La serie: Bad Surgeon: Il caso Paolo Macchiarini, 2023. Regia: Ben Steele. Genere: Dramma, biografico, poliziesco. Cast: Paolo Macchiarini, Benita Alexander, Kalle Grinnemo, Oscar Simonson, Bosse Linquist, Johannes Wahlström. Durata: 3 episodi da 50 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: Netflix.Trama: Il dottor Paolo Macchiarini è famoso nel mondo per i suoi rivoluzionari trapianti di trachea basati su cellule staminali. C’è solo un problema: i suoi pazienti continuano a morire.
Nel grande mare di documentari e docuserie che Netflix propone con regolarità, non tutti i lavori sono ben centrati e meritevoli di essere visti. Bad Surgeon: Il caso Paolo Macchiarini di Ben Steele è invece un’opera che vi consigliamo di vedere. Al centro di questa miniserie composta da 3 episodi c’è la storia del super chirurgo Paolo Macchiarini. Un nome che in Italia è noto per un caso di mala sanità (in realtà come vedremo c’è molto di più), ma che è legato a una delle truffe mediche più gravi degli ultimi anni. Come spiegheremo nella recensione di Bad Surgeon: Il caso Paolo Macchiarini, quest’uomo ha coscientemente ignorato i rischi del suo operato, destinando i suoi pazienti a una morte atroce, imbrogliando i colleghi e creando almeno due vite parallele, con altrettante donne.
Eroe o mostro?

Nella prima decade del 2000 la medicina stava esplorando dei territori nuovissimi e promettenti. Si parlava tanto di chirurgia rigenerativa, ossia di un metodo di azione che univa le tradizionali operazioni alle cellule staminali. Con lo scopo di permettere a chi ne avesse avuto bisogno di sostituire organi ammalati, con nuovi tessuti funzionanti. Paolo Macchiarini era un luminare in tal senso. Collaboratore del celebre Karolinska Institutet di Solna, vicino a Stoccolma, sperimentava l’impianto di trachee artificiali, imbevute di staminali del paziente, che avrebbero aiutato malati di varia gravità, a riprendere la loro vita. La NBC affidò allora a Benita Alexander, un approfondimento su di lui. La donna iniziò a girare un doc su quest’uomo affascinante, seguendolo nella preparazione a un intervento su una bambina nata senza trachea. Finì per innamorarsi, arrivò a un passo dalle nozze, fino a scoprire in maniera rocambolesca di essere stata ingannata.
Perché Macchiarini aveva una doppia vita (forse tripla) e un’altra compagna in Italia, Annapaola Bernardis Pedrosa, madre di un giovane paziente morto quando lavorava all’ospedale di Careggi a Firenze. Perché Macchiarini non aveva mai fatto sperimentazioni prima di iniziare ad operare esseri umani. Perché nonostante l’aura di rispettabilità e di grandezza costruita negli anni, Macchiarini aveva condotto a morte certa e dolorosissima sette degli otto pazienti che a lui si erano rivolti. Ben conscio che quelle protesi non avrebbero mai potuto funzionare. Imputato in Svezia per lesioni aggravate su tre persone operate e morte al Karolinska Institutet, viene assolto in primo grado e poi condannato in appello nello scorso giugno a due anni e sei mesi di detenzione. Solo una paziente è rimasta in vita e si è fatta espiantare la trachea.
Nessuno tranne Dio

Bad Surgeon è idealmente diviso in tre tronconi. C’è la parte sentimentale incarnata dalla Benitez (che all’inizio sembra quasi disturbare lo sviluppo della storia e che invece si rivela poi chiave). Quella dei pazienti, che giustamente sentivano di voler credere in quel supereroe senza macchia. E la parte di detection vera e propria, condivisa dai medici svedesi che indagarono su di lui, una volta scoperta l’assenza di test preventivi sulle trachee, e dai giornalisti che poi hanno lavorato sul doc Experimenten. Il lavoro di Ben Steele è un un documentario costruito in maniera ineccepibile, che a un primo sguardo può sembrare simile a tanti altri lavori del genere. Tuttavia, e qui sta la particolarità, riesce a far emergere con nitidezza la pericolosità e la disumanità del suo protagonista indiretto.
Presente in quasi tutte le scene, eppure ben distante. Paolo Macchiarini è una delle figure più inquietanti che abbiamo conosciuto nell’ambito del true crime. All’apparenza perfetto, comprensivo, romantico, coraggioso, è in realtà un criminale senza cuore. Un vero serial killer, oseremmo dire, anche se tecnicamente non rientra in questa categoria. Tuttavia, il disprezzo della vita umana (nascosto sotto una coltre di finta bontà), unito a un narcisismo patologico, misto a delirio di onnipotenza (durante un intervento dice “Non c’è nessuno tranne Dio al di sopra di me“), ci permettono di dargli questa etichetta.
La bontà del lavoro di Steele non è solo nella minuziosa ricostruzione della vicenda e delle terribili implicazioni umane che essa ha evidenziato, ma è proprio nella capacità dell’autore di mostrare un convitato di pietra. E di costruire attorno a questa assenza un impianto narrativo solido, che procede per tappe conclamate, portando alla rivelazione del bluff Macchiarini al termine del secondo episodio, fino a un epilogo amarissimo.
Giocare con la vita degli altri

Se non ci sembrasse azzardato il paragone, diremmo che Paolo Macchiarini è un alter-ego scientifico (ahinoi molto più tragico) di Manuel Fantoni. Sì, proprio l’eroe pallonaro ideato da Carlo Verdone in Borotalco. Dalla docuserie apprendiamo che Macchiarini millantasse conoscenze con il papa, che avrebbe dovuto addirittura celebrare le sue nozze con Benita a Castel Gandolfo. Con Barack Obama e Bill Clinton, spergiurando di far parte di un’organizzazione segreta di medici internazionali, guidata dalla CIA, per curare in maniera del tutto segreta le grandi cariche della politica mondiale.
Balle, tutte balle. Perché come esseri umani tendiamo a berci tutte le fandonie somministrate dai bugiardi patologici? Perché abbiamo bisogno di credere in qualcosa, soprattutto se ci troviamo in una situazione disperata, come tutti i pazienti di Macchiarini. E nel caso specifico, chi mai avrebbe messo in dubbio la rispettabilità di un professionista del genere?
Ecco allora che si delinea la personalità criminale di un uomo che ha frodato tutte e tutti, partendo da un presupposto di onorabilità massima. Seducendo donne che gli potessero essere utili in qualche modo. E ignorando l’essenza più pura della medicina: prenderci cura delle persone. Un disegno abominevole che Macchiarini tratteggia senza alcun senso di colpa. E da bravo manipolatore, trovando risposte a ogni domanda, anche la più difficile. A volte, se necessario, ribaltando la realtà.
La recensione in breve
Bad Surgeon è un'ottima docuserie che unisce dramma e indagine con un certo equilibrio. Episodio dopo episodio ci rivela la mostrusità di un uomo e professionista apparentemente impeccabile, ma che sull'onda di un narcisismo patologico, unito a delirio d'onnipotenza, ha rovinato le vite di tanti esseri umani. Una personalità criminale subdola e respingente che sembra il frutto di una società disumana.
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