La serie: Gigolò per caso, 2023. Regia: Eros Puglielli. Genere: Commedia. Cast: Pietro Sermonti, Christian De Sica, Ambra Angiolini, Asia Argento, Stefania Sandrelli, Isabella Ferrari, Sandra Milo. Durata: 6 episodi da 50 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: Anteprima stampa.Trama: Quando il padre Giacomo torna nella sua vita a seguito di un infarto, Alfonso, sensibile orologiaio appassionato di femminismo, deve fare i conti con una verità che gli cambierà la vita: suo padre non è un antiquario, ma un gigolò! In crisi con la moglie e in difficoltà economiche, a seguito di una serie di sfortunati eventi Alfonso sarà costretto a seguire le orme paterne sostituendosi a lui con le sue clienti.
È una strana creatura Gigolò per caso, la nuova serie comedy di Prime Video che ha come protagonisti Pietro Sermonti e Christian De Sica, rispettivamente nei panni di Alfonso e Giacomo Bremer. Strana perché avrebbe tutte le carte in tavola per “sfondare”, una storia maliziosa con un cast stellare, ma alla fine, nonostante la sua piacevolezza di fondo, resta imbrigliata tra un colpo di scena e l’altro, perdendo il suo baricentro. Che avrebbe dovuto essere il suo protagonista. Proveremo a capire perché nella nostra recensione di Gigolò per caso.
Un’interminabile serie di colpi bassi

Alfonso Bremer è innamorato della moglie Margherita. La coccola ogni giorno preparando per lei la colazione mentre ascolta un podcast di consapevolezza femminile, Genital. Per compiacerla va anche in terapia di coppia da una psicoterapeuta che, sorpresa, è proprio l’amante della sua compagna di vita. Questo è solo il primo dei colpi bassi ricevuti da Alfonso che in serie dovrà gestire l’infarto di suo padre Giacomo, la scoperta che in realtà l’uomo abbia sempre fatto il gigolò e il furto di tre preziosissimi orologi di proprietà della mala romana.
Con ripetute e continue minacce di morte portate avanti dal suo sadico capo. Costretto a pagare tantissimi soldi ai suoi carnefici, Alfonso acconsente alla richiesta di Giacomo di sostituirlo durante la convalescenza. E, altra sorpresa, se la caverà piuttosto bene. Tra le sue clienti ci sono molte donne in carriera, una giovane madre single in dolce attesa, una ragazza che cerca in tutti i modi di elaborare il tradimento del compagno. E c’è anche Adele, ex diva del cinema ancora bellissima, nonostante la malattia. Alfonso impara il metodo Bremer, ma alla fine capisce che l’unica regola importante in una relazione d’amore è essere sé stesso.
C’è simpatia

Come scritto in apertura, Gigolò per caso avrebbe tutte le carte in regola per sfondare. E in parte riesce nel suo obiettivo, in virtù di un secondo blocco molto riuscito, a dispetto di un terzetto di episodi iniziali troppo soft. I dialoghi sono brillanti, ben ritmati, sostenuti da un cast all’altezza guidato da Pietro Sermonti e Christian De Sica, con una bravissima Ambra Angiolini.
E una serie lunga di guest star, da Asia Argento e Isabella Ferrari a Virginia Raffaele, passando per Stefania Sandrelli, Sandra Milo e Gloria Guida qui nel ruolo particolarmente tenero di Adele. Tutte e tutti riescono a dare il proprio importante contributo al canovaccio che rielabora, in maniera molto italiana (scusaci Pietro), la serie di Nicolas Bedos, Alphonse. Laddove per italiana intendiamo leggera e ironica, con picchi davvero esilaranti come il tentativo di rapina a casa di Giacomo condotto dal nipote di Adele e dal suo sodale.
Uomini e donne

Il primo episodio di Gigolò per caso si apre sulle note di Tomorrow. E mentre ascoltiamo le parole suadenti di Amanda Lear che chiede a una sua possibile conquista di passare la notte assieme, veniamo trasportate nella storia del mite Alfonso, orologiaio sostenitore del femminismo che per un rovescio di fortuna si trova a dover seguire le orme del padre Giacomo Bremer: fare l’accompagnatore.
Il cuore della serie di Eros Puglielli sembrerebbe essere nel contrasto tra la filosofia di vita di un uomo che quanto meno prova a relazionarsi con le donne in maniera matura (anche se non tutto gli è chiaro), forte del femminismo della madre, da tempo lontana. E quella di suo padre, playboy professionista, fedele al concetto che una signora deve sempre capire chi sia il vero maschio. In realtà, anche se sembra un tema molto forte, la superficialità in cui è sviluppato lo diluisce un po’. E lo distanzia da ogni riflessione complicata o anche solo problematica.
Italian gigolò

La sensazione è di essere davanti a una storia incentrata su un protagonista incerto e senza tormento. A cui tutte e tutti dicono sempre cosa fare e a volte cosa sentire. Alfonso diventa gigolò dalla sera alla mattina. Sceglie cioè la cosa più distante dalla sua indole, poche ore dopo il tradimento della moglie. Abbracciando in tutto e per tutto la professione di un padre che non ha mai amato (a torto), senza un briciolo di crisi, dubbio, perplessità. Insomma, un femminista cambia impostazione di vita, sfruttando le donne per soldi, perché la prostituzione questo è, anche se “esercitata” in contesti chic, e tutto fila liscio.
Non è una mancanza da poco questa assenza di problematicità. Perché la serie avrebbe dovuto calibrarsi proprio sui suoi desideri, sulle sue svolte e finalmente sulle realizzazioni di Alfonso. A cominciare dallo svelamento delle vere motivazioni che hanno portato all’abbandono da parte della madre. E, a seguire, a una vera ricostruzione del rapporto col padre e, dulcis in fundo, con l’amata moglie. Invece tutto si accelera e si semplifica, in nome di un epilogo più dolce che agro, ma un po’ povero.
E dire che quello di Pietro Sermonti è un personaggio molto interessante. Cresciuto all’ombra di una madre progressista (che non voleva saperne della maternità), Alfonso è fiero rappresentante di una mascolinità atossica. Che da un lato non sente completamente sua, dall’altro lo rende alieno in un mondo che capisce poco di amore. Se allora Gigolò per caso, risponde, anche con una certa tenerezza alla domanda “cosa cercano le donne in un gigolò”. Ovvero la favola, intesa proprio come racconto costruito su misura per loro. Non riesce proprio a dire cosa voglia davvero Alfonso. Ed è un peccato.
La recensione in breve
Avremmo voluto amare di più Gigolò per caso, potremmo sintetizzare così la nostra recensione. Invece la serie comedy di Prime Video si prende una sufficienza piena, ma senza quell'entusiasmo che un prodotto del genere avrebbe meritato, legato a una storia non perfettamente articolata. Il plauso però va a tutto il cast, con una nota di merito per Ambra, davvero bravissima.
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