La serie: Mercoledì – Stagione 2, Parte 1 (2025) Regia: Tim Burton, altri registi Genere: Commedia nera, Mistero, Fantasy
Cast: Jenna Ortega, Emma Myers, Catherine Zeta-Jones, Luis Guzmán, Isaac Ordonez, Steve Buscemi, Joanna Lumley, Fred Armisen, Thandiwe Newton, Billie Piper, Christopher Lloyd, Moosa Mostafa Durata: 4 episodi (circa 50-60 minuti ciascuno)
Dove l’abbiamo visto: in anteprima stampa su Netflix (versione originale con sottotitoli)
Trama: Dopo aver trascorso l’estate a perfezionare le sue abilità psichiche e a inseguire un serial killer, Mercoledì Addams torna alla Nevermore Academy, dove la attendono nuovi misteri, un inquietante stalker e una visione che minaccia la vita della sua migliore amica Enid. L’arrivo di Pugsley come nuovo studente, la presenza stabile di Morticia e Gomez e l’entrata in scena della nonna Hester cambiano radicalmente l’equilibrio scolastico, mentre omicidi e segreti di famiglia si intrecciano in un’indagine che mette alla prova le certezze e le relazioni di Mercoledì.
A chi è consigliata? Mercoledì 2, Parte 1 è ideale per chi ha amato la prima stagione e cerca ancora il mix di mistero, humour nero e atmosfera gotica. Perfetta per chi apprezza le dinamiche familiari eccentriche e le ambientazioni scolastiche piene di segreti. Meno indicata a chi desidera una trama più serrata o momenti iconici alla pari del celebre ballo della prima stagione.
Dopo quasi tre anni di attesa, Mercoledì riapre le porte di Nevermore Academy con una seconda stagione divisa in due parti. Jenna Ortega torna a vestire i panni della cupa e affascinante Mercoledì Addams, ora non più la nuova arrivata, ma una celebrità scolastica, circondata da ammiratori… e da uno stalker. L’aria di mistero non tarda ad arrivare: nuovi omicidi, visioni inquietanti e segreti sepolti minacciano di trascinarla in un’altra indagine dai contorni oscuri.
Più Addams, meno solitudine

Uno degli elementi più evidenti di questa stagione è la maggiore presenza della famiglia Addams. Morticia (Catherine Zeta-Jones) e Gomez (Luis Guzmán) si stabiliscono nei pressi della scuola, Pugsley diventa studente a Nevermore e la nonna Hester Frump (Joanna Lumley) fa il suo debutto. Questa scelta arricchisce le dinamiche familiari, in particolare il complesso rapporto madre-figlia tra Mercoledì e Morticia, ma allo stesso tempo riduce il contrasto che rendeva la famiglia così “stranamente unica” nella prima stagione.
Enid e Mercoledì: un legame in pausa

La prima stagione aveva conquistato il pubblico anche grazie al rapporto tra Mercoledì e la solare coinquilina Enid (Emma Myers), un’amicizia improbabile e complementare che rappresentava il cuore emotivo della serie. In questi nuovi episodi, invece, il loro legame è messo alla prova e riceve meno spazio narrativo: le due ragazze passano meno tempo insieme, separate da sottotrame individuali e, soprattutto, dalla visione inquietante che Mercoledì ha su Enid. Questo evento crea una distanza emotiva che si aggiunge alla naturale difficoltà di Mercoledì nel gestire rapporti affettivi. La serie sembra voler esplorare il concetto di amicizia sotto pressione, ma per ora il risultato è più un raffreddamento del loro legame che una vera evoluzione. Myers, comunque, riesce a dare spessore al personaggio anche con meno interazioni dirette, portando momenti di leggerezza e calore che bilanciano la cupezza generale.
Nevermore resta un mondo affascinante

La scuola per reietti mantiene intatto il suo fascino visivo. Fotografia, scenografie e costumi sono curati nei minimi dettagli, con Colleen Atwood che arricchisce ulteriormente l’iconico guardaroba di Mercoledì. L’ambientazione è più viva che mai, tra feste, escursioni e nuove tradizioni scolastiche. Tim Burton dirige due episodi (dei primi 4 distribuiti in questa prima parte), inserendo tocchi gotici e una memorabile sequenza in stop-motion, anche se il suo stile qui appare meno incisivo rispetto alla prima stagione.
Un mistero avvincente, ma meno incisivo

La seconda stagione ripropone la formula che ha reso la prima così popolare: un giallo scolastico dalle tinte gotiche, costellato di indizi, visioni e false piste. La serie alterna momenti di indagine a situazioni scolastiche più leggere, mantenendo una tensione costante e un buon ritmo narrativo. Tuttavia, l’intreccio centrale appare meno stratificato e più prevedibile: le rivelazioni arrivano puntuali, ma raramente sorprendono davvero lo spettatore più attento.
Il fascino dell’indagine resta intatto grazie all’ambientazione suggestiva e ai tocchi di humour nero che spezzano l’atmosfera cupa, ma manca quel guizzo creativo capace di generare una scena “di culto” come il ballo della prima stagione. Alcune sottotrame investigative, pur interessanti sulla carta, vengono liquidate in fretta o sacrificate per dare spazio ai nuovi personaggi, riducendo la sensazione di urgenza che dovrebbe accompagnare ogni colpo di scena.
Il cliffhanger finale della Parte 1 è efficace e lascia alta la curiosità per la seconda metà della stagione, ma la decisione di dividere la storia in due tronconi finisce per attenuare il coinvolgimento immediato, dando la sensazione di un mistero che si interrompe prima di raggiungere il suo picco narrativo.
Il carisma di Jenna Ortega come filo conduttore

Anche se questa stagione concede a Mercoledì meno momenti individuali rispetto alla precedente, Jenna Ortega riesce comunque a imporsi come la forza trainante dell’intera narrazione. Il suo sguardo fisso e impenetrabile, il tempismo perfetto nelle battute e la capacità di esprimere empatia senza mai tradire la compostezza gotica del personaggio continuano a essere il vero collante della serie.
Ortega riesce a mantenere viva la tensione anche nelle scene più statiche, trasformando un semplice silenzio in un momento carico di significato. La sua Mercoledì è tanto distante e tagliente quanto, sotto la superficie, vulnerabile e legata alle persone a cui tiene, una complessità che l’attrice riesce a rendere con naturalezza.
In una stagione che talvolta disperde il focus tra numerosi personaggi e sottotrame, è proprio il magnetismo di Ortega a impedire che l’insieme perda coesione. Ogni volta che la macchina da presa si concentra su di lei, la serie ritrova immediatamente la sua identità, confermando che, pur con tutti i cambiamenti strutturali, Mercoledì resta innanzitutto il suo show.
La recensione in breve
La seconda stagione di Mercoledì mantiene l’atmosfera gotica e il fascino visivo della prima, arricchendo la presenza della famiglia Addams e regalando un nuovo mistero. Tuttavia, perde parte della sua freschezza, sacrifica il rapporto con Enid e si disperde in sottotrame meno incisive. Ortega rimane il cuore pulsante di una serie che, pur con qualche ombra, resta avvincente.
Pro
- La seconda stagione di Mercoledì mantiene l’atmosfera gotica e il fascino visivo della prima, arricchendo la presenza della famiglia Addams e regalando un nuovo mistero. Tuttavia, perde parte della sua freschezza, sacrifica il rapporto con Enid e si disperde in sottotrame meno incisive. Ortega rimane il cuore pulsante di una serie che, pur con qualche ombra, resta avvincente.
- Ambientazioni e costumi di altissimo livello
- Jenna Ortega impeccabile nel ruolo di Mercoledì
- Tim Burton ancora capace di offrire momenti visivamente suggestivi
- Mistero e atmosfera gotica sempre presenti
Contro
- Ridotta interazione tra Mercoledì ed Enid
- Meno umorismo e momenti iconici rispetto alla prima stagione
- Narrazione più dispersiva con troppe sottotrame
- Divisione in due parti che spezza il ritmo
- Alcuni nuovi personaggi poco valorizzati
- Voto CinemaSerieTV.it
