La serie: Death by Lightning (2025)
Titolo originale: Death by Lightning
Ideazione: Mike Makowsky (basata sul libro “Destiny of the Republic” di Candice Millard)
Sceneggiatura: Mike Makowsky, Matt Ross
Genere: Storico, Dramma, Biografico, Politico
Cast: Matthew Macfadyen, Michael Shannon, Nick Offerman, Shea Whigham, Betty Gilpin, Bradley Whitford, Paula Malcomson, Ben Miles
Durata: 4 episodi da circa 55 minuti ciascuno
Dove l’abbiamo visto: In streaming su Netflix in lingua originale.
Trama: Ispirata a una storia vera, la miniserie racconta la breve presidenza di James Garfield, ventesimo presidente degli Stati Uniti, e la tragica ossessione del suo assassino, Charles Guiteau. Mentre Garfield tenta di riformare un sistema politico corrotto, Guiteau – truffatore fallito e predicatore mancato – si convince di essere destinato alla gloria. Due destini opposti si scontrano in un’America segnata da divisioni, ambizioni e illusioni.
A chi è consigliata? Death by Lightning è consigliata a chi ama le storie vere e le serie storiche dal tono riflessivo. Perfetta per chi ha apprezzato Manhunt o Succession, e cerca un racconto politico denso di ironia, follia e critica sociale.
Con Death by Lightning, Netflix riporta alla luce uno degli episodi più bizzarri e tragici della storia americana: l’assassinio del presidente James Garfield nel 1881 per mano di Charles Guiteau. La serie, tratta dal saggio di Candice Millard Destiny of the Republic, è un’opera che unisce ricostruzione storica e studio psicologico, restituendo un’America frammentata, corrotta e piena di contraddizioni.
Nel racconto creato da Mike Makowsky e diretto da Matt Ross, il destino dei due uomini – il politico idealista Garfield e il fanatico fallito Guiteau – si intreccia fino a un epilogo che sembra scritto più dalla follia che dalla logica.
Matthew Macfadyen e l’arte di interpretare i perdenti

Matthew Macfadyen conferma di essere uno degli attori più versatili della sua generazione. Dopo Succession, l’attore britannico porta sullo schermo un personaggio ancora più patetico e disturbante: Charles Guiteau, truffatore, predicatore mancato e assassino per vanità.
Macfadyen non offre una caricatura, ma un ritratto inquietante e umano della disperazione. Ogni gesto – il sorriso tirato, la risata nervosa, lo sguardo vuoto – restituisce l’immagine di un uomo divorato dal bisogno di essere visto. La serie trova in lui il proprio cuore malato, tanto che ogni volta che scompare dallo schermo, si avverte la sua mancanza.
Michael Shannon, la dignità del presidente dimenticato

Accanto a Macfadyen, Michael Shannon interpreta James Garfield con la misura e la malinconia tipiche dei grandi eroi tragici. Il suo Garfield è un uomo di principi, un presidente che tenta di ripulire la politica dalla corruzione, ma che viene travolto da un sistema più grande di lui.
Shannon offre un contrappunto necessario alla follia di Guiteau: dove uno è eccesso, l’altro è silenzio; dove uno cerca fama, l’altro cerca giustizia. Tuttavia, la sceneggiatura non sempre riesce a dare al suo personaggio lo spazio che merita, sacrificandolo in favore della parte più spettacolare e disturbante della storia.
La politica come teatro della vanità

Death by Lightning non è solo la storia di un assassinio, ma anche un ritratto corrosivo del potere americano. La serie mostra un sistema politico in cui la corruzione e il clientelismo dominano, e in cui anche gli ideali più puri vengono travolti dal compromesso.
I personaggi secondari – interpretati con grande energia da Nick Offerman, Shea Whigham e Bradley Whitford – incarnano questa decadenza morale con ironia e ferocia. Offerman, in particolare, costruisce un Chester Arthur tragicomico, sospeso tra la buffoneria e la consapevolezza del proprio fallimento.
Un equilibrio fragile tra satira e tragedia

Pur ricca di momenti straordinari, la serie mostra qualche discontinuità nel tono. Nei primi episodi domina la satira, con un ritmo vivace e un gusto quasi teatrale per l’assurdo; ma quando il racconto si avvicina al delitto e alla morte del presidente, Death by Lightning cambia registro, cercando una gravità che non sempre riesce a conquistare.
La scrittura tende a ripetere alcune dinamiche – soprattutto nel mostrare la follia ossessiva di Guiteau – e l’attenzione eccessiva al suo delirio finisce per ridurre il peso politico della vicenda. Tuttavia, nella somma dei suoi difetti, la serie riesce a restituire un senso profondo: quello di un Paese condannato a rivivere i propri errori.
Un monito travestito da intrattenimento

Ciò che rende Death by Lightning interessante non è solo la qualità della messa in scena o la bravura del cast, ma la capacità di far risuonare il passato nel presente. Guardando le lotte di potere, la retorica populista e la corruzione di fine Ottocento, è impossibile non pensare al mondo di oggi.
Makowsky non giudica, ma suggerisce: la storia americana, sembra dire, è un ciclo di ambizione e disillusione, di uomini che confondono la gloria con la salvezza. In questo, Death by Lightning diventa qualcosa di più di una miniserie storica: è uno specchio crudele ma necessario.
La recensione in breve
Death by Lightning è una miniserie storica che intreccia il ritratto psicologico di Charles Guiteau, assassino del presidente Garfield, con un amaro affresco del potere politico americano dell’Ottocento. Brillante nella recitazione di Matthew Macfadyen e sorretta da un solido cast, la serie alterna momenti di ironia nera a un dramma più cupo, perdendo talvolta equilibrio ma conservando un forte valore simbolico e riflessivo.
PRO
- Straordinaria interpretazione di Matthew Macfadyen
- Cast di supporto eccellente, con Nick Offerman e Michael Shannon
- Ricostruzione storica curata e coerente
- Rilettura politica attuale e intelligente
CONTRO
- Eccessiva insistenza sulla follia di Guiteau
- Ritmo altalenante nella seconda metà
- Personaggi femminili marginali
- Alcune transizioni narrative troppo rapide
- Voto CinemaSerieTV
