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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Julestorm – La tempesta di Natale, la recensione della serie Netflix

Julestorm – La tempesta di Natale, la recensione della serie Netflix

La recensione di Julestorm - La tempesta di Natale, la miniserie Netflix in sei episodi è diretta da Per-Olav Sørensen.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti16 Dicembre 2022Aggiornato:16 Dicembre 2022
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La serie: Julestorm – La tempesta di Natale, 2022. Creato da: Per-Olav Sørensen. Cast: Line Verndal, Valter Skarsgård, Thea Sofie Loch Næss, Ghita Nørby, Oscar Jean, Sus Wilkins, Ibrahim Faal, Ravdeep Sing Bajwa, Talia Lorentzen, Jan Gunnar Røise. Genere: Drammatico/Commedia. Durata: 38 minuti ca./6 episodi. Dove l’abbiamo visto: in anteprima stampa su Netflix.

Trama: La vigilia di Natale è uno dei giorni più intensi per le partenze e gli arrivi negli aeroporti. Se poi ci si mette anche una tormenta di neve, la situazione potrebbe diventare veramente difficile. A sperimentare questo disagio sono tutti i passeggeri che, all’interno dell’aeroporto di Oslo, sono costretti a rimanere a terra in attesa che il tempo si decida a migliorare. Ritardi e cancellazioni a parte, però, non è detto che questa situazione si riveli dannosa. Gran parte di loro, infatti, avrà la possibilità di rivedere in parte la propria vita, stringere rapporti inaspettati e, magari, trovare risposte a domande rimandate troppo a lungo. Così, questa sorta di tempo sospeso diventa l’occasione giusta per rallentare, escludersi dalle distrazioni quotidiane e, finalmente, ritrovare il giusto ritmo riconnettendosi con la propria vita.


Il periodo natalizio è ormai arrivato e con lui anche film e serie televisive a tema. Così, tra bastoncini di zucchero colorati, alberi riccamente addobbati e gli immancabili biscotti appena sfornati, ecco che Netflix propone Julestorm – La tempesta di Natale, una miniserie divisa in sei episodi che, però, propone un’atmosfera diversa da quelle cui siamo abituati.

Realizzata da Per-Olav Sørensen, noto per The Quicksand e la recente The Playlist, che in gran parte rinuncia alle note romantiche e magiche che tanto caratterizzano i prodotti americani di questo genere, per privilegiare una narrazione sicuramente più realistica. La domanda di partenza, infatti, è una sola: cosa fareste se alla vigilia di Natale vi trovaste bloccati da soli all’interno di un aeroporto troppo lontani da casa e delle vostre famiglie? Le risposte possono essere varie. Proviamo a dare la nostra con la recensione di Julestorm – La tempesta di Natale. La serie è disponibile su Netflix dal 16 dicembre.

Trama: Una notte per cambiare

Una scena di Julestorm

Si sa che l’inverno in Norvegia non è sicuramente clemente. Questo vuol dire che si è preparati a temperature abbondantemente sotto lo zero e neve in abbondanza. Nonostante questo, però, non sempre si è psicologicamente pronti ad affrontare gli inconvenienti di una tempesta di neve. Soprattutto durante la vigilia di Natale. Questo, infatti, per molti vuol dire non poter raggiungere in tempo le proprie famiglie o non farsi trovare puntuali ad appuntamenti di lavoro, rimanendo “prigionieri” in qualche luogo.

Uno di questi, ad esempio, potrebbe essere proprio l’aeroporto di Oslo che, dopo aver cancellato praticamente tutto il traffico aereo causa cattivo tempo, si trova ad essere teatro delle vicende di un’umanità varia. Tra i tavoli dei suoi ristoranti, accanto ai banconi dei bar, nelle sale più esclusive delle lounge e, per finire, tra le poltrone accanto ai gate chiusi si aggirano diverse persone le cui vite, prima completamente sconosciute, vengono accomunate dalla stessa sospensione temporale.

Alcuni di loro incrociano le loro strade, anche se per poco, altri approfittano di quest’occasione per riflettere su loro stessi e sul corso dei rapporti che intrattengono con il mondo esterno. Una giovane star della musica pop in crisi esistenziale, una coppia troppo indaffarata a litigare per accorgersi della tristezza della figlia, un pianista che sembra aver perso la magia della musica, un Babbo Natale deluso dai desideri consumistici dei bambini.
Ed ancora una giovane donna alla ricerca del sogno romantico, un pilota d’aereo all’apparenza disilluso, una ragazza alle prese con il regalo perfetto per un padre misterioso e, per finire, un uomo gioviale e gentile capace d’infondere serenità in chi lo incontra.
Questi sono solo alcuni dei personaggi che per ventidue ore sono destinati ad affollare uno spazio comune, andando a ricreare un microcosmo emotivo. Così, mentre fuori la tempesta si scatena in tutta la sua violenza, l’aeroporto diventa quasi un luogo irreale, sospeso nel nulla dove tutto può sembrare possibile, anche sedere a parlare con uno sconosciuto e, soprattutto, intrattenersi in gesti di inaspettata gentilezza.

I normali colpi di scena della vita

Una scena di Julestorm

Una scelta che caratterizza le serie tv prodotte da Netflix e, soprattutto, la loro visione, è la possibilità di assistere all’intero arco evolutivo della vicenda. Mettendo a disposizione ogni singolo episodio, senza programmare l’uscita settimanale, si da la possibilità di godere pienamente del potenziale narrativo di un progetto, senza inutili interruzioni.
In questo modo anche i così detti episodi di passaggio, ossia quelli che possono sembrare meno interessanti da un punto di vista evolutivo, ritrovano la loro perfetta collocazione all’interno di un discorso visto e assorbito subito nella sua interezza.

Una strategia, questa, che si rivela positiva soprattutto per progetti più intimisti, proprio come Julestorm – La tempesta di Natale. In questo caso, infatti, ci troviamo di fronte ad una serie tv che non brilla certo per plot twist improvvisi o per una suspence ben architettata. La sua natura, piuttosto, è quella di un racconto quotidiano che, più che altro, intende mettere in evidenza le piccole, grandi reazioni degli uomini una volta che vengono messi a confronto con loro stessi.
Questo vuol dire, dunque, che le emozioni sono le vere protagoniste di questa mini serie. Ma non quelle improvvise, tempestose o particolarmente emotive. Non dimentichiamo, infatti, che ci troviamo di fronte ad una produzione totalmente norvegese. Un particolare che definisce non solo l’atmosfera generale del racconto ma anche lo stile, reso sicuramente più essenziale e minimal.

Nonostante questo, però, senza andare ad utilizzare il facile escamotage dell’enfasi o della drammaticità, la vicenda raccontata riesce a coinvolgere, un passo alla volta. Al termine della visione dei sei episodi, poi, si scoprirà che il segreto di questa particolare storia natalizia è proprio nell’assenza di drammatizzazione, preferendo di gran lunga utilizzare la normalità di un linguaggio intimo in cui è facile e naturale riconoscersi.

Un’umanità in viaggio: i segreti che portiamo con noi

Una scena di Julestorm

Uno degli aspetti più interessanti di questa serie è il tema del viaggio che, solitamente, viene visto sempre in un’ottica positiva. La vacanza, la fuga d’amore, il ritorno alle origini o verso la propria famiglia. Queste sono solo alcune delle motivazioni che vengono utilizzate maggiormente come escamotage narrativo, soprattutto all’interno della filmografia natalizia.
In questo caso, invece, il regista Per-Olav Sørensen attribuisce al movimento un significato non sempre positivo. Per l’umanità che fotografa, infatti, il muoversi è una scusa per non soffermarsi sulle proprie debolezze, sui pensieri nascosti, sulla voce interiore che non si vuole ascoltare mentre si compie un errore.

Per questo motivo, dunque, Sørensen opta per un’immobilità improvvisa causata, oltretutto, da un evento incontrollabile come quello meteorologico. Cosa succede, dunque, se una tormenta di neve costringe tutti a rimanere fermi per un giorno interno? Questa è la domanda essenziale che si pone e che rivolge allo spettatore. L’interrogativo da cui prende vita tutta la narrazione e che causa le successive evoluzioni personali.

Per una volta, dunque, al movimento si contrappone l’immobilità, almeno fisica. Ma questo non vuol dire assolutamente che i protagonisti non compiano un viaggio. Piuttosto s’imbarcano in una avventura inaspettata, in una traversata che avrebbero volentieri evitato ma all’interno della quale si trovano coinvolti senza nemmeno aver ben capito come.
Ed il bagaglio emotivo che portano con sé è tutt’altro che leggero. Se ne fanno carico senza capire quanto sia pesante, lo trascinano per gran parte di questa lunga attesa fino a quando, un passo alla volta, riescono a liberarsi di tutto ciò che non è essenziale. In altri casi, poi, non potendo evitare il problema, riescono finalmente a guardarlo nella sua interezza, comprendendo come affrontarlo nel migliore dei modi.
E, alla fine di questa lunga notte di tempesta, il cielo si rischiarerà e tutti riusciranno a prendere il volo. Ma nessuno di loro lo farà come aveva programmato o verso la meta prefissata. Perché, oltre le canzoni di Natale, le decorazioni ed un accenno di romanticismo finale, è il cambiamento il vero protagonista di questa serie. Quello destinato ad arrivare solo se si è disposti a fermarsi e ad ascoltare.

La recensione in breve

7.0 Piacevole

Per-Olav Sørensen realizza una miniserie dal sapore natalizio ma con una personalità particolare. Andando oltre gli stereotipi del genere proposti dal cinema americano, tratteggia un racconto più minimale dal punto di vista espressivo ma non meno importante o coinvolgente. L'essenzialità narrativa nordica, infatti, trova il giusto compromesso con le emozioni e le atmosfere tipiche del periodo per un viaggio all'interno delle umane debolezze.

  • Voto CinemaSerieTV 7.0
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