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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Bridgerton 4: Cenerentola, servitù e balli in maschera, il guilty pleasure di Netflix si rinnova senza tradirsi

Bridgerton 4: Cenerentola, servitù e balli in maschera, il guilty pleasure di Netflix si rinnova senza tradirsi

Bridgerton 4 Parte 1 rinnova il guilty pleasure Netflix con un retelling di Cenerentola, nuove prospettive sociali e una storia d’amore che cresce con calma.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana29 Gennaio 2026
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Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
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La serie: Bridgerton – Stagione 4 (Parte 1), 2026
Titolo originale: Bridgerton
Ideatore: Chris Van Dusen
Showrunner: Jess Brownell
Regia: Tramaine De Senna, Tom Verica, Andrew Ahn (episodi Parte 1)
Genere: Romance, dramma in costume
Cast: Luke Thompson, Yerin Ha, Nicola Coughlan, Luke Newton, Claudia Jessie, Ruth Gemmell, Golda Rosheuvel, Adjoa Andoh, Hannah Dodd, Victor Alli, Katie Leung, Daniel Francis
Durata: 4 episodi (Parte 1)
Dove l’abbiamo visto: Netflix

Distribuzione in Italia: Netflix

Trama: Londra, stagione mondana. Benedict Bridgerton, spirito libero e allergico al matrimonio, resta folgorato da una misteriosa dama incontrata a un ballo in maschera. Ma quella notte da favola nasconde una verità più complessa: la donna è Sophie, una giovane domestica intrappolata in una casa ostile e in una posizione sociale che le impedisce di sognare. Mentre Benedict la cerca senza conoscerne l’identità, la serie amplia lo sguardo anche sul mondo della servitù, intrecciando fiaba romantica e dinamiche di classe.

A chi è consigliato? A chi ama il guilty pleasure romantico per eccellenza, i retelling di Cenerentola e le storie d’amore che mescolano balli, scandali e gerarchie sociali, senza rinunciare allo sfarzo visivo tipico di Bridgerton.


Bridgerton torna con la prima parte della sua quarta stagione senza alcuna intenzione di cambiare pelle. La serie Netflix continua a muoversi all’interno di quel mondo volutamente artificiale fatto di dialoghi altisonanti, passioni dichiarate a voce alta e romanticismo senza freni, confermandosi ancora una volta come un’esperienza più sensoriale che realistica. È una scelta consapevole, che può dividere, ma che resta coerente con l’identità del racconto: Bridgerton non vuole essere misurato, vuole essere eccessivo, decorativo, dichiaratamente sopra le righe. Ed è quello che il suo pubblico vuole.

Questa nuova stagione, cambiando protagonisti come da tradizione (format derivato dai romanzi da cui è tratto, in cui ogni volume è dedicato ad una coppia diversa), sposta il centro emotivo e narrativo su Benedict Bridgerton, da sempre figura laterale, scapestrata e libertina, ora finalmente chiamata a sostenere il peso della storia principale.

Benedict e Sophie: un retelling di Cenerentola

Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)

Questa quarta stagione è pensata come un retelling di Cenerentola, filtrato attraverso il linguaggio e le ossessioni tipiche della serie. L’incontro al ballo in maschera, la donna misteriosa, la fuga allo scoccare della mezzanotte e l’oggetto lasciato indietro sono elementi dichiaratamente riconoscibili. In Bridgerton 4 al centro della favola troviamo Sophie, giovane donna cresciuta ai margini dell’alta società e costretta a vivere come domestica sotto il giogo di una matrigna crudele.

Tra gli elementi narrativamente più interessanti della serie, almeno di questa prima parte della stagione, c’è un cambio di prospettiva: per la prima volta la serie guarda davvero al mondo della servitù, mostrando cucine, corridoi di servizio e dinamiche di potere che ricordano, a tratti, atmosfere alla Downton Abbey. È un territorio nuovo per Bridgerton, affrontato senza realismo storico ma con curiosità e un certo gusto per il contrasto sociale, e proprio per questo risulta sorprendentemente divertente e stimolante.

Una storia che ha il tempo di respirare

Essendo solo la prima metà di stagione, è evidente che il vero sviluppo emotivo debba ancora arrivare. Eppure i primi quattro episodi riescono a porre basi solide per il rapporto tra Benedict e Sophie, costruendo una tensione romantica che, a tratti, risulta persino più coinvolgente di quella tra Penelope e Colin nella stagione precedente. Il sentimento cresce per accumulo, tra sguardi, frustrazioni e desideri trattenuti, senza affidarsi esclusivamente alla componente erotica. Luke Thompson restituisce un Benedict ancora inquieto e poco definito, forse non approfondito quanto potrebbe, ma finalmente centrale. Yerin Ha, dal canto suo, rende Sophie un personaggio delicato ma determinato, capace di bucare lo schermo anche nei momenti più silenziosi. È una coppia che funziona più per potenziale che per esplosione immediata, ma proprio per questo incuriosisce.
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)

Essendo solo la prima metà di stagione, è evidente che il vero sviluppo emotivo debba ancora arrivare. Eppure i primi quattro episodi riescono a porre basi solide per il rapporto tra Benedict e Sophie, costruendo una tensione romantica che, a tratti, risulta persino più coinvolgente di quella tra Penelope e Colin nella stagione precedente. Il sentimento cresce per accumulo, tra sguardi, frustrazioni e desideri trattenuti, senza affidarsi esclusivamente alla componente erotica.

Luke Thompson restituisce un Benedict ancora inquieto e poco definito, forse non approfondito quanto potrebbe, ma finalmente centrale. Yerin Ha, dal canto suo, rende Sophie un personaggio delicato ma determinato, capace di bucare lo schermo anche nei momenti più silenziosi. È una coppia che funziona più per potenziale che per esplosione immediata, ma proprio per questo incuriosisce.

Il contorno resta fondamentale

Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)

Intorno alla storia principale, Bridgerton continua a intrecciare numerose sottotrame: Penelope alle prese con il nuovo equilibrio dopo la rivelazione della sua doppia identità come Lady Whistledown, Francesca e il suo matrimonio apparentemente sereno ma più complesso del previsto, Violet che scopre la possibilità di desiderare ancora. Non tutto ha lo stesso peso, e alcune linee narrative sembrano più decorative che necessarie, ma contribuiscono a mantenere quel senso di coralità che è sempre stato uno dei marchi di fabbrica della serie.
La messa in scena resta uno dei principali motivi per tornare a Mayfair: costumi sontuosi, scenografie lussuose e musiche pop riarrangiate continuano a fare di Bridgerton uno spettacolo visivo irresistibile, capace di farsi guardare anche nei suoi momenti meno ispirati.

Un guilty pleasure che conosce i suoi limiti

Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)

Bridgerton resta, senza troppi giri di parole, il guilty pleasure per eccellenza. È una serie che si guarda con piacere anche quando eccede, anche quando indulge in dialoghi ridondanti o situazioni forzate. Questa quarta stagione non rivoluziona la formula, ma la espande quanto basta per evitare la sensazione di stanchezza, introducendo nuovi sguardi e nuove dinamiche sociali.

Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)
Una scena di Bridgerton 4 (fonte: Netflix)

Non tutto è perfettamente calibrato: alcuni episodi soffrono di un ritmo irregolare e la sensazione è che questa prima parte stia soprattutto preparando il terreno più che affondare davvero il colpo. Eppure il fascino complessivo resta intatto, grazie a personaggi centrali riusciti, a un immaginario visivo sempre curatissimo e a un mondo narrativo che continua a funzionare anche quando indulge nei suoi eccessi. In attesa della seconda parte, Bridgerton dimostra ancora una volta di sapere esattamente cosa vuole essere e di non avere alcuna intenzione di cambiare strada.

La recensione in breve

6.5 Scintillante

La prima parte della quarta stagione di Bridgerton rinnova la formula senza stravolgerla, puntando su un retelling di Cenerentola che amplia lo sguardo al mondo della servitù. Tra nuovi equilibri, desideri trattenuti e un’estetica sempre irresistibile, la serie prepara il terreno per un secondo atto più intenso.

PRO
  1. Il retelling di Cenerentola e l’apertura al mondo della servitù
  2. Sophie come nuova prospettiva narrativa
  3. L’estetica sempre curatissima tra costumi e scenografie
  4. Benedict protagonista finalmente al centro della storia
CONTRO
  1. Alcune sottotrame risultano accessorie
  2. Il personaggio di Benedict potrebbe essere approfondito di più
  3. Ritmo non sempre uniforme nei primi episodi
  • Voto CinemaSerieTV.it 6.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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