motore della trama. È una trovata intelligente, che permette al film di concentrarsi su ciò che davvero conta: il rapporto tra Laura e Simon, due persone che si amano profondamente ma che non riescono mai a trovarsi davvero.
La loro storia si dipana attraverso una narrazione frammentata e non lineare, fatta di salti temporali che ci portano avanti di mesi o anni, senza didascalie esplicative. Siamo chiamati a rimettere insieme i pezzi, a intuire cosa è successo nel frattempo, e proprio in questo sta parte del coinvolgimento emotivo: ci sentiamo partecipi della loro confusione, dei loro sbagli, dei loro tentativi di aggiustare ciò che sembra irrimediabilmente imperfetto.
Poots e Goldstein: una coppia imperfetta, quindi perfetta

Imogen Poots è il vero cuore pulsante del film. Con la sua naturalezza e la capacità di passare dalla leggerezza alla tragedia nel giro di pochi istanti, dà vita a una Laura contraddittoria, fragile, innamorata di due uomini diversi ma incapace di scegliere davvero. È un personaggio complesso, scritto senza indulgere nel giudizio: sbaglia, tradisce, mente, ma sempre in nome di qualcosa che sente profondamente vero, anche quando è sbagliato.
Brett Goldstein, qui anche co-sceneggiatore, offre una performance più contenuta ma sincera. Il suo Simon è un uomo che ha costruito la sua intera vita attorno a un amore non corrisposto, e che non riesce mai a spezzare quel legame, nemmeno quando avrebbe tutto il diritto (e le occasioni) di farlo. La loro chimica funziona proprio perché non è esplosiva o perfetta, ma reale: i loro sguardi, i silenzi, i piccoli gesti raccontano più di mille dichiarazioni d’amore.
Un amore clandestino che mette a nudo le nostre illusioni

Dopo che Laura sposa Lukas – l’uomo con cui è stata compatibile al 100% nel test Soul Connex – la storia si sposta in un terreno più viscerale: quello del tradimento, dell’ambiguità, delle vite parallele. I due protagonisti iniziano un lungo affair che dura anni, fatto di treni presi di notte, fughe nella campagna inglese, conversazioni rubate e una passione mai esaurita. Lukas, uomo gentile e devoto, resta ignaro o forse sceglie di non vedere. Ma All of You non è una storia di adulteri scandalosi: è una riflessione sottile sul concetto di “scelta giusta” e su quanto spesso l’amore ci metta in trappola, anche quando pensiamo di aver fatto tutto per bene.
Il film non offre condanne né redenzioni. Anzi, suggerisce che nessuno dei personaggi abbia davvero ragione o torto: Laura ama Lukas e ama Simon, ma non nel modo in cui vorrebbe o dovrebbe. E anche Simon, nel suo romanticismo struggente, diventa a tratti egoista, incapace di rinunciare a un’idea idealizzata dell’amore.
Regia intimista e scrittura matura

William Bridges, già sceneggiatore di alcuni degli episodi più cupi di Black Mirror, mostra qui un’altra faccia del suo talento. La sua regia è misurata, pudica, attenta ai dettagli. La fotografia gioca con i contrasti tra l’asetticità della città e il calore naturale degli incontri segreti tra Laura e Simon, suggerendo visivamente le zone grigie della loro relazione.
Il film evita i melodrammi forzati: non ci sono grandi rivelazioni o svolte narrative artificiali. Le scene più toccanti sono quelle in cui non succede quasi nulla, se non un contatto visivo prolungato, una pausa imbarazzante, una decisione mancata. E in questo, All of You si avvicina a quei film rari e preziosi che non hanno bisogno di gridare per farsi sentire.
Ciò che rende All of You davvero incisivo è la sua capacità di parlare attraverso ciò che non viene detto. Il test Soul Connex non viene mai messo in discussione apertamente, eppure lo è continuamente: nei gesti, nelle scelte, nei tradimenti silenziosi. Il film non si interroga solo sulla validità scientifica dell’amore, ma su quanto sia giusto attribuirgli un valore oggettivo, quantificabile. Può davvero una formula dirci chi è “giusto” per noi? O l’amore è, come sempre, una questione irrazionale, imperfetta, insicura?
Laura e Simon non sono vittime di un sistema, ma della propria incapacità di accettare che l’amore, a volte, non basta. E forse proprio per questo All of You riesce a essere così universale.
La recensione in breve
All of You è una storia d’amore elegante, malinconica e dolorosa, ambientata in un futuro troppo perfetto per contenere la complessità dei sentimenti umani. Con due interpretazioni sincere e una sceneggiatura sottile ma efficace, il film riflette sul significato di scegliere l’amore – o di lasciarselo scappare – in un mondo dove anche i sentimenti vogliono essere misurati.
Pro
- Imogen Poots in una prova di grande profondità emotiva
- Scrittura adulta, che evita il moralismo
- Regia delicata e coerente con il tono intimo
- Intelligente uso del contesto sci-fi come sfondo, non protagonista
- Struttura narrativa originale e coinvolgente
Contro
- Brett Goldstein meno incisivo nei momenti drammatici
- Il concept futuristico rimane sottoutilizzato
- Voto CinemaSerieTV.it
