La serie: Scissione 2, 2025. Creata da: Dan Erickson Genere: Drammatico, Thriller. Cast: Adam Scott, John Turturro, Christopher Walken, Patricia Arquette. Durata: 10 episodi/50 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: Su Apple TV+, in anteprima stampa ed in lingua originale con sottotitoli.
Trama: Nella seconda stagione di Scissione, Mark e le persone a lui vicine impareranno a loro spese le terribili conseguenze dell’aver scherzato con i limiti della scissione, finendo irrimediabilmente su un sentiero diretto verso la disgrazia.
A chi è consigliata? La seconda stagione di Scissione è ovviamente consigliata a chi ha amato i misteri e le riflessioni contemporanee scatenate dalla serie che nel 2022 aveva debuttato un po’ in sordina su Apple TV+ e creata da Dan Erickson. Come per i modelli precedenti quali Twin Peaks, Lost, The Leftovers e From, Scissione si riconferma tra gli enigmi televisivi più affascinanti di sempre.
Nel 2022 fu una delle scoperte televisive più interessanti degli ultimi, e tre anni dopo il debutto della prima stagione su Apple TV+, lo show creato e scritto da Dan Erickson torna sulla piattaforma di streaming per sparigliare le carte: a poche settimane dall’inizio del nuovo anno, Scissione è già una delle stagioni televisive migliori del 2025. Merito di un concept narrativo sfruttato e strutturato in maniera consciente e consapevole, che rispetta aspettative ed intelligenza del suo pubblico per aprirsi a scenari ed idee di amplificato world-building di grande efficacia.
Nella nostra recensione di Scissione 2 vi racconteremo da dove riprendere le fila del racconto a partire da ciò che è accaduto alla fine della prima, scoppiettante stagione televisiva, e vi spiegheremo in maniera chiara e concreta perché lo show ideato da Erickson e diretto (solo in alcuni episodi) da Ben Stiller sia a tutti gli effetti uno dei più grandi miracoli per piccolo schermo mai arrivati in tv negli ultimi anni. La seconda stagione di Scissione debutta con il primo episodio (di dieci in totale) a partire da venerdì 17 gennaio, solo su Apple TV+.
Riprendiamo le fila del racconto

Dove eravamo rimasti? Il finale della prima stagione di Scissione ci aveva lasciati tutti con il fiato sospeso, con il Mark Scout (Adam Scott) all’interno della Lumon che era riuscito a sbloccare la barriera di separazione che li scindeva tra vita privata all’interno degli uffici e vita esterna, per venire tragicamente a scoprire che sua moglie, nella vita fuori dal lavoro, non era veramente morta e che il destino di quest’ultima era probabilmente legato alla Lumon. Con l’inizio della seconda stagione, ci rendiamo conto quanto questa informazione acquisita dal Mark “all’interno” sarà catapulta emotiva per mettere in atto un silenzioso piano di ribalta contro i suoi misteriosi superiori e scoprire la verità su sua moglie. Con l’aiuto dei suoi colleghi di reparto di sempre, interpretati ancora una volta da John Turturro, Zach Cherry e Britt Lower.
Non entriamo in maggiori dettagli sulla trama pura e dura di Scissione 2 perché vogliamo lasciare che siano gli affezionati spettatori televisivi a scoprire come il delicato equilibrio narrativo ideato e messo in piedi da Dan Erickson si svilupperà nel secondo appuntamente in arrivo su Apple TV+ a partire da venerdì 17 gennaio, ma tentiamo di entrare nel discorso già coraggiosamente a gamba tesa: la seconda stagion di Scissione mantiene le altissime aspettative e promesse dei primi episodi di tre anni, se non addirittura superandole. Un vero e proprio miracolo artistico e televisivo che andrebbe celebrato con maggiore visibilità mediatica.
Una matrioska di emozioni televisive

Una dichiarazione piuttosto forte la nostra, ma alla quale crediamo con convinzione. Con la prima stagione di Scissione, lo sceneggiatore Dan Erickson aveva creato un mondo contemporaneo per piccolo schermo pericolosamente troppo vicino e gemellare al nostro, con echi e tocchi narrativi di distopica fantascienza che negli anni successivi al debutto della prima, gloriosa stagione aveva fatto sì che molti critici del settore e semplici appassionati lo accostassero agli enigmi sovrannaturali di serie cult quali Twin Peaks, Lost, The Leftovers e il più recente From. Una compagnia niente male quella a cui hanno accostato Scissione negli ultimi anni, che invece che generare tuttavia paragoni impari e spesso poco lusinghieri, questa volta è lo specchio di quanto il prodotto televisivo ideato da Erickson e diretto in parte da Ben Stiller sia a tutti gli effetti un modello che ha fatto e continuerà probabilmente a fare scuola.
Ancor più che nella prima stagione, Scissione 2 è una matrioska narrativa di emozioni e percorsi narrativi giocosi, intelligenti e sempre originali. Se lo show di Erickson era nato come distopica visione di una società contemporanea (la nostra) in cui il lavoro dipendente era raccontato con tocchi di sconcertante matrice orwelliana (ogni riferimento al capolavoro letterario 1984 è fortemente voluto dai creatori della serie), adesso l’universo narrativo e i colpi di scena si moltiplicano per esigenze produttive e narrative, amplificando il senso ultimo ed il messaggio di Scissione a livelli così profondi ed inaspettati da averci fatto rimanere piacevolmente spiazzati.
Scissione è il degno erede di Lost e The Leftovers

Del resto, in occasione del debutto della prima stagione del 2022, lo stesso Dan Erickson aveva dichiarato che le influenze maggiori per la sua creatura televisiva erano frutto di “quelle stesse frustrazioni che ci hanno portato a questo momento come Paese (gli Stati Uniti d’America) e come mondo, e che sono le stesse che provavo quando ho scritto la serie; mi riferisco a quando lavoravo in ufficio e avevo a che fare con tutte queste richieste sempre più folli che vengono fatte ai lavoratori dipendenti. Scissione è nata da quests esperienza, dal fatto che nella società capitalista di oggi i dipendenti sono quelli da cui ci si aspetta che diano e diano e diano in continuazione il loro massimo, con la consapevolezza che l’ambiente lavorativo sia una famiglia: lo si fa per amore, ma poi questo spesso non viene ricambiato dai datori di lavoro in alcun modo.”
Da queste parole che agganciano il concept fondamentale di Scissione, c’è poi da mettere in conto quanto la serie con protagonisti Adam Scott, Patricia Arquette, John Turturro e Christopher Walken sia il prodotto più intelligente ed autonomo che nasce sul e per il piccolo schermo seguendo gli insegnamenti più preziosi dei grandi rompicapi del passato. Su tutti, sembra orgogliosamente seguire la scia dei misteri a cavallo tra contemporaneità ed esoterismo de I segreti di Twin Peaks di Lynch e Frost, e di quel The Leftovers che fu creato proprio dallo stesso Damon Lindelof che fu autore anni prima di uno dei più grandi enigmi televisivi di tutti i tempi: Lost, di cui lo show di Dan Erickson è spesso debitore, in struttura ed ambizioni.
Scissione 2 è un capolavoro?

Così, come fu per la prima stagione, anche il secondo appuntamento televisivo di Scissione è un capolavoro di equilibri ed ambizioni, tenute miracolosamente in piedi da un piano narrativo sviluppato dal suo ideatore che sembra non mollerà la presa molto presto (pare sia già in cantiere un’idea per una terza, già attesissima stagione per AppleTV+). Del resto, non era semplice replicare l’entusiasmo e l’originalità della prima stagione di questo piccolo fenomeno tv sempre più in espansione.
Ed invece, con l’arrivo del secondo appuntamento televisivo, Scissione si riconferma come uno dei gioielli nascosti del piccolo schermo tra i più soddisfacenti e compiuti degli ultimi anni. Un piccolo capolavoro televisivo ancora fin troppo poco conosciuto al grande pubblico di utenti dello streaming, che invece dovrebbero maggiormente investire sui prodotti di altissima qualità della piattaforma di Apple e (ri)scoprire il capolavoro in divenire creato dallo straordinario Dan Erickson.
La recensione in breve
Non era semplice replicare l'entusiasmo e l'originalità della prima stagione di Scissione. Invece, con l'arrivo del secondo appuntamento televisivo dello show di Dan Erickson, si riconferma come uno dei gioielli nascosti del piccolo schermo tra i più soddisfacenti e compiuti degli ultimi anni. Un piccolo capolavoro televisivo che andrebbe scoperto da più utenti.
Pro
- La scrittura di Dan Erickson, ancor più imprevedibile e sorprendente
- Gli interpreti protagonisti sono, ancora una volta, eccezionali
- Il comparto tecnico si riconferma spiazzante e perfetto
Contro
- La narrazione, sebbene affascinante, diviene ancora più complessa
- Alla larga da Scissione chi cerca una serie leggera e priva di riflessioni importanti
- Voto CinemaSerieTV
