La serie: The Four Seasons, 2025. Creata da: Tina Fey, Lang Fisher, Tracey Wigfield. Cast: Tina Fey, Steve Carell, Colman Domingo, Kerri Kenney-Silver, Will Forte, Erika Henningsen, Marco Calvani. Genere: Dramedy, commedia, sentimentale. Durata: Circa 30 minuti / 8 episodi.
Dove l’abbiamo vista: su Netflix (in Italia e nel mondo).
Trama: Tre coppie di amici, legate dai tempi dell’università, si ritrovano ogni stagione per una vacanza di gruppo. Ma quando uno di loro decide di lasciare la moglie dopo 25 anni, l’equilibrio si spezza. Tra crisi di mezza età, relazioni complicate e nuove dinamiche amorose, la serie esplora con ironia e malinconia cosa significa invecchiare insieme.
A chi è consigliata? A chi ama le storie di gruppo con dialoghi intelligenti e personaggi imperfetti. Perfetta per chi ha apprezzato The White Lotus senza omicidi e Scene da un matrimonio con più sarcasmo. Ideale per chi cerca una riflessione adulta su amore, amicizia e tempo che passa.
The Four Seasons, miniserie Netflix ideata da Tina Fey insieme a Lang Fisher e Tracey Wigfield, racconta un anno nella vita di tre coppie cinquantenni, amiche dai tempi dell’università, che si ritrovano quattro volte l’anno per una vacanza di gruppo. La tranquillità del loro rituale viene sconvolta sin dal primo episodio: Nick (Steve Carell) decide di lasciare la moglie Anne (Kerri Kenney-Silver) proprio durante il weekend del loro 25° anniversario di matrimonio. Da quel momento in poi, il gruppo si ritrova a confrontarsi con la fine di una relazione storica e con le crepe, più o meno visibili, nei propri rapporti.
Una comicità matura, tra risate e verità amare

La serie si muove su un equilibrio delicato tra ironia e introspezione. Tina Fey interpreta Kate, la più rigida del gruppo, sempre pronta a criticare e organizzare, mentre Will Forte è Jack, il marito accomodante. I momenti comici non mancano, ma sono spesso punteggiati da riflessioni amare sulla vita di coppia e sull’invecchiamento. Non si tratta di una serie da battute a raffica: qui l’umorismo nasce dall’esperienza, dalle frasi dette (e non dette) tra amici che si conoscono da una vita, e dalle dinamiche che ogni spettatore adulto può riconoscere.
The Four Seasons si ispira all’omonimo film di Alan Alda del 1981 (regista/attore che per altro è protagonista di un adorabile comparsata), ma aggiorna lo schema originale con una sensibilità più attuale. Troviamo una coppia queer con matrimonio aperto, una relazione con una grande differenza d’età, e un tentativo costante di esplorare come si siano trasformate oggi le relazioni. Tuttavia, non tutte le scelte narrative convincono: alcuni spunti appaiono poco freschi o già visti, e le battute sul divario generazionale tendono talvolta a scadere nel prevedibile.
Un cast perfetto che eleva il materiale

Se la sceneggiatura inciampa in qualche momento, a salvare la serie è il cast. Steve Carell è credibile anche nei panni di un personaggio antipatico, ma mai completamente odioso. Kerri Kenney-Silver è la vera rivelazione, regalando ad Anne una vulnerabilità autentica e toccante. Colman Domingo e Tina Fey hanno una chimica spassosa nei ruoli di due amici cinici e disillusi. Erika Henningsen, inizialmente dipinta come la solita ragazza giovane e bella, evolve nel corso degli episodi in una donna complessa e sincera. Tutti i personaggi hanno difetti, ma nessuno viene giudicato: è questo, forse, l’aspetto più riuscito dello show.
Un tono incerto, che non sempre convince

La serie alterna momenti brillanti ad altri più deboli, soprattutto nella parte finale. L’introduzione di un colpo di scena drammatico rompe il fragile equilibrio tra leggerezza e profondità, lasciando la sensazione di un cambio di tono mal gestito. La regia sobria e l’estetica da commedia classica non aiutano a dare maggiore coerenza visiva a una storia che vorrebbe essere più realistica. Nonostante ciò, ci sono episodi – in particolare quelli autunnali – che colpiscono nel segno grazie alla scrittura più intima e ai dialoghi ben calibrati.
Una visione piacevole… ma davvero indimenticabile?

The Four Seasons è una serie gradevole, pensata per un pubblico adulto, che riflette con intelligenza e ironia su ciò che accade quando l’amore e l’amicizia invecchiano insieme a noi. Non rivoluziona il genere, né ambisce a farlo, ma riesce a regalare momenti di sincera umanità, alternando risate amare e dialoghi che colpiscono nel segno. È una storia fatta di sfumature, piccoli gesti e silenzi eloquenti, capace di far sorridere e, a tratti, anche di commuovere.
Tuttavia, il suo impatto complessivo resta limitato. L’incertezza nel bilanciare commedia e dramma e la mancanza di un’identità visiva forte la rendono meno incisiva di quanto avrebbe potuto essere. Nonostante un cast eccellente e un’idea di fondo interessante, The Four Seasons scivola via senza davvero lasciare un’impronta duratura. È come una di quelle vacanze tra amici che scorrono serene, con qualche intoppo e qualche risata, ma che alla fine non ricorderai come la più memorabile. Eppure, mentre la guardi, riesce a farti sentire a casa.
La recensione in breve
The Four Seasons racconta con ironia e malinconia la vita di tre coppie di amici di mezza età alle prese con crisi personali e dinamiche matrimoniali complesse. Tra vacanze, confessioni e silenzi carichi di significato, la serie offre momenti toccanti e divertenti, senza però riuscire a mantenere un tono coerente fino alla fine. Un prodotto imperfetto, ma arricchito da un cast di grande talento.
Pro
- Cast brillante e affiatato (Carell, Fey, Domingo, Kenney-Silver).
- Dialoghi intelligenti e humor maturo.
- Personaggi trattati con umanità, anche nei loro difetti.
- Temi relazionali ben esplorati, soprattutto nelle dinamiche femminili.
Contro
- Tono incostante tra commedia e dramma.
- Alcune situazioni prevedibili e poco originali.
- Alcuni personaggi restano superficiali.
- Voto CinemaSerieTV.it
