La serie: Alex Cross, 2024. Regia: Ben Watkins. Cast: Jennifer Wigmore, Aldis Hodge, Isaiah Mustafa, Juanita Jennings. Genere: Thriller, giallo. Durata: 50 minuti circa/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Prime Video.
Trama: Serie basata sui romanzi di James Paterson, con protagonista Alex Cross, un detective e psicologo forense, in grado di scavare nella mente degli assassini e delle loro vittime nel tentativo di identificare e catturare i colpevoli.
A chi è consigliato? Agli appassionati di detective stories, del personaggio creato da James Paterson o, semplicemente, a chi vuole immergersi in una visione carica di suspense.
Prime Video colpisce nel segno con Alex Cross, nuova serie thriller con protagonista Aldis Hodge peni panni del celebre detective Alex Cross, nato dalla penna di James Patterson. A differenza dei precedenti adattamenti cinematografici interpretati da Morgan Freeman e Tyler Perry, questa versione televisiva porta il personaggio su nuovi territori, mostrando un Cross più impulsivo e tormentato da eventi traumatici del passato, distinguendosi per la sua narrazione avvincente e per una dose equilibrata di tensione e mistero.
La serie, composta da otto episodi, riesce a catturare l’attenzione dei fan del genere fin dal primo momento, grazie a una trama intricata che intreccia il dramma personale del protagonista con un’indagine da brivido. Alex Cross e il suo fedele partner John Sampson, interpretato da Isaiah Mustafa, si trovano coinvolti in una caccia al killer ricca di colpi di scena e tensione crescente. In particolare, come vi racconteremo in questa recensione, Alex Cross colpisce nel segno grazie al lavoro sulla sceneggiatura di Ben Watkins che, discostandosi dalle storie originali dei romanzi di Patterson, offre una narrazione inedita, carica di suspense ma che non risulta mai prevedibile.
Un punto di vista inedito sulle indagini di Alex Cross

La serie si concentra su un Cross giovane padre, che non ha ancora superato la tragica perdita della moglie, avvenuta in circostanze misteriose. Questo trauma influenza il suo lavoro come esperto in psicologia, rendendolo un detective capace di analizzare le menti dei sospetti ma al contempo impacciato nei rapporti personali.
Il primo episodio si apre con l’omicidio di Émir Godspeed, un attivista afroamericano con un passato problematico, trovato morto per quella che sembra essere una overdose. Cross e il suo amico John si occupano del caso, ma la polizia locale, ancora segnata dalle proteste del movimento Black Lives Matter, spinge per chiudere velocemente l’indagine per evitare possibili disordini. Tuttavia, Cross sospetta che dietro la morte di Godspeed si nasconda un delitto orchestrato al millimetro e, nel tentativo di andarvi a fondo, si ritrova a fronteggiare pressioni esterne, minacce anonime legate alla morte della moglie e un incontro inquietante con un imprenditore psicopatico.
Ottime interpretazioni

Alex Cross si distingue per un’atmosfera cupa e una narrazione complessa, che privilegia la riflessione all’azione, esplorando tematiche attuali come il razzismo, la brutalità della polizia e le lotte civili, e offrendo un ritratto realistico della comunità afroamericana a Washington. Proprio le interpretazioni sono tra i maggiori punti di forza della serie; oltre al leading Hodge, spiccano Samantha Walkes nel ruolo di Elle e Ryan Eggold, che dopo New Amsterdam sorprende con una performance inquietante e ben diversa dai suoi precedenti ruoli.
Aldis Hoge offre una performance convincente, riuscendo a trasmettere il dolore del lutto e la determinazione del personaggio con poche parole e una forte presenza scenica. Tuttavia, la serie soffre di un eccesso di personaggi secondari introdotti in modo rapido, scelta che rischia di appesantire la narrazione e di non dare il giusto spazio ai comprimari, specialmente ai personaggi femminili che risultano spesso poco sviluppati. Gli antagonisti, invece, sono ben caratterizzati, con Phineas Carter interpretato da Darnell Bartholomew, che dona un tocco di follia al suo ruolo, e Ryan Eggold, che con il suo volto apparentemente innocuo riesce a interpretare efficacemente un serial killer.
Grande focus sull’introspezione psicologica

Come dicevamo, la serie si distingue per la centralità dei dialoghi e della psicologia, con Cross che utilizza la sua capacità di entrare nella mente dei criminali piuttosto che fare affidamento sull’azione pura. In questo senso, dal punto di vista della scrittura è lodevole la costruzione di Alex Cross come un personaggio sfaccettato, che riesce a mostrare umanità e comprensione, soprattutto nelle interazioni con i figli, qualcosa su cui i precedenti adattamenti non si erano mai soffermati. Difatti, rispetto a quanto proposto in passato, qui l’azione è dosata con attenzione, ed emerge solo quando è strettamente necessaria a far progredire la trama e mantenendo un tono realistico. Questo contribuisce a dare maggior impatto alle scene di tensione, che risultano credibili anche grazie alla prestanza fisica degli attori coinvolti.
Nonostante l’approccio originale, Alex Cross non delude le aspettative dei fan dei romanzi di Patterson. Il ritmo non cala mai, e ogni episodio lascia lo spettatore desideroso di scoprire cosa accadrà nel successivo, culminando in un finale che giustifica la decisione della piattaforma di rinnovare la serie per una seconda stagione già confermata e girata.
La recensione in breve
Alex Cross riesce a "rinfrescare" il materiale di partenza pur mantenendosi fedele ai racconti di James Patterson, coinvolgendo il pubblico con una storia ben scritta e interpretazioni memorabili. Con un mix di mistero, tensione e drammi personali, conquisterà sicuramente gli appassionati del genere.
Pro
- Un Adis Hodge completamente immerso nel personaggio
- Il ruolo di primo piano che assume, finalmente, il personaggio di Sampson
- Un'ottima atmosfera carica di suspense
Contro
- Ci vuole un po' di pazienza nell'attesa della risoluzione finale
- Voto CinemaSerieTv
