Mindy Kaling torna alla commedia corale con Not Suitable for Work, una serie che guarda apertamente ai grandi classici del genere. Cinque giovani professionisti condividono un palazzo a Manhattan, cercano di costruirsi una carriera, si innamorano delle persone sbagliate e affrontano i primi ostacoli della vita adulta. Sulla carta sembra la premessa perfetta per una nuova sitcom generazionale. Nella pratica, però, la serie finisce spesso per assomigliare più a una nostalgia degli anni Novanta e Duemila che a un racconto autentico della Gen Z.
Un ritorno alle sitcom classiche

Fin dal primo episodio è evidente quali siano i modelli di riferimento. Friends, New Girl e How I Met Your Mother aleggiano su ogni scena. Due ragazze vivono da una parte del corridoio, tre ragazzi dall’altra. Nascono amicizie, flirt, relazioni complicate e inevitabili triangoli amorosi. È una formula che il pubblico conosce bene e che continua a funzionare grazie alla sua immediatezza.
Mindy Kaling non cerca particolari rivoluzioni. La serie punta piuttosto a ricreare quel senso di familiarità che ha reso celebri le sitcom corali del passato. Da questo punto di vista l’operazione è chiara e spesso anche efficace. Il problema è che Not Suitable for Work raramente riesce ad aggiungere qualcosa di personale o sorprendente a uno schema narrativo ormai ampiamente esplorato.
Una Gen Z che sembra arrivare da un’altra epoca

L’aspetto più debole della serie riguarda proprio il modo in cui rappresenta i giovani adulti contemporanei. Pur essendo ambientata nel presente, Not Suitable for Work sembra osservare la Gen Z attraverso uno sguardo profondamente millennial, se non addirittura più datato.
I protagonisti vivono in appartamenti enormi, ottengono lavori prestigiosi con relativa facilità e affrontano problemi che ricordano molto più le sitcom di vent’anni fa che la realtà attuale. Le difficoltà economiche, l’instabilità del mercato del lavoro, il peso dei social network, le app di dating e molte delle questioni che caratterizzano la vita dei ventenni di oggi rimangono sullo sfondo o vengono affrontate superficialmente.
La sensazione costante è quella di trovarsi davanti a una versione idealizzata e rassicurante della giovinezza, una New York televisiva che esiste più nell’immaginario delle vecchie sitcom che nel presente.
Un cast affiatato che salva molti limiti della scrittura

Se la serie riesce comunque a mantenersi piacevole, gran parte del merito va agli interpreti. Ella Hunt, Avantika, Nicholas Duvernay, Will Angus e Jack Martin costruiscono un gruppo credibile e dotato di una buona chimica.
Ella Hunt porta ad AJ la giusta miscela di ambizione e vulnerabilità, mentre Avantika conferma ancora una volta il proprio carisma. Nicholas Duvernay è probabilmente il personaggio che lascia l’impressione migliore, grazie a una dolcezza naturale che rende Kel immediatamente simpatico.
Gli attori riescono spesso a compensare una scrittura che non sempre li aiuta. Molte battute risultano meno brillanti di quanto vorrebbero essere e diversi dialoghi faticano a lasciare il segno. Più di una volta si ha l’impressione che il cast stia lavorando duramente per dare energia a materiale piuttosto ordinario.
Una comfort series da manuale

Dove Not Suitable for Work funziona davvero è nella sua capacità di essere una visione leggera e rassicurante. Non cerca provocazioni, non punta a grandi riflessioni sociali e non pretende di reinventare il genere.
Gli episodi scorrono con facilità, le relazioni sentimentali mantengono viva la curiosità e i personaggi risultano abbastanza simpatici da spingere lo spettatore a voler sapere come andranno le loro storie. È una serie costruita per far compagnia più che per sorprendere.
Proprio per questo motivo potrebbe trovare facilmente il suo pubblico. Chi cerca una comedy romantica senza particolari pretese probabilmente troverà ciò che desidera. Chi invece spera in un ritratto davvero contemporaneo della Gen Z o nella nuova grande sitcom generazionale rischia di restare deluso.
Una serie simpatica ma troppo ancorata al passato

Alla fine Not Suitable for Work è una serie gradevole, interpretata da un cast convincente e animata da buone intenzioni. Tuttavia, non riesce mai a scrollarsi di dosso la sensazione di essere una versione aggiornata solo superficialmente di formule già viste.
Mindy Kaling confeziona una comfort comedy piacevole e facilmente consumabile, ma manca quella scintilla capace di renderla davvero memorabile. Si guarda volentieri, strappa qualche sorriso e fa affezionare ai personaggi, ma raramente dà l’impressione di avere qualcosa di nuovo da dire sul mondo che pretende di raccontare.
La recensione in breve
Not Suitable for Work è una comedy romantica leggera e piacevole, sostenuta da un cast affiatato e da una formula collaudata. Il problema è che, pur raccontando la Gen Z, sembra spesso una sitcom rimasta ferma agli anni Novanta e Duemila. Divertente quanto basta per intrattenere, ma troppo poco originale per lasciare il segno.
Pro
- Cast giovane e affiatato
- Atmosfera leggera e rassicurante
- Personaggi generalmente simpatici
- Facile da seguire e da binge-watchare
- Buona chimica tra i protagonisti
Contro
- Trame romantiche molto prevedibili
- Dialoghi raramente memorabili
- Rappresentazione poco credibile della Gen Z
- Pilot eccessivamente lungo
- Mancanza di una vera identità narrativa
- Voto CinemaSerieTv
