La serie: Black Mirror, stagione 7, 2025. Creata da: Charlie Brooker. Cast: Rashida Jones, Chris O’Dowd, Tracee Ellis Ross, Peter Capaldi, Lewis Gribben, Emma Corrin, Issa Rae, Awkwafina, Paul Giamatti, Cristin Milioti, Will Poulter, Asim Chaudhry, Siena Kelly, Rosy McEwen, Paul G. Raymond, Harriet Walter, Nicholas Cirillo. Genere: Antologia fantascientifica. Durata: 6 episodi/45-60 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: La settima stagione di Black Mirror prosegue l’esplorazione delle derive tecnologiche più inquietanti della nostra epoca, attraverso sei nuovi episodi autoconclusivi. Tra questi spicca “USS Callister: Into Infinity”, sequel diretto dell’episodio cult della quarta stagione, e altri racconti che affrontano tematiche come l’intelligenza artificiale, la percezione della realtà e la medicalizzazione del dolore.
A chi è consigliato? A chi ama le storie distopiche, provocatorie e spiazzanti, e a chi segue da tempo la serie per la sua capacità di anticipare (o riflettere) le ansie della contemporaneità.
Chi ha sottoscritto l’abbonamento a Netflix nell’ormai lontano 2015, ricorderà che uno dei titoli di punta della piattaforma era un’intrigante serie dal titolo Black Mirror. Aleggiava su di questa un fascino particolare, corrispondente all’aggettivo “antologico“, ancora non particolarmente in voga tra i fruitori dello streaming e tra le fila del catalogo generale, che puntava su show con già più stagioni alle spalle o i primi esperimenti di quelle che sarebbero poi state le fortunate miniserie.
Da allora, molte cose sono cambiate: allo stampo prettamente “british” della serie si sono affiancate maestranze da oltreoceano, compresi volti attoriali piuttosto noti come protagonisti. Con il susseguirsi delle stagioni, la strabordante inventiva delle trame dei primi episodi ha iniziato a venire meno e la serie ha assunto il sapore un po’ stantio dello streaming, dei contenuti fossilizzati su piattaforma di cui si racconta con un tono di voce nostalgico. Ora, dopo una quinta e sesta stagione piuttosto deludenti, Black Mirror torna su Netflix dal 10 aprile riagganciandosi al passato – una puntata sequel e un’altra sorta di intersezione con il film interattivo rilasciato nel 2018 sono gli esempi più lampanti della direzione intrapresa – e cercando di portare qualcosa di fresco agli spettatori.
Black Mirror 7: gli episodi

La settima stagione di Black Mirror continua a esplorare i lati oscuri della tecnologia con sei nuovi episodi che oscillano tra inquietudine, nostalgia e critica sociale. In Common People, Rashida Jones interpreta Amanda, una donna salvata da un dispositivo ipertecnologico che, però, finisce per controllarla più di quanto lei possa controllare la propria vita. Bête Noire segue invece Maria (Siena Kelly), tormentata da visioni inquietanti che riguardano una collega apparentemente innocua, ma che nasconde un segreto visibile solo a lei. Hotel Reverie ci porta dietro le quinte di una produzione cinematografica futuristica, dove attori generati dall’intelligenza artificiale iniziano a sfuggire al controllo umano, con conseguenze pericolose.
In Plaything, il sospettato di un omicidio viene collegato a un vecchio videogioco degli anni ’90, abitato da creature digitali che sembrano sviluppare una vita propria. Eulogy vede Paul Giamatti nei panni di Phillip, un uomo solitario che si rifugia in una nuova tecnologia capace di farlo immergere nei ricordi fotografici, ma l’esperienza si rivela più devastante che consolatoria. Infine, USS Callister: Into Infinity riprende la storia dell’equipaggio intrappolato in un videogioco che abbiamo conosciuto nella quarta stagione, ora costretto a sopravvivere contro un esercito di giocatori pronti a tutto pur di distruggerli.
Cosa è rimasto della serie che conosciamo tutti?

Non ci sono dubbi: se nel 2011 Black Mirror sembrava a dir poco innovativa, ora è quantomai difficile creare trame che replichino quell’effetto sorpresa che ha elevato la serie di Charlie Brooker nell’olimpo dei prodotti più “mindblowing“. Nel corso del tempo, lo show ha formato una schiera di alunni diligenti che, complice la celerità degli sviluppi tecnologici, hanno saputo intercettare al meglio la complessità del nostro presente iperconnesso (ne è un ottimo esempio anche la recente e lodatissima Scissione di Apple Tv+).
Proprio per questo, la sensazione generale (ormai da tempo) è che le provocazioni della serie antologica non siano più quelle di una volta, forse proprio perchè – come dicevamo – tante cose da cui ci metteva in guardia sono più vicine a noi di quanto avessimo potuto immaginare. Qualche guizzo permane comunque: si parla di conflitto alla base dei videogiochi (tra le massime espressioni della contemporaneità), ora bisogna esplorare quella coesistenza ormai sempre più ineludibile tra uomo e tecnologia che indaga – anche se non in maniera esaustiva – l’episodio con Peter Capaldi, Plaything. Forse è in questo, qualcosa di ormai profondamente tangibile ma per cui non siamo ancora così preparati, che Black Mirror potrebbe ritrovare la sua forza narrativa. Raccontare le derive del nostro già alquanto spaventoso presente.
La recensione in breve
Pur non riportando la serie antologica di Charlie Brooker ai fasti primordiali - ormai impossibile, in un panorama ormai saturo di narrazioni similari - la settima stagione di Black Mirror si ritaglia uno spiraglio di luce con alcuni episodio decisamente più a fuoco.
Pro
- Ritorno alle origini: Il sequel di USS Callister e i richiami a Bandersnatch dimostrano la volontà della serie di riconnettersi con gli episodi che l’hanno resa celebre.
- Temi attuali e disturbanti: La stagione continua a esplorare con efficacia le paure legate all’intelligenza artificiale, alla realtà aumentata e al controllo tecnologico, mantenendo viva la componente critica.
- Cast di alto livello: La presenza di attori noti e versatili come Paul Giamatti, Cristin Milioti, Peter Capaldi e Rashida Jones aggiunge spessore alle storie.
Contro
- Impatto narrativo diminuito: L’effetto sorpresa e l’originalità che caratterizzavano le prime stagioni sembrano ormai attenuati.
- Sapore nostalgico e autoreferenziale: La serie appare talvolta intrappolata nel proprio mito, guardando più al passato che al futuro.
- Alternanza qualitativa tra episodi: Alcune storie risultano più deboli o meno incisive rispetto ad altre, facendo emergere un senso di discontinuità.
- Voto CinemaSerieTv
