Close Menu
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Nella nuova serie dell’autore di Breaking Bad, la felicità è il virus più letale

Nella nuova serie dell’autore di Breaking Bad, la felicità è il virus più letale

La recensione di Pluribus: un racconto sci-fi anticonformista dove la felicità è contagiosa, ma l’umanità è la vera malattia.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana8 Novembre 2025
Facebook Twitter WhatsApp Telegram
La protagonista di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
La protagonista di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Condividi
Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn Telegram Pinterest

La serie: Pluribus (2025)
Titolo originale: Pluribus
Ideazione: Vince Gilligan
Sceneggiatura: Vince Gilligan, Peter Gould, Jenn Carroll, Gordon Smith
Genere: Fantascienza, Dramma, Commedia nera
Cast: Rhea Seehorn, Miriam Shor, Karolina Wydra, Patrick Fabian, Giancarlo Esposito, Dean Norris
Durata: 9 episodi da circa 55 minuti ciascuno
Dove l’abbiamo visto: In streaming su Apple TV+.

Trama: In un futuro prossimo, un virus alieno diffonde sulla Terra una felicità collettiva che unisce tutte le menti umane in un’unica coscienza pacifica. Tutti sono felici, empatici e gentili. Tutti, tranne Carol Sturka, una scrittrice sarcastica e disincantata che scopre di essere l’unica immune. Isolata, osservata e “curata” da una società che non tollera il dissenso, Carol diventa il simbolo di una ribellione silenziosa contro l’utopia imposta.

A chi è consigliata? Pluribus è consigliata a chi ama la fantascienza d’autore e le storie che usano l’assurdo per parlare del presente. Perfetta per gli spettatori di Better Call Saul e The Leftovers, per chi cerca un racconto visionario, ironico e profondamente umano che interroga il significato stesso della felicità.


Dopo aver raccontato il lato oscuro dell’ambizione e del potere in Breaking Bad e Better Call Saul, Vince Gilligan torna con Pluribus, una serie che non ha nulla di criminale ma tutto di profondamente umano. È il suo progetto più ambizioso e concettuale, un’opera che usa la fantascienza come specchio del presente.
In un mondo dove un misterioso virus alieno rende tutti felici, gentili e mentalmente connessi, l’unica persona immune è Carol Sturka (Rhea Seehorn), scrittrice di romanzi fantasy rosa. Per lei, l’utopia globale diventa un incubo personale: la solitudine dell’unica mente ancora indipendente.

Una felicità obbligatoria

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

Sin dai primi episodi, Pluribus si presenta come una distopia luminosa. Nessuna catastrofe, nessuna distruzione, solo volti sorridenti, mani che si stringono e una pace mondiale tanto improvvisa quanto inquietante.
Gilligan gioca con l’idea che la perfezione assoluta non sia desiderabile, ma disumana. La “cura” del pianeta porta con sé la cancellazione dell’individuo: tutti condividono pensieri, conoscenze, emozioni. Nessuno dice più “io”, ma “questo individuo”. È l’apoteosi della connessione, e la morte della coscienza personale.
Nel rifiuto di Carol di “guarire” c’è il cuore della serie: un atto di resistenza disperato e ironico contro la tirannia della felicità.

Carol Sturka: l’imperfetta che salva l’imperfezione

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

Rhea Seehorn offre una prova magistrale. Il suo volto è una maschera di cinismo, rabbia e lucidità, ma sotto quella corazza c’è un’umanità stanca e dolente. Carol è una scrittrice di successo che disprezza i propri lettori, una donna disillusa che trova nell’insoddisfazione l’unico segno di vitalità rimasto.
La Seehorn passa dalla commedia nera al dramma esistenziale con naturalezza, restituendo un personaggio tridimensionale, ironico e fragile. Gilligan scrive per lei una serie intera, e si vede: Pluribus è il suo veicolo d’attore, una vetrina di sfumature emotive che vanno dal sarcasmo alla paura più pura.

Tra Orwell e la commedia nera

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

L’atmosfera di Pluribus richiama tanto 1984 di Orwell quanto Invasion of the Body Snatchers, ma con il tono ambiguo e sarcastico tipico di Gilligan. La serie si muove tra la satira e l’horror sociale, alternando momenti di calma irreale a improvvise scariche di inquietudine.
Il messaggio è chiaro: un mondo perfettamente allineato è un mondo morto. La diversità di pensiero, la rabbia, la frustrazione, l’errore — tutto ciò che ci rende umani — vengono sostituiti da un benessere collettivo obbligatorio.
Eppure, Pluribus non è mai un trattato filosofico travestito da serie TV. C’è humour, ritmo e un’ironia che emerge persino nei momenti più cupi, come se la serie ci ricordasse che la libertà passa anche attraverso il diritto di ridere.

Un mondo troppo pulito per essere vero

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

Dal punto di vista visivo, Pluribus è un trionfo di controllo. Gli ambienti sono limpidi, geometrici, quasi sterilizzati. Ogni sorriso è una minaccia cortese, ogni parola di conforto nasconde una nota di coercizione.
Gilligan e la sua squadra di produzione (con la direzione della fotografia di Marshall Adams e la scenografia di Denise Pizzini) costruiscono un universo inquietante proprio per la sua perfezione. Le inquadrature ampie e simmetriche amplificano la sensazione di isolamento della protagonista, come se il mondo intero stesse cospirando per “renderla felice”.
C’è anche un ritorno al tono surreale dei tempi di X-Files: l’alieno non è più un mostro, ma un’idea.

Il coraggio della lentezza

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

I primi due episodi, scritti e diretti dallo stesso Gilligan, impostano una narrazione volutamente lenta, quasi ipnotica. È un approccio che potrebbe spiazzare chi si aspetta il ritmo serrato di Breaking Bad, ma è coerente con la visione dell’autore.
Pluribus è una serie che non vuole farci correre, ma pensare. Ogni scena, ogni dialogo apparentemente statico, è una provocazione: cosa resta dell’individuo quando tutto è condiviso?
Questa lentezza non è un difetto ma una scelta poetica: lo spettatore, come Carol, è costretto a confrontarsi con il silenzio, con la calma innaturale del mondo circostante.

Una riflessione sulla libertà e sull’identità

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

Più che una storia di fantascienza, Pluribus è una parabola morale sul libero arbitrio. Gilligan rovescia la prospettiva tipica delle distopie: invece di mostrarci il caos da cui nasce la tirannia, ci mostra una pace universale che si regge sulla cancellazione del dissenso.
Il virus che unisce le menti diventa una metafora per ogni sistema che pretende uniformità — sociale, politica, o anche digitale. In un’epoca dove la connessione è totalizzante, Pluribus ci chiede: quanto siamo disposti a sacrificare per sentirci parte di qualcosa?
E se la vera libertà fosse la possibilità di dire “no”?

Un esperimento ancora in costruzione

Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)
Una scena di Pluribus (fonte: Apple Tv+)

Dopo i primi episodi, Pluribus si presenta come una serie straordinariamente densa, ma ancora in bilico tra brillante intuizione e freddezza concettuale. Gilligan ha costruito un impianto narrativo ambizioso che procede per sottrazione, lasciando più domande che risposte.
È chiaro però che l’intento non è spiegare, ma inquietare. Pluribus non vuole rassicurare né intrattenere: vuole disturbare con grazia. È un’esperienza che non si consuma in binge watching, ma si digerisce lentamente.

La recensione in breve

8.0 Anticonformista

In Pluribus, un virus alieno dona all’umanità una felicità totale, cancellando dolore e conflitto. Solo Carol Sturka, scrittrice sarcastica e immune al contagio, resta padrona dei propri pensieri. Attraverso la sua solitudine, la serie esplora la perdita dell’identità, la dittatura dell’ottimismo e la necessità del dissenso.

Pro
  1. Concetto narrativo originale e provocatorio
  2. Interpretazione eccezionale di Rhea Seehorn
  3. Satira sociale intelligente e attuale
  4. Regia curata e fotografia suggestiva
  5. Tono ibrido tra dramma, commedia e fantascienza
Contro
  1. Ritmo lento e dilatato nei primi episodi
  2. Alcuni momenti di introspezione eccessiva
  3. Mancanza di risposte chiare in alcuni passaggi
  • Voto CinemaSerieTV 8.0
  • Voto utenti (0 voti) 0
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2025 CinemaSerieTV.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.